“J. Edgar” (USA 2011) di Clint Eastwood – La nostra recensione

La violenza del potere e di chi lo esercita

(marino demata) Fu in occasione della visione di “Mezzanotte nel giardino del bene e del male”  che mi resi definitivamente conto che si aveva a che fare con un grande regista, maniacale nel seguire personalmente tutti i dettagli della narrazione e della struttura, impegnato perfino nel fornire a quel film e a quelli che seguiranno la colonna sonora con musiche originali da lui stesso composte (e  convince anche Kevin Spacey, protagonista del film,  a cantare una delle sue canzoni nella colonna sonora). Da quella svolta ‘e nato, a mio giudizio, un sempre piu’ spiccato interesse per le problematiche piu’ spigolose e scomode che porta dentro di se la societa’ Americana, non esitando a sporcarsi le mani in situazioni difficili e scabrose ma sempre con grande onesta’ intellettuale, lasciando lo spettatore a giudice finale. j edgar-movieAffronta cosi’ i grandi temi del possesso facile delle armi (Mystic River), della sofferenza e dell’eutanasia (Million Dollar Baby ), del razzismo e della violenza (Gran Torino),  della violenza del potere vista dalla parte di chi lo subisce (Changeling ) e di chi lo esercita (J. Edgar), che ne e’ quasi il rovescio. Di J. Edgar ho ammirato soprattutto la completezza con la quale Clint e’ riuscito a rendere il personaggio (aiutato dalla straordinaria duttilita’ di Leonardo Di Caprio), non trascurando nessuno degli aspetti che lo hanno formato: un padre estremamente debole, la madre autoritaria e forte, di cui Edgar subisce totale influenza, al punto che, pur tendenzialmente debole, riesce ad impore a se stesso quel BE STRONG   che la madre gli ripete e che varra’ sia nelle sue scelte personali (il rapporto con il suo vice Clyde Tolson), sia nelle sue scelte pubbliche ed organizzative. j edgar-why-so-blu-7Ne esce fuori un personaggio ove gli aspetti personali, psicologici, famigliari, e pubblici si intrecciano e si condizionano a vicenda in un ritmo dialettico serrato che lo portano ad essere sempre borderline, tra legalita’ ed illegalita’, fino allo scontro col potere politico ed in particolare con Bob Kennedy. Ed emerge ancora una volta la attenzione e la cura quasi ossessiva ai particolari della pellicola, che e’ un carattere distintivo della intera personalita’ di Clint Eastwwod, che ha portato con se nella sua vita privata e pubblica. Infatti, una curiosita’: Forse non molti sanno che lui e’ stato per due anni sindaco di Carmel, una cittadina sul mare ad un centinaio di miglia a sud di San Francisco. Soggiornando in quella cittadina era entrato in rotta di collissione con la locale amministrazione per scelte che non condivideva ed alla scadenza del mandato del sindaco Charlotte Townsend (1986)  decise di presentarsi personalmente, ottenendo nella campagna elettorale il 72.5% dei voti ed uno stipendio da sindaco di 200 Dollari al mese! A Carmel riusci’ a bloccare definitivamente una lottizzazione selvaggia che avrebbe distrutto il bel paesaggio sul lungomare a favore di 80 condomini approvati dalla precedente amministrazione. J edgar3Due cose pero’ colpiscono particolarmente perche’ rivelatrici del sua modo di pensare: voleva fare di Carmel una citta’ ordinata e organizzata che non aveva bisogno  di semafori e li elimino’, ed ancora oggi Carmel e’ l’unica citta’ americana senza semafori con traffico scorrevole. Odiava inoltre le cassette della posta fuori le case, tutte diverse, irregoilari, spesso di gusto kitch: le elimino’ tutte. Che i cittadini vadano di tanto in tanto all’ufficio postale direttamente a vedere se e’ arrivato qualcosa. Dopotutto passeggiare fa bene! Alle elezioni comunali intermedie del 1988, alla scadenza della prima parte del suo mandato, decise di non ripresentarsi. Il segno lo aveva lasciato e si vede ancora oggi a Carmel a distanza di tanto tempo. Ma fortunatamente lui si sentiva chiamato a tempo pieno per gli impegni cinematografici. Ha scelto bene!

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