“Mean dreams” (CAN 2016) di Nathan Morlando

Due ragazzi in fuga: è thriller!


(marino demata) Presentato alla rassegna “Quinzaine des Réalisateurs” del recente Festival de Cannes, “Mean dreams” è riuscito ad ottenere un discreto successo ed una buona attenzione. E’ stato realizzato da Nathan Morlando, che è un regista canadese alla sua seconda opera. Il suo film di debutto risale al 2011: “Edwin Boyd: Citizen Gangster”. Ed è stato subito successo. Ha infatti vinto il premio per la migliore opera prima al Toronto Film Festival del 2011. E’ la storia di un ragazzo combattuto tra la necessità di provvedere ai quotidiani bisogni della sua giovane famiglia e il sogno di diventare una star di Hollywood. Tenterà di mediare necessità e sogni  pensando di aver individuato la strada giusta, ma sbaglierà: la strada battuta rischia di trasformarsi in tragedia.mean-dreams_safe_on_bus
“Mean dreams” fin dal titolo, richiama il soggetto del primo film. Anche in questo caso i due giovani protagonisti cercano di dare un calcio alla realtà sgradevole che sono costretti a vivere e vengono indirizzati dai propri sogni a battere nuove strade.
Si tratta di due giovanissimi. La vita del quindicenne Jonas (Josh Wiggins) scorre abbastanza monotona all’interno della fattoria del padre, che egli aiuta anche nei lavori più duri e del tutto gratuitamente, e che costituisce per lui l’unico vero contatto col mondo adulto, essendo la madre del tutto abulica e assente. Ma un evento inaspettato sconvolge la vita del ragazzo: arrivano nuovi  abitanti nella sperduta realtà ove Jonas vive. E’ soprattutto Casey (Sophie Nélisse), una sua coetanea, che attira la sua attenzione.  Casey vive sola con il  padre, un poliziotto misteriosamente trasferito in quella realtà “in the middle of nowhere”. Fra i due ragazzi è subito simpatia che presto si trasformerà in amore. Basterebbe per cambiare la vita ad entrambi. Ma il vero ostacolo è costituito dal padre-padrone della ragazza, decisamente ostile a Jonas, che ben presto dovrà fare i conti con la sua morbosa possessività nei confronti della figlia ed anche con la sua violenza.  I due ragazzi sono esasperati e quando Jonas scopre che il padre di Casey è in realtà una persona non solo crudele ma anche corrotta, l’unica via per realizzare i propri sogni di emancipazione e di libertà diventa la fuga. Jones si impossessa dei soldi sporchi incamerati dal padre di Casey attraverso traffico di droga e assassinio e fugge col suo amore lungo le sconfinate strade del Canada. Il grande sogno è di arrivare al mare!mean_dreams_bill_paxton_sophie_nlisse
Il lavoro di Morlando oscilla tra il racconto di formazione dei due ragazzi e del  loro amore, e il  thriller, che conferisce al film anche momenti mozzafiato indubbiamente ben realizzati, che riescono nell’intento di polarizzare l’attenzione dello spettatore. Ci riferiamo soprattutto alle scene della fuga, all’inseguimento da parte del padre, sorretto in questo intento da un suo superiore dello stesso livello di corruzione e squallore.
Il film tuttavia non è esente da difetti quanto ad unità narrativa e costanza di ritmo. A volte si ha l’impressione di assistere ad un collage di episodi, alcuni dei quali ben riusciti, ed atri nei quali invece assistiamo a cadute di ritmo. A tenere su il livello di adrenalina dovrebbe pensarci il veterano Bill Paxton, nel ruolo del padre di Casey violento e corrotto. Un ruolo non nuovo per questo ottimo attore che tuttavia non riesce, malgrado ce la metta tutta, a vivacizzare i momenti di stanca del film.Mean dreams
Il film forse costituisce un piccolo passo indietro del regista rispetto al suo esordio. Ma è interessante come venga comunque confermata la ispirazione di fondo: il sogno di un situazione migliore come molla per rifiutare una realtà sgradevole dalla quale si vuole a tutti i costi fuggire. In entrambi i film è questo l’incipit di  tutto lo svolgimento della storia. E pur di realizzare i sogni e trasformarli in realtà non si esita ad inscenare azioni  né lineari né moralmente ineccepibili. E’ pur vero infatti che i due ragazzi di “Mean dreams” sono disperati e non hanno altre possibilità di vivere la loro storia d’amore, ma è altresì vero che il furto del danaro del padre di Casey, ancorchè si tratti di danaro sporco, è pur sempre un furto.
In definitiva Nathan Morlando è un regista da seguire e lo attendiamo ad ulteriori impegnative prove, nel solco della tradizione del grande cinema canadese in lingua inglese che ha al suo attivo nomi eccellenti come  David Cronenberg, ormai vero e proprio “mostro sacro” di quella cinematografia.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...