“Victoria” (Ger. 2015) di Sebastian Schipper

Sabato 29 ottobre ore 15.00 al Museo Novecento Firenze

 

(marino demata) “Victoria” è un film indipendente realizzato dal  tedesco Sebastian Schipper, giunto con questo titolo alla sua quarta opera di regia e sceneggiatura assieme. Le tre opere precedenti  sono tutte molto interessanti
“Absolute Giganten”, il film di esordio,  è la storia di tre amici che trascorrono l’ultima notte nella loro città, Amburgo, prima della definitiva partenza di uno di loro. Segue poi “Ein Freund von mir”, ed anche questo è un film su una sopravventa amicizia e poi “Mitte ende august”, che è basato su “Le affinità elettive” di Goethe.
“Ma “Victoria” è sicuramente il film che ha consacrato Schipper come regista di primissimo piano nel panorama del cinema tedesco attuale. Innanzitutto perchè il film ha una caratteristica veramente rimarchevole: esso consiste in un lungo piano sequenza di oltre due ore (shot in only one take, dicono in America). C’e un precedente: Alexander Sokurov nel 2002 ha girato “Russian Ark” con la medesima tecnica.victoria-3
Nessuna taglio, dunque, nessuna interruzione e l’operatore al montaggio è rimasto disoccupato. Nessun taglio nascosto neppure quando si chiude una porta. Noi conosciamo, attraverso le parole dello stesso Schipper i tempi esatti della straordinaria ripresa: è il 27 aprile 2014 nel cuore di Berlino alle ore 4.30 del mattino. Schipper ripete per tre notti di seguito l’unica sequenza dell’intero film , per poi scegliere la migliore. Certo una menzione particolarissima merita l’operatore alla macchina da presa, il norvegese Sturla Brandth Grøvlen che è bravissimo nel puntare la camera sempre al punto e al momento giusto , spessissimo con camera in spalla, talvolta appiccicato agli attori,  come nelle sequenze in auto o in taxi, ove è evidentemente seduto anche lui, pronto a cogliere emozioni su questo e quel volto e le espressioni più significative.
Victoria (Laia Costa) è una ragazza spagnola venuta da poco a Berlino. Non conosce ancora, se non superficialmente, la vera essenza della città e pensa di aver trovato le guide ideali in quattro ragazzi che conosce fuori del locale dove lei stessa aveva trascorso la serata. Li conosce in maniera un po’ tumultuosa mentre essi stanno litigando in maniera forte con i “buttafuori” che presidiano l’entrata del  locale. A Victoria i quattro giovani si presentano come “veri berlinesi” in grado di mostrare gli aspetti più autentici della città. victoria_3
Victoria è affascinata dai quattro giovani che sembrano sprizzare gioia di vivere da tutti i pori e che si esprimono in maniera chiassosa e divertente, assecondandola linguisticamente con il loro buon inglese (Victoria infatti non conosce se non poche parole in tedesco). In particolare si crea una reciproca simpatia e attrazione tra lei e uno dei quattro giovani, Sonne (Frederick Lau). La simpatia  crescerà nel corso delle ore che trascorrono insieme, fino a diventare tenerezza e amore. Ma la gaia notte ben presto si trasformerà in un incubo: uno dei quattro amici deve pagare un debito con un malvivente che lo aveva aiutato durante i suo soggiorno in galera: c’è da fare alle prime luci dell’alba una rapina in una piccola banca. Victoria si convincerà ad accompagnarli facendo loro da autista pronta per guidare la fuga dopo il colpo.
Dunque il film che  sembrava incanalarsi in una storia di amicizia, un po’ simile al film di esordio di Schipper, il citato “Absolute Giganten”, anch’esso “tutto in  una notte”, con tre amici che celebrano la definitiva partenza dalla loro città, Amburgo, di uno dei tre,  si trasforma in realtà in qualcosa di molto diverso e intenso: in un bellissimo thriller, che a volte piacevolmente deborda verso l’action movie, impreziosito da una interpretazione dei cinque attori, che non si può esitare a definire di tutto rispetto, soprattutto di fronte ad una camera sempre accesa. victoria4
Alcuni momenti del film sono veramente pregevoli. Prendiamo la  rapina:  il regista non la fa vedere nel suo particolare svolgimento, ma solo attraverso l’entrata e l’uscita dei giovani dalla porta della banca, esattamente come la vede e la vive Victoria che aspetta in auto. Come dire che gli occhi dello spettatore si identificano con gli occhi di Victoria. E aggiungiamo la suspense della fuga, degli inseguimenti della polizia, delle sparatorie e degli espedienti usati dai fuggitivi, che segnano come perfettamente godibile l’intera seconda parte del film, anche perché, come si diceva sopra, tutta incasellata all’interno dell’unico piano sequenza che ne occupa l’intera durata.

Molti riconoscimenti sono venuti  dalla critica europea ed anche americana, che ha apprezzato il carattere frenetico della pellicola, che in questo ricorda “Lola corre”, l’altro film tedesco molto amato negli USA. E l’accostamento col film di Tom Tykwer non è forzato dopo tutto, se si pensa che Schipper, che è stato anche uno degli interpreti di quel film, ha lavorato a lungo tra gli assistenti del famoso regista tedesco ed è stato anche interprete dei suoi successivi film, “La principessa e il guerriero” e “3”. Insomma con Tykwer si è creato un sodalizio che ha dato indubbiamente frutti positivi.  E a proposito della carriera di attore di Schipper, va ricordato che ha interpretato ben 26 film, tra i quali, oltre ai già citati, “Il paziente inglese” di Anthony Minghella.
“Victoria” ha partecipato al Festival di Berlino, ove ha conquistato l’Orso d’Argento. Ma non vanno dimenticati i tre premi agli Euroean Film Awards. Singolare è quanto avvenuto al Festival di Toronto, ove “Victoria” è stato dapprima invitato, ma poi rifiutato perché gli organizzatori credevano che  fosse un falso che il film sia stato girato in un unico piano sequenza. Il successo a Berlino poi e le tante critiche positive hanno fatto ricredere gli organizzatori, che hanno di nuovo riconsiderato il film, includendolo nella selezione ufficiale.victoria-2015-004-men-dancing-in-underground-car-park-original
Ed è singolare anche la vicenda della candidatura all’Oscar: “Victoria” era stato designato a rappresentare la Germania alla competizione per l’Oscar a miglior film straniero, ma ha dovuto rinunciarvi per un articolo del regolamento che prescrive che i film candidati devono essere in lingua non inglese almeno per il 51% della durata. Mentre “Victoria” è in maggioranza parlato proprio in inglese a causa di una delle caratteristiche della protagonista, che è spagnola e non sa parlare il tedesco, mentre conosce molto bene l’inglese.
Infine va detto che forse il riconoscimento migliore è inaspettatamente arrivato da Darren Aronofsky (“Pi greco”, “The wrestler”), che ha deciso di produrre il prossimo film di Schipper, “Undeniable”, di cui non si sa ancora quasi nulla.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...