“Bacalaureat” (Rom 2016) di C. Mungiu

Miglior regia ex aequo a Cannes 2016

 

(marino demata) Il regista di “Bacalaureat”, il rumeno Cristian Mungiu, non è un nome nuovo nel palmares di Cannes. La sua ultima opera ha ricevuto meritatamente il premio ex aequo come migliore regia poche settimane fa. E si tratta addirittura della terza volta che il bravo regista torna vincitore dal Festival francese. Infatti  molti ricorderanno che aveva conquistato addirittura la  Palma d’oro nel 2007 con “4 mesi, 3 settimane, 2 giorni” e il premio per la miglior sceneggiatura nel 2012 con “Oltre le colline”.Bacalaureat 2
La tesi del film è come sia difficile in un Paese come la Romania di oggi mantenere una dirittura morale e contemporaneamente riuscire a risolvere una serie di problemi che si parano innanzi, primo fra tutti l’assicurare un avvenire alla propria figlia. E’ quello che programmaticamente intenderebbe portare avanti  Romeo, chirurgo del locale ospedale di una cittadina della Transilvania. Ma la realtà e il destino si incaricano di smentire brutalmente i programmi del medico, che viene puntualmente risucchiato in un vortice dal quale non puoi riemergere né risolvere i tuoi problemi più importanti se non vieni a compromesso con una realtà corrotta, fatta di scambi di favori non sempre limpidi, e se non ti rivolgi a persone potenti.
Eliza, la figlia unica del medico, brillante studentessa, è stata ammessa  a frequentare una prestigiosa Università di Londra, come da aspirazione paterna. La condizione è che consegua la maturità in maniera brillante, con la media del 9 minimo. Nessun dubbio che ce la possa tranquillamente fare. Ma il destino è dietro l’angolo. Sotto forma di un balordo aggressore che proprio sulla strada che conduce alla scuola la trascina in un angolo senza peraltro riuscire a stuprarla, ma procurandole un danno al braccio destro che sarà ingessato. Dunque un forte ostacolo al superamento brillante dell’esame. Tutti i piani di Romeo, padre iperprotettivo, sembrano andare in fumo. E a questo punto non resta altro da fare che rivolgersi al potere del luogo, nella persona di un ambiguo direttore di dogana, che ha fatto favori al Preside della scuola e che quindi aspetta di essere ricambiato, fino al vero e proprio imbroglio (Eliza dovrà fare tre finte cancellature su tre parole del suo compito per renderlo riconoscibile). Tutta la costruzione morale sulla quale Romeo aveva basata la propria vita,almeno quanto a principi, e che aveva trasmesso alla figlia, sembra sgretolarsi.Bacalauret-700x430
Tra l’altro lo stesso Romeo, dal canto suo, non ha disdegnato di farsi l’amante, nella persona di una ex-paziente, come compensazione della desertificazione affettiva che trova ogni sera a casa, causa una moglie perennemente in preda a crisi depressive. La seconda vita di Romeo viene scoperta dalla figlia e questo è un altro duro colpo al precario equilibrio che il nostro “eroe” era riuscito a costruire.
Riuscirà Elisa a passare sopra a quei principi morali che il padre le ha instillato e che ore le chiede – in nome della sua futura carriera – di infrangere? E riuscirà Romeo ad uscire indenne dal simultaneo crollo di tutti i capisaldi morali che aveva costruito attorno a sé?Bacalaureat4
La storia e le situazioni di questo film fanno veramente riflettere e sotto molti aspetti ricordano purtroppo l’Italia non solo di ieri, ma anche di oggi: si pensi ad esempio al miraggio di salvezza per molti giovani,  e incoraggiato da molti genitori, costituito dalla fuga in un altro Paese, più ricco di possibilità in un futuro migliore. Ma anche questa soluzione nella storia narrata nel  film sembra compromessa. Ne esce fuori il quadro di un mondo chiuso e opprimente ove anche la fuga diventa difficile e il pessimismo è il sentimento più diffuso che si trasmette allo spettatore.Bacalaureat 3
La verità è che il regista, un po’ come Loach su un altro registro, ha voluto mettere a nudo i veri mali del suo Paese, che sono innanzitutto morali prima di ogni altra cosa. E per farlo ha creato un meccanismo  di sceneggiatura e regia quasi perfetto e una storia così bene articolata e intrecciata ove è difficile trovare punti deboli. Tanto che il film, dalla durata di oltre due ore, scorre via veloce solo con rari e perdonabili momenti di caduta. L’intreccio è spesso avvincente, con le sue opportune incursioni anche nel giallo e nel poliziesco. A testimonianza di una capacità di questo regista rumeno del quale siamo certi che, pur dopo i riconoscimenti ricevuti , sentiremo ancora parlare.

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