“Misbehavior” (Kor. 2016) di Kim Tae-Yong – Recensione e foto

Anche a Seul esiste il precariato.

 

(marino demata)  Kim Tae-Yong è stato conosciuto fino ad un paio di anni fa come prolifico regista di film corti. In tale attività sui è impegnato con successo per circa dieci anni, dal 2005 al 2014, allorché scrive e dirige il suo primo lungometraggio, Set me free, che è una storia prevalentemente autobiografica, che gli procura un ragguardevole successo. Misbehavior, che letteralmente significa “cattivo (o scorretto) comportamento, è espressione ironicamente riduttiva rispetto a quanto di veramente drammatico e pesante accade nel film
Hyo-joo (Ha-neul Kim) è un ‘ insegnante precaria di chimica presso un liceo maschile. Il suo contratto si rinnova di anno in anno e la minaccia del non rinnovo è causa di ricatti da parte del Preside. Per questo motivo Hyo-joo aspira da tempo a diventare di ruolo ma non le riesce. Pochi giorni dopo che il Preside le ha comunicato che si libererà un posto in organico a cui dovrebbe finalmente essere destinata, arriva una nuova giovane insegnante,Hae-young (In-yeong Yu), che occuperà invece quel posto, non per particolar i meriti, ma per essere la figlia del Presidente del Consiglio di amministrazione dell’Istituto. Nel frattempo il preside obbliga Hyo-joo a prendere anche un’altra classe per sostituire un’insegnante in maternità. A questo punto Hyo-joo ci viene mostrata dal regista in una condizione di depressione e di prostrazione, che si accentua ad ogni ritorno a casa per la non gratificante voga di coppia che conduce con uno sedicente scrittore perennemente bloccato nella susa ispirazione.misbehavior3.jpg
Una sera Hae-young viene sorpresa da Hyo-joo ad amoreggiare con uno dei giovani studenti, Jae-ha, attraente ballerino di danza classica. A sua volta Hyo-joo non è stata in preceenza indifferente al fascino del ragazzo e finisce con l’affrontare la sua rivale quasi ricattandola. Nel frattempo rompe col precedente boy friend, e inizia una relazione col ragazzo supportandolo nella sua attività di ballerino. Ma la sua rivale non ci sta e si preparano colpi di scena a ripetizione, che porteranno la storia verso una serie di esiti veramente imprevedibili.
Il regista Kim Tae-Yong é molto abile a giocare con i generi e con grande disinvoltura e con qualche sorpresa per lo spettatore passa da una storia melodrammatica che va avanti per più della metà del film, ad un thriller ricco di colpi di scena che tengono avvinto lo spettatore fino alle sorprendenti riprese finali.misbehavior45jpg.jpg
Kim, la cui bravura in questo genere di trame è stata apprezzata nelle precedenti opere (compresi i film corti) è molto bravo nel costruire un triangolo atipico nel quale due professoresse si contendono il medesimo giovanissimo allievo. Se la prima parte del film è un po’ penalizzata da quei ritmi lenti, che spesso caratterizzano il cinema orientale, la seconda parte, come si diceva prima, ha un ritmo esattamente opposto, ove una continua sequela di colpi di scena tengono avvinto lo spettatore.
Kim Tae-Yong si dimostra regista dalle ottime capacità, in grado di stare al passo con l’attuale incredibile fioritura del nuovo cinema coreano che non finisce di stupirci ogni anno di più, e ci convince che quella cinematografia non è solo Kim Ki-Duk, Park Chan-Wook ed altri mostri sacri noti a livello internazionale, ma è ricca di talenti che costituiscono ogni volta piacevoli sorprese, molte delle quali è stato possibile apprezzare in questi giorni nel Florence Korea Film Fest.
 
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