“Destino cieco” di K. Kieslowski – La nostra recensione

Mercoledì 27 luglio  2016 ore 20.45 al Giardino del Cenacolo  – via San Salvi, 14 – Firenze

 

(marino demata) Il film di Kieślowski, bloccato a lungo dalla censura e visibile al grande pubblico solo a partire dal 1987, allorché fu portato al Festival di Cannes e presentato nella prestigiosa sezione Un Certain Regard, ci presenta tre differentissime alternative che potrebbero presentarsi di fronte al protagonista a seconda del verificarsi o meno di determinate circostanze. Le tre possibili alternative non hanno nulla in comune e determinerebbero  in buona sostanza tre esistenze diverse per il protagonista. Vale veramente la pena di esaminarle una per una analiticamente per capire di cosa stiamo parlando e per confermarci nell’assunto da cui siamo partiti, circa le molteplici possibilità che la realtà è in grado di offrire. Da notare, preliminarmente, che per Kieślowski la vita  e il suo svolgimento sono dominati dal caso e dalle circostanze fortuite, sulle quali la volontà degli uomini nulla può. Pertanto nel realizzarsi di una delle tre possibilità di esistenza del protagonista, l’incidenza della sua volontà e delle sue scelte è pari a zero.Destino cieco2
In seguito alla morte del padre, il giovane Witek è costretto ad abbandonare gli studi di medicina e decide pertanto di lasciare il suo paese e di trasferirsi a Varsavia. La casualità è in agguato alla stazione ferroviaria, sulla piattaforma, mentre Witek cerca di prendere il treno. A questo punto possono succedere tre evenienze, ciascuna delle quali può dare una svolta ed uno svolgimento diverso alla vita del giovane. Lo spettatore assisterà a tutte e tre le diverse vite possibili di Witek, comd e si trattasse di tre telefilm:
1) Al binario del treno Witek riesce a stento a scansare un ubriaco. Il treno sta partendo: lui lo insegue di corsa e riesce a stento a prenderlo. Nel corso del viaggio Witek conosce Werner, un anziano comunista, col quale si intrattiene in piacevole ed interessata conversazione, al termine della quale si convince ad entrare a far parte del Partito Comunista. Successivamente ne diviene un funzionario stipendiato. Witek poi riprende una relazione amorosa con Czuszka, un donna con la quale già era stata in passato.  Ma la loro storia non può avere un futuro, perché Czuszka è anticomunista  (viene anche arrestata e poi rilasciata): troppo distanti sono diventate le loro concezioni politiche!Destino cieco 4
2) Alla stazione Witek perde il treno per Varsavia, a causa di uno scontro fortuito con un ubriaco. Preso dalla collera e dal nervosismo, aggredisce il capostazione e arrestato e viene condannato a un mese di lavori socialmente utili. In seguito a questo avvenimento, decide di diventare un oppositore del Comunismo e comincia pertanto a frequentare riunioni di gruppi sovversivi. Durante una riunione riconosce Daniel, un suo vecchio amico e conosce sua sorella Vera, con la quale comincia ad uscire. Si converte al cattolicesimo e si fa battezzare. In procinto di partire per la Francia, viene fermato all’aeroporto con l’accusa di sovversivismo e privato del passaporto. Viene rilasciato a condizione di fornire alla polizia i nomi degli altri membri della cellula sovversiva.  Tornato a casa si rende conto che la cellula è stata smantellata e quasi tutti i suoi membri sono stati arrestati. A questo punto viene accusato dagli altri suoi compagni di aver tradito e di aver rivelato i nomi. Ha fine anche la relazione con Vera. Per Witek si profila un futuro di assoluta solitudine.
3) Al binario, in procinto di prendere il treno per Varsavia, un ubriaco impedisce a Witek di andare avanti. Witek perde il treno, ma al binario incontra Olga, sua compagna del corso di medicina. I due finiscono per innamorarsi e successivamente Witek si convince a riprendere gli studi di medicina, bruscamente interrotti alla morte del padre. Dopo qualche tempo Olga gli comunica di aspettare un bambino: i due si sposano. Witek è completamente disimpegnato e politicamente agnostico e per questo motivo rifiuta di firmare una petizione contro il comunismo. Il suo primario gli propone di recarsi in Libia per una serie di conferenze e Witek accetta. IL giorno della partenza Olga gli rivela di aspettare un secondo figlio. Poco dopo il decollo l’aereo esplode e Witek perde la vita. Destino_cieco_o_Il_caso_-_Przypadek_(1981)_Krzysztof_Kieslowski
Il film dunque plasticamente e con l’ausilio di bellissime immagini si scinde in tre sezioni, quante sono i possibili sviluppi della vita di Witek in conseguenza di quanto succede alla stazione. E perciò si tratta di un film che riproduce le varie possibilità che la realtà porta con sé,solitamente negate da tutti gli altri film, le cui sceneggiature hanno naturalmente già individuato ab initio un possibile sviluppo della realtà, e solo quello. E’ pertanto importante che Kieslovski riesca per una volta ad adattare il cinema rispetto alla realtà, mostrandoci anche nel suo film quelle alternative che la vita vera continuamente offre.  Il limite di Kieslowski però risiede nella sua concezione filosofica, in base alla quale lo svolgimento della vita di una persona, qualunque sia la strada che si imbocchi, dipende solo ed esclusivamente dal caso e dalle circostanze fortuite e mai dalle consapevoli scelte umane. Siamo agli antipodi dunque rispetto a quello che abbiamo visto essere l’impianto filosofico alla base di Donnie Darko, ove il destino e la casualità possono aver luogo solo se sono in qualche modo governati e diretti dagli uomini. Per il regista polacco tutti noi siamo in balia del caso e a tutti è riservato un certo corso del destino. Certo, ci sono delle varianti, come il regista ci fa vedere in questo film: esistono per il protagonista tre diversi destini possibili, ma nessuno è collegato a proprie scelte esistenziali. Un rigido determinismo fa sì che il destino di Witek sia totalmente collegato alla possibilità o meno di prendere il treno per Varsavia, in un ferreo rapporto di causa-effetto , che non lascia assolutamente nulla alla scelta individuale, al libero arbitrio degli uomini. Dunque se è vero  che la realtà presenta varie possibilità e alternative, esse non dipendono mai dalla volontà umana. La stessa conclusione del film conferma il cupo pessimismo che rende gli uomini prigionieri di un destino che nessun uomo può contribuire a modificare.

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