“Luck-Key” (Kor. 2016) di Lee Gye-Byok

Una commedia esilarante – Premio del pubblico a Firenze

(marino demata)  Al recente Florence Korean Film Fest il premio assegnato dal pubblico è andato alla commedia Luck-Key. Il suo regista, Lee Gye-Byok, non dirigeva un film da  circa 10 anni, ma il tempo è stato ben speso perché nel frattempo è stato assistente alla regia del grande Park Chan-wook, di cui ha sempre ammirato il modo di fare cinema, la calma con la quale dirige il set e la disponibilità con la quale si pone nei confronti dei suoi collaboratori. Diverso invece è il suo atteggiamento: Lee Gue-Byok, per sua stessa ammissione in un recente incontro con il pubblico ha ammesso di avere  un carattere piuttosto vulcanico, incapace di stare fermo. Per lui la vita sul set è un continua andirivieni alle prese con mille problemi.
E non c’è alcun dubbio che questa sua verve nel modo di girare traspaia anche nel suo film, che ha un andamento frenetico, ove la carne messa a fuoco è tanta e il regista, pur sembrando a volte sul punto di non governare appieno la materia, alla fine ce la fa, mettendo in tal modo a segno una commedia che ha molte scene veramente esilaranti.Luck key4.jpgIntendiamoci: Lee Gue-Byok, con questo suo Luck-Key, utilizza tutti i meccanismi della commedia classica e rispetta in pieno le regole del genere, senza sconvolgimenti e senza ricercare l’originalità a tutti i costi. E tuttavia l’utilizzo di quei meccanismi classici è felicissimo. Ci riferiamo allo scambio di persona, al tema del doppio, alla perdita della memoria che generalmente crea situazioni di per sé esilaranti, al recupero della memoria e alla constatazione di tutto quello di diverso dalla propria vita normale che è stato portato avanti nel frattempo.
Il luogo di incontro e di scambio di identità è una sauna. Jae-sung (Lee Joon) è uno squattrinato e sgangherato aspirante attore che tenta il suicidio. Ma si ferma perché vuole prima lavare i suo corpo nella vicina sauna; all’opposto Hyung-wook (il celebre attore Yoo Hae-jin), ha appena ucciso un uomo e vuole lavarsi e rilassarsi nella sauna. Quest’ultimo scivola su una saponetta, batte la testa e perde la memoria. L’abile Jae-sung si impossessa delle sue chiavi dell’armadietto e le scambia con le proprie. La fortuna sembra sorridergli improvvisamente: trova nell’armadietto dei bei vestiti, un portafoglio pieno di soldi, coi quali potrà pagare tutti i suo debiti e vivere a lungo in maniera agiata, le chiavi di una bellissima auto e di una casa ultra lussuosa.lucky key.jpg
L’altro uomo, Hyung-wook , quando, rimessosi in ospedale, scava tra gli effetti personali trovati nell’armadietto scambiato, scopre di avere un appartamento in condizioni pietose, sporco e maleodorante, di avere abiti poverissimi e di condurre una vita di espedienti.  Continua a non ricordare nulle e la sua reazione è quella di rimboccarsi le maniche, pulire l’appartamento, trovare un lavoro come cuoco, nel quale manifesta una certa abilità e creatività. Quando successivamente va ad un incontro che l’aspirante attore aveva appuntato tra le sue carte, scopre che si tratta della possibilità di lavorare come comparsa sul set esterno di una serie a puntate. Qui si sviluppa la parte forse più esilarante del film, perché emergono le pur dimenticate capacità di Hyung-wook di avere a che fare col mondo del criminee  con la vita da gangster.
E queste insperate doti  lo renderanno in breve tempo un attore affermato di action-movie per la serie TV che sta girando.Luck.jpg
Il film andrà avanti come brillante commedia degli equivoci fino all’incontro tra i due protagonisti che per unb periodo si sono in pratica scambiate le proprie vite.
Si tratta di una commedia ben riuscita, che è stata per lungo tempo campione di incassi a Seul. Il regista ha dichiarato di essersi sentito veramente a suo aggio nel dirigere una commedia e di dubitare di essere in grado di dirigere un genere diverso di film. In attesa delle sue decisioni sul futuro dobbiamo confessare che ci siamo veramente divertiti nel vedere una commedia autentica, di stampo classico, in cui i consueti ingredienti del genere vengono adoperati in maniera così abile e sapiente. Abbiamo anche scoperto, dalle sue dichiarazioni, che è un ammiratore di alcuni autori umoristici del cinema italiano, tra  quali cita soprattutto il nome di Nanni Moretti. Il suo film preferito: Caro Diario!
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