“La talpa” (UK 2011) di Tomas Alfredson

Non fidarti di nessuno. Sospetta chiunque.

 

 

(marino demata) Metti un bel romanzo di John Le Carré (tra l’altro con molti passaggi autobiografici), metti un ottimo regista svedese quarantenne, una accuratissima  produzione inglese, uno stuolo di attori in stato di grazia (tra tutti Gary Oldman, il protagonista, Colin Firth, l’intramontabile John Hurt, Benedict Cumberbatch e molti altri tutti bravissimi), ricrea al meglio il clima della guerra fredda e la guerra di spie e controspie, ed avrai un film quasi perfetto, LA TALPA (Tinker Tailor Soldier Spy).
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Si respira in questo film una atmosfera che sembrava perduta per sempre, quella delle spy stories di qualche tempo fa, un genere che ci ha regalato in passato piccoli e grandi gioielli e che ora sembra improvvisamente risorto. Quello che ci ha impressionato e’ la straordinaria cura dei particolari, gli ambienti polverosi, gli intrighi, il modo accuratissimo col quale i personaggi sono costruiti fin nei minimi particolari.
La talpa3Lo spettatore si trova di fronte ad una pregevole fattura e ad una materiale cospicuo nel quale districarsi. I frequenti flashback non sono mai gratuiti, ma sono dei veri e propri fasci di luce che illuminano momenti salienti del passato, tutti utili, anzi essenziali, per lo spettatore che si voglia cimentare nella scoperta della “talpa” prima della fine del film. Tre meritate nomination all’Oscar per Gary Oldman, la migliore sceneggiatura e la colonna sonora. 

 

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