“Mr. Nobody” (Bel. – Can. 2009) di J. Van Dormael

La vita è governata dal caso e dalle scelte

 

(marino demata) Il  regista  belga Jaco Van Dormael dirige questo bellissimo film dopo un lungo silenzio durato ben 13 anni ed interrotto solo da un film breve (La ceinture). Si vede che ne ha accumulate di cose da dire e ce le dice tutte in questo lungo e straordiario film, mai comparso in Italia, paragonabile forse solo alla forza esplosiva di un cult movie per eccellenza come Donnie Darko.  Mr. Nobody è forse il film più esplicito nel trattare, proprio come tema centrale, il peso del “caso” nella vita di ogni individuo, nonché la rilevanza delle libere scelte degli uomini  che danno una direzione, in luogo di un’altra, alla vita stessa. Dunque un film veramente fondamentale per affrontare con realismo queste tematiche, che sono davanti a ciascuno di noi in ogni momento della nostra esistenza.
Siamo nel 2092. L’umanità ha fatto grandi progressi. Gli uomini possono fare viaggi in comitiva ben organizzati su Marte e gite sulla Luna per giocare a golf. Hanno inoltre sconfitto la morte e raggiunto dunque l’immortalità. Fa  eccezione solo un vecchio di 118 anni, che è l’ultimo uomo destinato alla morte ed è oggetto di studio da parte del Dr. Feldheim, con sedute una volta alla settimana. Il vecchio uomo, nelle scene iniziali di fronte al Dr. Feldheim, non ricorda quasi nulla, ad eccezione del suo nome ben significativo: Nemo ovvero Mr, Nobody.  Sostiene di avere solo 34 anni. E questo si spiega nello svolgimento del film, perché è a 34 anni che si determina una cesura nella sua esistenza. Posto di fronte all’evidenza dei fatti attraverso uno specchio che gli dimostra lo stato avanzato della sua vecchiaia e attraverso un giornale che gli mostra la data del giorno, l’unica reazione di Nemo è quella di invocare il risveglio, come se si trattasse dunque di un incubo. Nemo  si risveglia 34enne accanto alla propria moglie Elise (Sarah Polley) : e si prepara ad accompagnare a scuola i propri figli, di cui non ricorda esattamente i nomi. Ma siamo già in un momento della vita in cui le casualità e/o le scelte fondamentali, quelle  che possono  cambiare il corso degli eventi , sono state drammaticamente consumate. A partire proprio dal matrimonio e dalla famiglia. Nemo infatti avrebbe potuto compiere un’altra scelta, che avrebbe modificato la sua vita: sposare Jil (Lihn Dan Pahm), una ragazza di origine Giapponese, dalla quale pure avrebbe potuto avere tre figli. Nemo, mentre i figli si preparano per la scuola,  vede la realizzazione di questa diversa possibilità attraverso una foto che ritrae la famiglia alternativa, che avrebbe dunque modificato il corso della sua esistenza. Per non parlare di una terza possibilità, che Nemo avrebbe preferito su tutte le altre: unirsi definitivamente a Anna (Diane Kruger), il vero grande amore della sua vita, come scopriremo nel corso del film, sbocciato all’età di 15 anni e contrastato da una serie di eventi del destino veramente contrari. Dunque tre possibilità. Nel corso del film il regista ci farà vedere i percorsi che derivano dalle tra le diverse scelte  che Nemo avrebbe potuto compiere. E’ singolare che Nemo per errore chiami col nome di Paul uno dei figli suoi e di Elise: in realtà Paul è il figlio che sarebbe nato da Nemo e Jil, la ragazza di origine giapponese, come ci rendiamo subito conto dalla sequenza successiva, che già ci porta nel secondo percorso di vita collegato alla diversa scelta della propria moglie.mr_nobody16 Dunque il film, nei soli primi dieci minuti, ci porta già all’interno delle due scelte di  vita riservate a Nemo, mostrandoci i due diversi percorsi di vita con le due diverse donne prescelte come moglie. Per farci capire quello che sarà un motivo ricorrente del film: l’importanza delle scelte (o delle non scelte) nel determinare particolari strade di volta in volta intraprese dalla nostra vita.
Ma, come abbiamo detto sopra, anche il caso (o il destino che dir si voglia), ha il suo peso, almeno quanto le libere scelte umane: il padre e la madre di Nemo si sono conosciuti grazie ad un casuale scivolone che procura a lui una foglia secca su marciapiede. Lei lo soccorre ed entrambi si innamorano l’un dell’altra.
A questo punto il regista ricorre ad un espediente:  l’arrivo di un giornalista, entrato con l’aiuto di una infermiera nella camera del vecchio Nemo di 118 anni, offre l’occasione, attraverso un’intervista,  di ripercorrere le varie tappe della sua vita, ma anche le varie alternative che si sarebbero potute verificare. In realtà il giornalista non saprà mai quale delle diverse alternative di vita è quella realmente percorsa. E non lo sapremo mai neanche noi per il momento. Il perché ci sarà svelato dal meraviglioso finale del film. E del resto anche il primo autore che mostra le varie possibili alternative di vita, Kieślowski in “Destino cieco/Il caso”, si sofferma a mostrarci ben tre diversi percorsi di vita (in rapporto al famoso treno per Varsavia preso al volo o non preso), senza però dirci quale dei tre è stato concretamente percorso dal protagonista.mr-nobody2
Pur con una continua sovrapposizione temporale che a volte può anche disorientare, la prima parte del racconto del vecchio Nemo al giornalista è “prevalentemente” incentrata sulla fanciullezza di Nemo, che ha, almeno in questa fase della vita, la strana facoltà di prevedere il futuro immediato delle persone che gli stanno intorno. E così il piccolo Nemo “vede”, prima che accada, che il padre, nel parcheggiare l’auto sulla discesa di casa, dimentica di inserire il freno a mano: l’auto senza controllo scenderà da sola investendo mortalmente, al termine della corsa, una giovane madre che portava a spasso suo figlio in carrozzina.
Questa parte di film riserva sequenze di grande fattura poetica, ove la bravura del regista ha modo di esercitarsi senza eccessive preoccupazioni didascaliche, che in qualche parte successiva invece appesantiscono un po’ la narrazione. Bellissime sono le sequenze in piscina, ove Nemo ragazzino prova i primi palpiti e le prime sensazioni d’amore. Così come indimenticabile è la scena nella quale il ragazzo scopre la madre in compagnia del proprio amante.
A questo punto assistiamo alla scena più importante del film, la vera e propria scena-chiave: il piccolo Nemo è sul marciapiede della stazione (ancora una stazione e ancora un treno a segnare un bivio della vita, come in “Destino cieco/Il caso” ed anche in “Sliding door”): si trova tra la madre e il padre e viene invitato a scegliere uno dei due. La madre dovrà pendere il treno per raggiungere il suo nuovo uomo, mentre il padre resterà dove si trova. Chi seglierà Nemo? E’ la scelta più impegnativa della sua vita dalla quale dipenderanno due percorsi di vita assolutamente diversi. Dopo qualche esitazione Nemo si slancia verso il treno in corsa e riesce a raggiungere la madre: passerà la sua vita giovanile con la madre. mr-nobody-decisions-and-chance-station1-r100Ma subito dopo il regista ci mostra l’altra alternativa possibile: Nemo non riesce a raggiungere la madre perché il treno ha acquistato velocità e resterà col padre. Due alternative che sono due vite diverse, che ci vengono mostrate entrambe nella loro essenzialità. Ancora una volta la realtà e il presente sono il terreno delle possibilità: ci sembra non un caso che la stazione porta il nome, ben in vista sui tabelloni del marciapiede, di CHANCE (POSSIBILITA’)!
1) Seguiamo dapprima Nemo che è riuscito a raggiungere in treno la madre, che a sua volta deve raggiungere il suo nuovo amore in Canada. Lì dunque si svolgerà la vita di Nemo ragazzo.  Una vita abbastanza agiata, ma non priva di problemi di rapporto, in particolare col compagno della madre. Anche in questo caso il regista ci mostra scene di grande tenerezza e di grande passione tra i due giovani.
Tutto sembra andare per il meglio, ma il caso si frappone tra i due giovani innamorati: i rapporti tra la madre di Nemo e il suo compagno si deteriorano e i due si lasciano, anche perché lui accetta un lavoro che lo porterà a trasferirsi, naturalmente con la figlia, a New York. E’ un dolore lacerante quello che prende i due giovani, che sono costretti dagli eventi e dal caso a lasciarsi, pur promettendosi e sperando di potersi incontrare ancora un giorno.mr-nobody5
2) A questo punto seguiamo anche l’altro percorso di vita possibile: Nemo non è riuscito a raggiungere la madre sul treno in corsa e resta col padre in Inghilterra. Nemo si dedica molto a sostenere i padre nei momenti di bisogno anche fisici (il padre è piuttosto malandato), mentre perde ogni rapporto con la madre.
Come in un gioco di scatole cinesi ci sono a loro volta due possibili sviluppi collegati a questa permanenza dal padre in Inghilterra:
2a) Nemo si innamora di una ragazza, Elise, che però a sua volta è innamorata di un altro ragazzo. Per Nemo non c’è nulla da fare. E a questo punto decide di affidarsi volontariamente al caso e dice al padre che è intenzionato a sposarsi con la prima ragazza che quella sera vorrà ballare con lui. Detto fatto, si tratterà di Jil, la ragazza di origini orientali dalla quale avrà tre figli, una bella  e lussuosa casa con piscina ed una vita abbastanza tranquilla
2b) Nemo riesce a convincere Elisa a lasciar perdere il ragazzo del quale era innamorata e a mettersi con lui. Ben presto i due si sposeranno e avranno tre figli. Ma la vita con Elise è un inferno perché lei soffre di gravi problemi psichici, che la portano ad appartarsi dalla vita familiare, o a parteciparvi in maniera anomala e senza reale convinzione. In un momento di crisi esasperata Elise confiderà a Nemo che  suoi problemi derivano dal non aver superato il suo amore per l’uomo da lei amato in precedenza, di un amore mai corrisposto. Questo percorso di vita alternativo si conclude con Elise che lascia definitivamente Nemo e i suoi tre figli.mr-nobody-6

Ma è sempre Ann il suo vero amore e Nemo, che, in un’altra scelta di vita successiva, vive a New York, la incontra alla stazione ferroviaria. Incontro descritto meravigliosamente dal regista: la camera inquadra i due che si guardano increduli l’un l’altro e poi si abbracciano, mentre il resto della gente passa avanti e dietro la coppia a ritmo accelerato e la camera stessa va a ruotare attorno ai  due.  Si sono ormai ritrovati e si amano nello spartano appartamento di Nemo. “Non c’è vita senza di te – dice Ann. –  Ti ho parlato così tanto quando non c’eri, che ora mi sembra strano.”  E poi una frase significativa: “Ho rinunciato a tutte le vite possibili per un’unica vita. Insieme a te.” Ma Ann ha bisogno di tempo per riabituarsi all’idea di avere per sempre Nemo con se e le scrive il proprio numero di telefono su un foglio di carta. Ma anche in questo caso il destino è in agguato: una pioggia cancellerà il numero di telefono dal biglietto e Nemo resta senza alcun contatto di Ann. Nemo la aspetterà ogni giorno su una panchina.mr_nobody_film

In un altro segmento di vita Nemo decide di affidarsi sempre più al caso, fino al punto da munirsi di una moneta che sulle due facce reca YES e NOT e tutte le possibili scelte e alternative saranno d’ora in poi governate da lancio di quella moneta. Dunque l’incapacità di scegliere per il meglio e soprattutto di riuscire a prevedere le conseguenze di ogni scelta (che è un problema di tutti noi), portanto Nemo anche verso esiti insensati e soprattutto ad una serie di percorsi che si concludono tutti tragicamente con la sua morte.
La stessa Ann ritorna in un altro possibile segmento di vita: è la moglie di un collega di lavoro di Nemo, che muore in un  incidente automobilistico. Nemo la incontra al funerale. Ma lei non lo conosce, malagrado gli sforzi che lui faccia per suscitare in lei un qualche ricordo.

Ritorniamo a Nemo vecchio di 118 anni. Il giornalista chiede spiegazioni. Ma quale è stato il vero percorso di vita di Nemo? Quest’ultimo è incapace di rispondere. E qui ci avviamo al  meraviglioso e inaspettato finale.  Il vecchio Nemo afferma che ogni percorso è quello giusto. “Qualunque cosa sarebbe potuta andare in maniera diversa e sarebbe stata comunque significativa. Come afferma Tennessee Williams.” Ma come è andata in realtà?

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