“Enemy”(Can.2013) di Denis Villeneuve

Un thriller psico-sessuale mai uscito in Italia

 

 

(marino demata)  Il romanzo L’uomo duplicato del premio Nobel  José Saramago ha attratto uni dei registi più sofisticati e bravi dell’ultima generazione, il canadese Denis Villeneuve (La donna che canta, Prisoners, Arrival).  Valendosi dell’ottima e serrata sceneggiatura di Javier Gullòn, Villeneauve riesce a confezionare un thriller psicologico tra i più profondi e più interessanti mai creato nella storia del cinema.
Adam è un modesto professore universitario che prepara le sue lezioni di storia delle dottrine politiche con cura, ma con scarsa passione e tra l’indifferenze dei sui studenti/ascoltatori. E’ separato dalla moglie e vive un rapporto non felicissimo con un’altra donna dalla quale si avverte subito che sta per separarsi.  Si tratta insomma di una situazione comunissima che non lascerebbe presagire nulla di eclatante. enemy2
Ma un giorno un suo collega cinefilo lo invita a vedere un film, che Adam potrà reperire in un negozio di noleggio, dal titolo Volere è potere. Adam non è un amante del cinema e raramente vede dei film. In questo caso però viene spinto dalla curiosità. E vedendo il film si accorge che uno degli attori secondari, presente in pochissime scene, è in realtà identico a lui. Attraverso i “credits” dei titoli di coda risale al nome dell’attore, Anthony, e poi, attraverso ulteriori ricerche arriva al numero di telefono e all’indirizzo di casa. I due decidono di incontrarsi e scoprono di essere identici anche nella voce e perfino nei particolari del corpo. Per inciso Anthony è sposato e sta per diventare padre. Dalla  scoperta di questa sconcertante identità nasce una girandola di situazioni e di colpi di scena che sconvolgeranno lo spettatore.enemy_day10-0011
Il film presenta alcuni elementi costanti che ritorneranno nel corso dello svolgimento. In una delle scene iniziali troviamo Adam (o Anthony?) in un’ampia stanza affollata di persone in circolo che ammirano ragazze che si spogliano. Si tratta di un sexy club privato. Una delle ragazze porta un vassoio e toglie il coperchio: una grande tarantola piomba per terra e la ragazza si appresta ad ucciderla col tacco della scarpa. Il tema del sexy club privato ritornerà ancora in seguito, in un colloquio col custode dello stabile nel quale il club è situato, che è lo stesso edificio nel quale Adam vive. Il custode chiede ad Adam di fare qualcosa per consentirgli di ritornare ancora lì. E inoltre c’è una chiave segreta del club che ritorna tra e mani di Adam fino alla fine.
L’altro motivo ricorrente è quello dei ragni, che, rappresentano una costante ancora più ossessiva: lo spettatore si accorgerà di ragni giganti che si aggirano per la plumbea città di Toronto e che fanno dell’intrico dei  fili del tram e della luce una sorta di immensa ragnatela protettiva. I ragni sono presenti anche negli incubi di Adam/Anthony, e, come lo spettatore si renderà conto, anche nell’incredibile finale del film , definito uno dei finali più paurosi e angoscianti del cinema.
Molti sono i problemi, o, se volete, i misteri irrisolti che lasciano sconcertati, ma anche affascinati gli spettatori, al quale il regista sembra voler chiedere uno sforzo supplementare per decriptare il film, per dargli un senso compiuto, in certo senso per completarlo, alla maniera di quanto teorizzato, sul ruolo dello spettatore, da Abbas Kiorostami e da quanto praticato da David Lynch nei suoi film migliori e più profondi.enemy_jake_gyllenhaal_chalkboard-jpg-crop-promovar-mediumlarge
D’altra parte allo spettatore che si lamentasse di questo lavoro supplementare (ma che secondo noi dovrebbe essere del tutto normale, a meno che il cinema non si riduca a commediole evasive e senza senso), Villeneuve potrebbe rispondere: vi avevo avvertito. Infatti non a caso il film si apre con una didascalia abbastanza esplicita: “Il caos è ordine non ancora decifrato”. Che poi significa: l’onere della decifrazione spetta proprio allo spettatore.
Siamo stati fino ad ora molto attenti a non cadere in spoiler che rovinerebbero la visone del film e le sorprese che esso riserva. Per questi motivo non daremo suggerimenti proprio su quella decifrazione che Villeneuve vuole che sia opera di ogni spettatore. Ci limitiamo pertanto semplicemente a porre alcune domande, a dare alcune tracce o direzioni di ricerca che possano in certo senso facilitare il compito del pubblico: in primo luogo ci chiediamo se Adam e Anthony sono effettivamente due persone identiche o sono la stessa persona. Si tratta di uno sdoppiamento di personalità? C’è tra i due personaggi identici una ragazza che sta per essere lasciata ed un’altra che è al sesto mese di gravidanza e che in certo senso esercita una contraddittoria attrazione. Posto questo, quale è il ruolo della donna per Adam/Anthony? E cosa rappresenta la responsabilità di un figlio, posto che, come sappiamo all’inizio, Adam, il professore, è separato dalla moglie che aspettava un bambino?enemy-12-city-wide-infestation-wtf-watch-the-film-saint-pauly
E ancora: quale è il significato di uno stralcio di lezione sul quale Adam insiste con i suoi studenti? Tutte le società, egli dice, tentano di dominare sui cittadini con tutti i mezzi, fin dall’epoca romana col famoso panem et circenses. Il problema è sempre quello del controllo e di come si riesce ad esercitare. Ma poi aggiunge: secondo Hegel nella storia i fatti si verificano sempre due volte. Ma Marx sostieme: la prima volta come tragedia, la seconda volta come farsa. Poiché in questo film nulla è a caso, quale è il valore di questa citazione, sulla quale Adam insiste verso i suoi studenti, nell’ambito dell’economia generale della storia?
Dovrà far pensare che ritorni in queste citazioni il tema della dualità (in questo caso storica), che è così insistente nel corso del film? Il controllo sui cittadini, che è il problema che si pone ogni società (non solo quella totalitaria), sarà forse una metafora del controllo del subconscio nella vita degli esseri umani?
E chi è il nemico che ci suggerisce il titolo stesso del film? Contro chi combatte Adam/Anthony? Chi soccomberà e chi uscirà vincitore? Ma ci sarà un vincitore?
Questi sono alcuni degli interrogativi, alcuni dei quali verranno sciolti nel corso del film, mentre altri resteranno nella meditazione decriptante dello spettatore fino alla fine e oltre la fine stessa.
Quello che è sicuramente accertato, e dirlo in questa sede è lontano da ogni spoiler, è che siamo di fronte ad un thriller psicologico, ove il protagonista principale è la mente umana con i suoi oscuri meandri e i suoi ambigui recessi e, come si è detto, siamo di fronte ad uno più bei film di questo genere, che richiama il grande conterraneo di Villeneuve, David Cronenberg, oltre che il già citato David Lynch ed anche Stanley Kurick di Eyes Wide Shut.
Il film si avvale di una grandissimo  Jake Gyllenhaal nella doppia parte di Adam e Anthony, e di due brave attrici come Mélanie Laurent, nella parte di Mary, la fidanzata di Adam dalla quale sembra che da un momento all’altro egli debba separarsi e Sarah Gadon, incinta di sei mesi, moglie di Anthony, insoddisfatta perché vorrebbe il marito diverso da come effettivamente è.
Perchè proprio per le domande che suggerisce, per gli interrogativi senza risposta, per le situazioni ambigue e doppie che continuamente presenta, siamo di fronte non ad un film comune, ma ad un grande film, di quelli che lasciano il segno e che si ricordano per sempre. Un film che invita al piacere di essere rivisto. Il regista, in  un’intervista, ha detto: “If you look at Enemy again, you can see that everything has an answer and a meaning.” E’ un invito dunque a rivisitarlo da cima a fondo, nella consapevolezza di potere, ad ogni visone successiva, aggiungere un altro tassello alla ricostruzione della storia e alla possibilità di dare quell’ordine al caos di cui parla il regista nella didascalia iniziale.

 


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