“Donnie Darko” (USA 2001) di Richard Kelly

Mercoledì 20 luglio 2016 ore 20.45 al Giardino del Cenacolo via San Salvi, 14 – FI

 


Scritto e diretto nel 2001 da Richard Kelly, alla sua prima opera ed in certo senso unica, data la mediocrità dei tentativi cinematografici successivi, è diventato in breve un film di culto, che ha anche appassionato i critici sul significato o significati da dare a molte sequenze. E’ in ogni  caso consigliabile (ri)vederlo nella versione director’s cut, più lunga di 20 minuti, ove alcuni passaggi sono meglio precisati e quindi più comprensibili.
In un quadro che non esiteremmo a definire cinematograficamente metafisico, la storia e la relativa sceneggiatura è interamente dominata dal Destino. Ma la particolarità di questo film, ai fini del discorso che stiamo portando avanti, è che il Destino non è meramente identificabile con il Caso. Al contrario esso è governato dalla “magica”volontà e dalla decisione di alcuni personaggi che vogliono che le cose accadano in un certo modo soprattutto per le loro conseguenze.Donnie darko
Il fllm si apre mostrandoci le reciproche ostilità tra Donnie e il resto della sua famiglia, in primis la sorella e la madre. Donnie ama rifugiarsi nella propria camera da letto a leggere i suoi libri preferiti. E quando la madre entra nella sua camera per fare delle domande o chiedere cosa gli stia succedendo, la risposta di Donnie è “vai via”. E alla domanda: “Ma dove è mio figlio?” la risposta di Donnie è: “Prendi le tue fottute pillole.”  Questo è dunque uno spaccato della vita di Donnie all’interno della propria casa e del clima che si respira..
Succede così che il 2 ottobre 1988 “per caso” un motore a reazione cada proprio sulla casa e sulla camera da letto di Donnie. Quest’ultimo si salva grazie all’intervento di Frank (che incarna in questo caso il Destino), che dispone preventivamente l’allontanamento di Donnie dalla sua camera. Frank infatti gli intima di svegliarsi e di uscire e gli comunica che dopo 28 giorni ci sarebbe stata la fine del mondo.donnie-dark-movies-578x200
All’indomani Donnie si sveglia in un campo di golf. In realtà Frank, che sembra disporre, con la sua volontà, del destino di Donnie, è una creatura immaginaria, frutto della stessa mente schizofrenica di Donnie.  Infatti egli rivela alla sua dottoressa di avere un nuovo amico immaginario di nome Frank che gl ha parlato della prossima fine del momdo.
La consapevolezza di tutti è che Darko era in qualche modo destinato a soccombere, ma per qualche forza misteriosa quella notte, e solo quella notte, non si trovava nella sua camera da letto. Non è un caso che gli amici, quando lo vedono il giorno dopo, esclamano: “Darko imbroglia la morte!”
Il mistero si infittisce allorchè nessuna compagnia aerea rivendica la perdita di un reattore, né d’altra parte c’è traccia di incidenti aerei nell’area.
Ma tutti i passaggi successivi sono svolte del destino in qualche modo ordinate e volute da un determinato personaggio per secondi fini. Altro esempio: sempre Frank consiglia a Donnie di allagare la scuola. Perché? L’allagamento della scuola è un altro segno provvidenziale del Destino, anch’esso non determinato dalla semplice casualità, ma fortemente voluto. Perché in tal modo Donnie incontra Gretchen, la nuova studentessa appena arrivata nella sua classe, della quale si innamora.  Donnie ha la piena consapevolezza che questo evento porta il vantaggio di poter parlare con la ragazza e le dice chiaramente che senza l’allagamento della scuola loro due non avrebbero passeggiato e discusso insieme. Come dire che dall’allagamento o dal non allagamento derivano due sviluppi paralleli e diversi della storia. La scelta del film è per l’allagamento, complice il Caso che, attraverso Frank, convince Donnie ad agire in tal senso.Donnie darko3
Altro personaggio chiave della storia è la anziana Roberta Sparrow, che il padre di Donnie stava irrimediabilmente investendo con la sua auto. Vecchia e malandata, chiamata dai più “Nonna Morte”, suscita l’interesse e la compassione di Donnie, soprattutto quando, intercettata da questo mentre era impegnata in uno dei numerosi viaggi quotidiani tra la casa e la cassetta delle poste (puntualmente vuota), gli dirà in un orecchio “Ogni creatura sulla terra quando muore è sola”.  Donnie scopre l’importanza della Sparrow allorché, dopo aver sentito una frase di Frank sui viaggi nel tempo, si rivolge al suo insegnante di fisica per avere lumi in merito. E quest’ultimo, positivamente impressionato dall’interesse di Donnie sull’argomento, gli presta  il libro scritto dalla Sparrow al termine della sua carriera professionale : ” La filosofia del viaggio nel tempo”. Donnie si immerge con grande interesse nella lettura del libro e comincia a ripensare ad una serie di coincidenze e a ritenere che Frank gli abbia citato tale tema perché lui potesse venire a conoscenza del libro e della personalità della sua autrice, che, fino all’epoca della sua carriera professorale, aveva una personalità molto mediocre e incolore e  che evidentemente successivamente avrà avuto modo di migliorare la sua cultura e le sue conoscenze in quel campo molto difficile. Ripensa infine alla terribile frase che gli ha sussurrato all’orecchio e viene alla terribile conclusione che tutto nella vita è privo di senso se poi alla fine l’uomo muore da solo. Una riflessione piena di profondità per un liceale, che non può non portare ad ulteriori sconvolgimenti psichici. E così Donnie, oltre a Frank, vede anche i “wormhole”, cioè proiezioni trasparenti che escono dal petto delle persone anticipandone i movimenti. Insomma veri e propri tracciati spazio-temporali già predeterminati di quelli che saranno i successivi movimenti delle persone. Donnie lo sperimenta anche su se stesso e il suo ennesimo tracciato spazio-temporale lo porterà a scoprire nella camera dei genitori un’arma da fuoco!
Come di consueto Donnie si apre con la sua psicologa e le parla della Sparrow e di come sia rimasto impressionato e angosciato dalla frase che lei gli ha sussurrato in un  orecchio. Conclude la conversazione confessando di aver paura di rimanere solo al momento della morte.Donnie darko4
Il senso delle cose che accadono e che invece potrebbero accadere diversamente,  determinando percorsi di vita differenti, è sempre fortemente presente in questo film (che perciò è uno dei più importanti e significativi per il discorso che qui ci interessa sul Caso e sul Destino). Tanto che uno dei personaggi chiave del film, Gretchen, che diventa presto la fidanzata di Donnie, lo esplicita con queste parole: “E se si potesse andare indietro nel tempo e prendere tutte quelle ore di dolore buio, e sostituirle con qualcosa di bello?”  Da parte sua, in altra occasione Donnie dice “Se Dio controlla il tempo, allora tutto il tempo è predeterminato. Ogni cosa vivente segue un sentiero prestabilito. E se tu potessi vedere il tuo sentiero o canale, allora potresti vedere nel futuro. Cioè questa è una forma di viaggio nel tempo…”
Ma, come si è detto, il personaggio principale, dopo Donnie, è Frank,  creato dalla stessa fantasia psicotica di Donnie: in una sala cinematografica Frank consiglia Donnie di creare un nuovo elemento del destino, una nuova coincidenza, come quelle dell’allagamento della scuola. In questo caso si tratterebbe di bruciare la casa di Jim Cunningham, personaggio retrivo e bigotto che conduce una trasmissione televisiva nella scuola su come superare le paure nella vita. Donnie accetta volentieri e i pompieri accorsi a spegnere l’incendio scoprono in una delle camere della casa dell’ineffabile Jim un vero e proprio tempio della  pedo-pornografia.Donnie darko6
Bruciare la casa di Jim Cunningham è servito non solo a smascherare la vera natura di quello squallido personaggio, ma  anche a  creare una favorevole combinazione per Donnie  (ulteriore segno  del destino procacciato da Frank) perché grazie a quell’evento sua madre deve  lasciare la casa libera per accompagnare la figlia e altre ragazze della scuola a Los Angeles. In tal modo Donnie può liberamente  organizzare un party a casa, durante il quale si consoliderà l’amore tra lui e Gretchen.  E’ un party per celebrare Hallowen  (è ormai la notte tra il 29 e il 30 ottobre 1988) e l’ammissione della sorella di Donnie all’Università di Harvard. IL tempo indicato all’inizio (il 2 ottobre) da Frank sta per scadere e in base a tale profezia Donnie sta andando verso la fine del mondo. Il party ha inizio e Donnnie farà l’amore con Gretchen e per qualche momento il mondo sorridergli. Ma Donnie vuole incontrare la Sparrow, alias Nonna Morte e si reca verso la sua casa con Gretchen e altri due amici, trovando però al posto della sua casa un panorama di distruzione e di squallore. E la porta di una cantina, che gli ricorda l’espressione “cellar door”, esaltata da una professoressa della scuola, appena licenziata, come l’espressione più bella della lingua americana. Ma il destino di quella notte è tragico: Frank arriva con l’auto e investe mortalmente Gretchen e, preso dall’ira, Donnie spara a Frank uccidendolo.
Il caso vuole che nuvole nerissime si addensino in cielo dando a Donnie la certezza della  fine del mondo di li a qualche minuto. Donnie riesce a compiere a questo punto il suo viaggio a ritroso nel tempo e a riportarsi al 2 ottobre: un reattore si stacca dall’aereo sul quale viaggiava la madre di Donnie e finisce proprio sulla loro casa, sulla stanza da letto di Donnie, uccidendolo.
Dunque Donnie è morto effettivamente il 2 ottobre nella sua camera dal letto investita dal motore dell’aereo. Ma se così stanno le cose, che significato hanno quei 28 giorni densi di contenuto, di giochi del destino e di incredibili combinazioni e fatalità? Molti critici si sono sbizzarriti nella ricerca del significato di quei giorni e quindi del film. La tesi più accreditata è quella che segue la traccia suggerita dallo stesso regista, che nelle scene finali ci fa vedere che nei protagonisti di quei 28 giorni è rimasta qualche tenue memoria dei relativi avvenimenti nella loro mente. Questo può significare che quei 28 giorni, con i relativi straordinari eventi,  sono stati da tutti realmente vissuti in un “universo tangente”, una sorta di dimensione parallela.  Elemento chiave di questa interpretazione, alla quale in definitiva lo stesso regista ci conduce,  è il libro scritto dalla Sparrow (Nonna Morte), “La filosofia dei viaggi nel tempo”, nel qual è chiaramente espressa la teoria che il Tempo occasionalmente può “corrompersi” per ragioni sconosciute e dare origine a realtà parallele, chiamate Universi Tangenti della durata breve di qualche settimana, dal quale si può tornare indietro, salvando l’Universo dalla sua autodistruzione, solo grazie al potere di un “Ricettore Vivente” come Donnie e della sua guida, Frank.  Questa dunque è l’interpretazione più plausibile. E si tratta di una variante essenziale rispetto a molti altri fulm sui “viaggi nel tempo”, che comunque coinvolgono il tema trattato in questo saggio, perché basati sulla affermazione: “Se tornassi indietro quella tal cosa non la rifarei più, ma agirei  diversamente, perché in tal modo la mia vita avrebbe avuto uno sviluppo diverso.” Ritornando a Donnie Darko, di interpretazioni  ne sono state elaborate anche altre: del resto un auspicio mai celato dal regista, Richard Kelly, era quello che il film coinvolgesse gli spettatori anche dal punto di vista della ricerca del suo significato  e del disvelamento dei punti più oscuri e intricati.Donnie darko5
Per tutto quanto precede, non si può non concludere che Donnie Darko è un film straordinario, dallo  sfondo filosofico-metafisico e surreale più accentuato dell’intera storia del cinema. Per il discorso che ci interessa qui,  va sottolineato che la trama, per quanto spesso soggetta a varie interpretazioni, è caratterizzata da un  destino che potremmo definire “pilotato”.  Insomma, al contrario ad esempio di quanto avviene in Casablanca, ove il copione vuole che  il “caso, e solo esso, determini l’incontro iniziale tra i due protagonisti, e il volontarismo di Bogart, e solo esso, determini la svolta finale del film, in Donnie Darko i due termini sono coincidenti: il caso, il destino, è sempre “voluto”, consigliato, quasi ordinato da Frank affinché si creino le condizioni necessarie per  la realizzazione  di determinate svolte o secondi fini o straordinarie coincidenze. E questo rende sicuramente del tutto particolare in certo senso unico questo film sul destino. Naturalmente tutto ciò è possibile grazie al quadro di insieme del film, alla sua metafisicità e surrealtà, che rendono plausibili interventi volontaristici tesi a far nascere nuove svolte e nuovi destini non casuali, ma fortemente voluti per lo sviluppo “ a strappi” della storia.

 

 

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