“Mezzanotte nel giardino del bene e del male”(1997) di Clint Eastwood

Cover of "Midnight in the Garden of Good ...
Cover of Midnight in the Garden of Good and Evil

 

(marino demata) Da più di venti anni, dopo una brillante carriera come attore, Clint Eastwood  regista è sempre impegnato nello scavare in situazioni e momenti topici della storia americana, e in problemi sociali e civili il piu’ delle volte desunti da storie vere. Secondo me il punto di svolta sotto questo aspetto e’ stato non tanto il celebrato e romantico “I ponti di Madison County” del 1995, quanto due anni dopo quel grande affresco nel mondo del sud degli States, e cioè

Savannah, Georgia
Savannah, Georgia (Photo credit: Dougtone)

“Midnight in the Garden of Good and Evil”/ “Mezzanotte nel giardino del bene e del male”: un film bellissimo, tratto da una storia vera e dal relativo romanzo di  John Berendt. Interamente girato a Savannah, una pittoresca citta’ della Georgia a poche miglia dal mare, dove Clint ha saputo creare un tale fascino e una tale atmosfera da convincermi ad andare li e restarvi per due settimane, in quasi mistico pellegrinaggio su tutti i luoghi ove il film era stato girato (con tale intensita’ e caparbieta’ qualcosa del genere la avevo sperimentata solo altre due volte, a S. Francisco sulle tracce di “Vertigo”/ “La donna che visse due volte” di Hitchcock e a New York alle locations celebrate da Woody Allen in “Manhattan”).

Mercer-Williams House, Monterey Square, Savann...
Mercer-Williams House, Monterey Square, Savannah, Georgia (Photo credit: Ken Lund)


In occasione della visione di “Midnight…” mi resi definitivamente conto che si aveva a che fare non un piu’ solo con quel grande attore gia’ ammirato da decenni, ma con un grande regista, maniacale nel seguire personalmente tutti i dettagli della narrazione e della struttura, impegnato perfino nel fornire a quel film e a quelli che seguiranno la colonna sonora con musiche originali da lui stesso composte (e in questo film riesce a  convincere anche Kevin Spacey, protagonista del film,  a cantare una delle sue canzoni appunto nella colonna sonora). Da quella svolta ‘e nato, a mio giudizio, un sempre piu’ spiccato interesse per le problematiche piu’ spigolose e scomode che porta dentro di se la societa’ Americana, non esitando a sporcarsi le mani in situazioni difficili e scabrose ma sempre con grande onesta’ intellettuale, lasciando lo spettatore quale giudice finale. Affronta cosi’ i grandi temi del possesso facile delle armi (Mystic River), della sofferenza e dell’eutanasia (Million Dollar Baby ), del razzismo e della violenza e ancora delle armi (Gran Torino),  della violenza del potere vista dalla parte di chi lo subisce (Changeling ) e di chi lo esercita (J. Edgar), che ne e’ quasi il rovescio. E, in mezzo a questi ultimi due, ha anche il coraggio di accostarsi con grande sensibilita’, ma anche con grande tatto e direi quasi in punta di piedi, al tema della  soglia dell’aldila’, ovvero dell’attimo del trapasso tra la vita e la morte, nel film “Hereafter”, riuscendo tra l’altro a forgiare uno straordinario Matt Damon e a consegnarlo forse per la prima volta alla carriera di vero attore.

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Ritornando a ” Midnight in the Garden of Good and Evil”/ “Mezzanotte nel giardino del bene e del male”, potremmo affermare senza tema di smentite che protagonista assoluto di questo meraviglioso film e’ una statua, quella che vedete nelle locandine, che mantiene in equilibrio, come fosse una bilancia, due piatti, quelli del bene e del male, a simboleggiare la giustizia in  generale, non solo quella delle aule giudiziarie, che si sforza di essere equa senza sempre riuscirvi, ma anche quella che sempre si svolge su questa terra ma attraverso strane combinazioni, percorsi spesso equivoci e contorti, magari provvidenziali incidenti che alla fine sembrano portare a compimento in maniera piu’ perfetta il lavoro spesso manchevole delle giurie. Chi volesse trovare in questo l’intervento del soprannaturale resterebbe deluso. Clint, come fara’ in tanti altri film successivi, non si pronuncia, lasciando allo spettatore il compito di fare le sue scelte su questo ed altri problemi che la storia del film lascia aperti. Preferisce limitarsi a mostrarci una sorta di immanente provvidenza capace di rimettere le cose a posto e i piatti della statua in equilibrio. Per inciso questa suggestiva statua, portatrice di tutto il suo valore simbolico, si trovava al Bonaventure Cemetery di Savanna: si tratta di un’opera di Jack Leigh chiamata “Bird girl” / “Ragazza uccello”, che rappresenta una giovane donna che tiene in equilibrio un piatto con la destra e l’altro con la sinistra. La statua era stata fondamentalmente poco notata ed apprezzata per oltre 50 anni

The cover of the 1994 novel
The cover of the 1994 novel (Photo credit: Wikipedia)

all’interno di quel suggestivo monumentale cimitero, ma dopo essere stata citata e descritta nel romanzo di John Berendt del 1994 ” Midnight in the Garden of Good and Evil” e poi filmata ripetutamente nell’omonimo film di Clint Eastwood del 1998, e’ stata donata  al Savannah’s Telfair Museum of Art al fine di evitare che la quiete del cimitero fosse continuamente disturbata da centinaia di visitatori (come il sottoscritto) sospinti da quella curiosita’ che caratterizza i veri e avventurosi cinefili  di vedere da vicino luoghi e cose significative dei film che amano.
Clint Eastwood sceglie per queso film tre grandi attori, Kevin Spacey, John Cusack e Jude Law, assemmblando quello che in gergo si dice un cast stellare. Il film, come si diceva, e’ ispirato dal romanzo di Berendat, a sua volta basato su fatti realmente accaduti a Savannah, una media città, della Georgia, nel sud degli USA, rimasta magicamente intatta con la sua architettura dell’800 e del primo novecento.
A Savannah nel 1981 arriva un giornalista (J. Cusack) per scrivere un articolo sulla sontuosa festa di Natale che  un  rampante antiquario neo-miliardario (K. Spacey)  sta organizzando . Durante la permanenza del  giornalista accadranno molte cose strane, tra cui un omicidio che, ancorché confessato come legittima difesa, presenta risvolti inquietanti e cela situazioni ambigue e altri cadaveri metaforici negli armadi che la proverbiale ipocrisia dei ceti altolocati del sud dell”America (impietosamente messa a nudo dal regista), tenta di tenere nascosti. Solo il “transessuale di Savannah”, Lady Chablis, personaggio realmente esistente (oggi abita in  Florida), e di cui Clint mantiene nel film il nome vero, riesce ad indirizzare il giornalista verso qualche brandello di verita’ e verso taluni dei luoghi del mistero. Lo svolgimento dei fatti, evoluti ormai in maniera drammatica, e l’aiuto di Ladi Chablis, consentiranno al giornalista di cambiare i suoi programmi: scrivera’ non piu’ un articolo, ma un romanzo sull’omicidio che e’ avvenuto durante la sua permanenza e soprattutto sui misteri di Savannah, sui quali comincia ad indagare con passione.
Il film, in bilico tra dramma e thriller, e’ girato con raffinata maestria e pervaso da uno sguardo sottilmente ironico. Ma in realta’, a mio giudizio, dramma, thriller, omicidio, processo, sono generi e situazioni  che appassionano molto relativamente il regista: lo spettatore non si lasci fuorviare, perche’ si tratta di semplici, sia pur drammatiche occasioni, fondali dello scenario su cui si stagliano in realta’ le storie e i misteri dei personaggi, il progressivo e sempre parziale loro disvelamento, cioe’ quello che in realta’ al regista interessa. Clint si interroga – e in certo senso gira la domanda allo spettatore – su cosa sia la realta’ a Savannah, in questo luogo che di per se’ al visitatore sembra magico e popolato di forze ed energie incontrollabili; quale e’ in questa realta’ il confine tra apparenza e verita’?  E perche’ qui cosi’ facilmente quelle che credi siano verita’ si trasformano sovente in apparenze e viceversa, in uno strano gioco di specchi che rimandano l’una all’altra?  Dove puo’ accadere, che un signore porti tutte le mattine a spasso un cane che non c’e’. Dove  e’ facile dare spazio nella superstizione della gente, all’irreale e al soprannaturale, che Clint osserva irrompere di volta in volta nella sua storia e sul quale, con la sua solita discrezione, non ci manifesta altro che ironia e una sorta di ghigno sarcastico.

Midnightevilgood


Un film come questo non puo’ non portare con se molte curiosita’. Ne cito alcune:
– C’e’ un bel cameo della pianista/cantante Emma Kelly, che alla festa organizzata da Jim Williams (Kevin Spacey), canta numerose canzoni tratte dal suo repertorio (si dice di circa 6000 canzoni!). Tra queste ricordiamo con piacere Days Of Wine And Roses, Tangerine, Dream, P.S. I Love You, Laura e tante altre accennate nel film
– La principale parte femminile e’ affidata a Alison Eastwood, figlia del regista, che pero’ non ha avuto affatto un corsia preferenziale. Rigoroso come sempre, Clint non le ha risparmiato nessun provino in competizione con altre aspiranti al ruolo e neppure faticose performances canore (doveva cantare una canzone nel film). Solo dopo una serie di prove tormentate e’ stata scelta.

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