I trailer famosi: “Un bacio e una pistola” (USA 1955) di Robert Aldrich

(marino demata)  “Kiss me deadly”/ “Un bacio e una pistola” è un noir atipico, tanto che è stato definito un “post-noir” perché alcune regole del genere vengono sovvertite e perché il clima della guerra fredda influenza di molto la trama e l’andamento del  film. Infatti nelromanzo dal quale è stato tratto il film,  uno dei best-seller di Mickey Spillane, tutta la vicenda ruota attorno ad una valigia contenente narcotici; invece nel film di Aldrich la valigia contiene pericoloso materiale radioattivo. Scelta questa che è frutto di una maggiore inquietudine della società americana nel periodo della guerra fredda.
Il personaggio del detective Hammer ritratto da Spillane e da Aldrich è un violento, che prova quasi un gusto sadico ad esercitare la violenza tesa a far confessare agli avversari le proprie malefatte o semplicmente per “dare una lezione”.  Egli rispecchia una società degradata, viziosa e violenta nella quale la tendenza è quella di farsi giustizia da sé.
Il film viene considerato un vero e proprio classico del genere e fu amato da “Les cahiers du cinema”.
Da notare che il film ha due finali, entrambi pessimistici. Entrambi infatti partono dal presupposto che il misterioso contenitore nero contenente sostanze radioattive viene alla fine scoperchiato con conseguenze catastrofiche. In uno dei due finali però la  catastrofe coinvolge anche Hammer e la sua donna, che muoiono. Nell’altro finale vediamo invece la coppia fuggire a mare mentre la casa ove il contenitore nero è stato scoperchiato viene completamente distrutta.
La riscoperta del finale originale ha posto fine a decenni di false interpretazioni del film e l’attuale edizione del film in DVD consente di apprezzare entrambi i finali del film.
Il misterioso contenitore nero, la cui apertura indirizzerà il film verso l’esito apocalittico e fantapolitico, ha ispirato altri celebri film, come “I predatori dell’arca perduta” di Spielberg e “Pulp fiction” di Tarantino.
Una delle caratteristiche del modo di fare cinema di Aldrich è costituito dalle famose “angolazioni”. Nei film di Aldrich infatti abbondano  le prospettive e le inquadrature dal basso, le camere oblique e le riprese eccentriche. Senza dubbio queste innovazioni, funzionali ai modi drammatici coi quali il regista voleva narrare le sue storie, ispirarono il modo di fare cinema di Orson Welles

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