“Qualcosa di nuovo” (IT 2016) di Cristina Comenini

Si interrogano le donne

 

(valter chiappa)(riverflash) Sì interrogano le donne. Su un disagio esistenziale che pare essere il male di una generazione, sul miraggio, che sembra irraggiungibile, dell’uomo ideale o meglio sulla montagna di insicurezze che frena la capacità di relazione. Si interrogano le donne, perché gli uomini hanno preferito sparire, evaporati come i compagni delle due protagoniste di “Qualcosa di nuovo”.

Le loro insicurezze Maria e Lucia, amiche dai tempi della scuola, le hanno incanalate su percorsi solo all’apparenza opposti. Maria (Micaela Ramazzotti) si concede al primo che capita, cui non chiede nemmeno il nome; Lucia (Paola Cortellesi) si è barricata in una rigida chiusura all’altro, che difende con una ricerca eccessiva del controllo. Ma non sono che due strade diverse per rinunciare al rapporto con gli uomini.

Vecchi traumi, educazioni sbagliate, due mariti alle spalle, ormai dei fantasmi; la disordinata Maria si è lasciata dietro un medico, bello della sua posizione sociale, l’algida Lucia, che è una cantante jazz, il fascinoso sassofonista dalla vita sregolata. Hanno cercato dei simboli, paradossalmente opposti alla maschera che hanno finito per indossare, hanno trovato degli uomini scadenti; ed ora galleggiano nel limbo delle presunte verità in cui hanno trovato riparo.qualcosa-di-nuovo

Ma un giorno arriva qualcosa di nuovo nei panni di un ragazzo bello e impudente (Eduardo Valdarnini). Entra per caso nella vita delle due donne, lo fa con impulso incontenibile e le colpisce con le sue teorie sulla vita, che rivelano alle spaesate amiche inattesi scenari. Cosa ha di nuovo Luca? Che rifiuta, come solo un giovane ribelle può fare, verità precostituite: non fa entrare la madre e il suo ordine maniacale nella sua stanza; ha lasciato una fidanzatina che porta appeso al collo un futuro già deciso, già così simile alle donne mature che si trova a frequentare.

Nell’analisi di Cristina Comencini si ravvede una forte colpevolizzazione del ruolo delle famiglie e dei falsi valori della società borghese in cui la generazione di quarantenni si è trovata a crescere. La riflessione della regista è sentita e non banale. Ma decide di confezionarla in un film leggero, molto leggero, che finisce per diluirne lo spessore del suo pensiero.

La trama, trasposizione della piéce teatrale “La scena”, scritta e diretta dalla stessa Comencini, con il suo intreccio da commedia degli equivoci induce lo spettatore a pensare ad una pochade, quale invece “Qualcosa di nuovo” non vuole essere. Le stesse protagoniste si prestano al gioco avvalendosi del loro indubbio talento comico. Brave senz’altro: hanno personaggi nelle loro corde ed attingono al loro repertorio (pare di rivedere la rigida signora borghese di “Nessuno mi può giudicare” o la svampita dottoressa di “Posti in piedi in paradiso”); ma utilizzando una recitazione sopra le righe, finiscono per cesellare dei personaggi dai tratti talora caricaturali.

Un risultato è certo: il film è godibilissimo e diverte molto; se si legge “Qualcosa di nuovo” come una commedia brillante può bastare così. Ma forse lo stesso risultato si sarebbe potuto raggiungere senza ricorrere ad una certa esasperazione degli accenti, che lascia purtroppo inespresso il potenziale della storia.

Un’ultima notazione va fatta sul felice abbinamento fra la Cortellesi e la Ramazzotti. Le due attrici danno l’impressione di essere perfettamente affiatate ed appaiono accordate al diapason, si integrano e si compensano, si scambiano i ruoli e la battuta, così come le grandi coppie comiche sanno fare. Attrici talentuose hanno negli ultimi anni trovato ampio spazio nei ruoli brillanti e Paola Cortellesi ne è senz’altro una portabandiera; ma troppo spesso il loro ruolo è limitato a quello di spalla di un attore protagonista (ad esempio, Verdone per entrambe). Una coppia comica al femminile è una piacevole ed attesa novità.

“Qualcosa di nuovo” regala, come detto, una serata piacevole. Ma, anche se è necessario un po’ d’impegno, vale la pena cercare di trarne qualche riflessione da riportare a casa. Magari, lette le domande delle donne, iniziando dagli uomini: sarebbe ora.

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