“Crazy Heart” (USA 2010) di Scott Cooper

Grande Jeff Bridge, attore e cantante da Oscar

 


(marino demata) Il “cuore pazzo” del titolo del film è quello di Bad Blake, un cantante country dal passato veramente illustre, ma che ormai passeggia sul viale del tramonto. Ma non inganni il titolo e non si pensi di attribuire all’espressione, in questo specifico caso, un significato collegato a follie d’amore, a passioni travolgenti, a folli scelte sentimentali. Tutto questo sarebbe indice di una vitalità che il personaggio, impersonato da un veramente straordinario Jeff Bridge,  ha lasciato da tempo lungo le strade polverose dell’Arizona, del Texas e del New Mexico.crazyheart_3
E così “Crazy heart” è la storia di un perdente, vittima dell’età e dell’alcool e della mancanza di voglia di rinnovarsi. Anzi più che la storia, è (forse) l’ultimo capitolo di una storia, dal quale intuiamo il contenuto di tutti i capitoli precedenti, che giustamente il regista, Scott Cooper, non ci descrive, perché leggere l’ultimo capitolo è come leggere l’intero libro.
In effetti bastano pochi tocchi per invitare lo spettatore alla immaginaria ricostruzione del passato di Bad Blake. Il film si apre con l’arrivo del cantante, col suo sgangherato pick up, nel piazzale dell’ennesimo locale ove si esibirà. Nel bagagliaio trovano posto solo i ferri del mestiere: la chitarra, il trasformatore,  e qualche altro accessorio. Comunica al proprietario del locale (e dunque agli spettatori) che ha guidato per 4 ore e mezzo da una sperduta località del New Mexico. Perché ormai la sua vita di ex-cantante di successo  e di ex-star sulla cresta dell’onda si svolge così: da un capo all’altro del deserto, da uno Stato all’altro, dal mezzo del nulla al mezzo del nulla. In locali di secondo ordine, che ormai sono poco più che bar o, come nel caso  specifico, dei bowling.
crazyheartreviewAd attenderlo saranno un gruppo sparuto di fan che comunque, come sempre succede in questo casi, anche col passare degli anni e col calo della forma e della vena poetica, i cantanti finiscono per conservare sempre, sia pure in numero non elevatissimo. Salutato con convenevoli ormai standardizzati il padrone del locale, Bad Blake ordina un whisky, che immaginiamo possa essere il primo di una lunga serie. Proprio per questo, il proprietario, che ovviamente conosce “i suoi polli”, chiarisce che Blake avrà ospitalità in una buona camera di Motel, vitto, e quant’altro sia necessario, ma le consumazioni al bar dovrà pagarle da sé! crazyheart_1
La scena iniziale è dunque indicativa non solo di quello che sarà l’andamento della storia in situazioni simili, ma anche di quello che è il personaggio interpretato da Jeff Bridges: un perdente, un anti-eroe. Una “razza” di cui è piena la storia del cinema americano, che attorno a questa tipologia di persone ha costruito molti capolavori e molti personaggi indimenticabili. Proprio per questo motivo, per avere il coraggio, che ha avuto il regista, di portare sullo schermo l’ennesima figura di perdente, e per non essere ripetitivi, bisogna avere veramente un asso nella manica.  E dunque, anche se Scott Cooper non era  mai stato regista prima di questo film, ma aveva conosciuto il cinema solo come attore, forse proprio per questo mostra di aver capito l’importanza di avere con sé un grande attore.  E dunque il suo asso ce l’ha. E come!
Si chiama nientemeno… Jeff Bridge. Indiscutibilmente un grande. L’essere attore gli scorre nel sangue: padre e fratello attori, famiglia di attori, lui aveva già avuto modo in molte occasioni di staccarsi notevolmente dai suoi pur bravi  familiari per essere stato straordinario in molti film. Tanto da meritarsi, prima di questo “Carzy heart”, ben quattro nomination all’Oscar per “L’ultimo spettacolo”, “Una calibro 20 per lo specialista”, “Starman” e “The contender”. E poi, l’anno successivo a questo film, nel 2011, una nuova nomination per i film dei Coen “Il grinta”.
crazy-heart-colin-farrel-jeff-bridgesMa sarà proprio col film del quale stiamo parlando, “Crazy hart “ che Bridge vincerà finalmente il meritatissimo Oscar, che probabilmente oltre che per la indimenticabile interpretazione di questo film, è un po’ anche una sorta di Oscar alla carriera, se solo si pensa, oltre ai film che abbiamo citato, anche a quello che noi giudichiamo, pur senza  nomination né premi, il migliore di tutti, “Il grande Lebowski”, divenuto in breve, soprattutto per merito di Bridge, un vero  e proprio film di culto.
A questo aggiungiamo che il grande Jeff nel film in questione canta tutte le canzoni, dimostrando notevole versatilità nello stile country, e porta al successo e all’Oscar per la miglior canzone originale,  il brano da lui stesso interpretato The Weary Kind di Ryan Bingham.crazyheart_2
Ma per tornare alla caratterizzazione del personaggio di Bad Blake, al suo essere “loser” hanno contribuito quattro matrimoni in frantumi, un figlio mai conosciuto e soprattutto la bottiglia. Da un bowling all’altro, da un bar all’altro, da uno spettacolo mediocre all’altro, lo spettatore se lo immagina alla fine del film morto, magari con la bottiglia che rotola a terra, sul letto di uno squallido Motel. Ma il film non è solo la descrizione di questo rotolare sul piano inclinato di una vita perduta. Ricordiamo: uno dei miti del cinema (e perché no? della stessa vita) è il mito della seconda occasione. Quella che il destino ti  offre, prendere o lasciare. E’ un treno che poi non passerà mai più. E anche per Bad Blake si presenta la canonica “seconda occasione”, che non è l’incontro col giovane cantante Tommy Sweet (Colin Farrell), che conosce da tempo, per essere stato un suo allievo ed ora è una star di fama mondiale. Casomai Blake vive quest’incontro con indifferenza e a volte con un senso di fastidio. Si tratta invece dell’incontro con una donna. Ancora una, dopo i quattro fallimenti precedenti! E’ una giornalista (Maggie Gyllenhaal), che come tale vorrebbe impegnare Blake in un viaggio a ritroso nel suo passato, per scoprire le tracce di una vita comunque straordinaria, piena di eventi e di occasioni (e di sconfitte). Ma è insieme anche persona dolcissima e tranquilla, con un volto che ispira fiducia e tenerezza. La grandezza di Bridge non può farci dimenticare la ottima e misuratissima interpretazione di Maggie Gyllenhaal, in una delle sue prove più convincenti.crazyheart_6
La musica country, di cui Blake è eroe appassionato, è un genere difficile, come lo è, su un diverso versante, il Blues. Per apprezzare fino in fondo questi generi musicali americani, bisogna esser veramente appassionati. Il cinema ha portato sullo schermo alcune stelle del country, citiamo per tutti Patsy Cline,(morta prematuramente in un incidente aereo), per la cui biografia, “Sweet dreams” si è impegnato un regista glorioso come Karel Reisz, che ha voluto come protagonista la brava e sensibile Jessica Lange, e poi Johnny Cash, a cui ha dato volto e versatilità il bravo Joaquin Phoenix in “Walking the line”, titolo tratto da una delle sue più celebri canzoni, per la regia di James Mangold. Per non parlare di “Nashville” del grande Altman, vera e propria elegia collettiva del country.crazy-heart-jeff-bridges-robert-duvall
Proprio per questi motivi non era scontato il successo del film di Cooper, tratto da un bel romanzo di esordio di Thomas Cobb.
Infine bisogna dire che il film non potrà mai essere apprezzato nella versione doppiata, che fa purtroppo sommaria giustizia delle sfumature dei personaggi, delle inflessioni linguistiche essenziali proprio quando si fa country e soprattutto quando si parla di esso. Vedere questo film in edizione doppiata è come vedere un altro film, che poco ha a che vedere con l‘originale. Come purtroppo capita spesso.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...