“Mr Vendetta” (Kor. 2002) di Park Chan-wook

Il primo film della trilogia della vendetta

(marino demata) Mr. Vendetta è il primo capitolo della  trilogia della vendetta che ha reso famoso Park Chan-wook fin dal 2002. E’ forse il meno raffinato dei tre film che compongono la trilogia, ma è anche il film ove la componente critica alla società sud coreana è più forte ed esplicita. Quello che emerge infatti dalle vicissitudini dei vari personaggi è una società classista rigidamente divisa in ricchi e poveri, senza alcuna possibilità di ascesa o di ricambio sociale. Non solo. Ma la società classista che Park descrive esercita una sistematica violenza verso i più deboli, che confina con l’assoluta indifferenza verso il destino altrui. C’è una scena in particolare ove il padrone della fabbrica, Park Dong-jin (Song Kang-ho, una delle star più richieste del cinema coreano), ove lavora il protagonista, è costretto ad arrestare la sua auto perché uno degli operai licenziati gli sbarra la strada chiedendo di essere riassunto. Colpisce profondamente la prostrazione dell’operaio, che, per convincere il suo padrone, comincia a mutilarsi nella assoluta indifferenza del suo interlocutore.Mr.Vendetta04.jpg
Ma accenniamo soltanto per sommi capi ad alcuni assi portanti del film, i cui intrecci vanno scoperti a mano a mano dallo spettatore, che non può non diventare partecipe dell’andamento del film. E c’è da superare un primo ostacolo voluto dal regista:  il protagonista, Ryu (Shin Ha-kyun) è sordomuto  e quindi impossibilitato a comunicare con gli altri e con gli stessi spettatori, al fine di renderli partecipi dei momenti più drammatici della propria storia. Il regista allora ricorre a degli espedienti, rifiutando per il momento quello della voce narrante fuori campo che invece irromperà nel terzo capitolo della trilogia, e fa conoscere al pubblico fatti e antefatti attraverso un programma radiofonico nel quale la speaker legge alcune lettere inviate dallo stesso  Ryu. L’espediente ritornerà successivamente anche a proposito dell’altro personaggio, il padrone della fabbrica.Mrvendetta3
Quale è il dramma che vive Ryu? In breve lo scopo della sua vita è aiutare la sorella in dialisi: lei avrebbe bisogno di un rene donato da qualcuno che non può essere lo stesso Ryu, che ha un gruppo sanguigno diverso. Si attende un donatore. Ma – e qui irrompe ancora una volta la critica socio-politia di Park – la sanità costa moltissimo in Corea e non ci sono sconti per i non abbienti! Ryu non ce la fa a mettere insieme i soldi necessari ed è costretto a ricorrere ai trafficanti di organi e a pagare a nero, andando incontro all’ennesimo inganno.
Ci fermiamo a quest’incipit del film, che spiega anche il grande desiderio di vendetta di Ryu. Ma, come impareremo anche dagli altri due film della Trilogia della vendetta, quest’ultima non è mai a senso unico. Gli intrecci dei tre film sono tali che sempre più di un personaggio aspira alla vendetta, vive per essa, per realizzarla fin in fondo. E, altra caratteristica, esse sono quasi sempre vendette incrociate, in cui un personaggio si vendica verso altri personaggi, che a loro volta hanno delle ragioni per vendicarsi del primo, in una sorta di catena infernale, o, se si preferisce, di scatole cinesi, ove la vendetta covata per un personaggio ne racchiude un’altra di segno esattamente contrario.Mrvendetta4.jpg
Possiamo  in ogni caso affermare che già nello spazio dedicato alla vendetta (ben tre film, ma anche spunti notevoli in altri film successivi: si veda il ruolo della vendetta anche nell’ultimo bellissimo The handmaiden) è insita di nuovo un a forte componente di critica alla società sud coreana, incapace di garantire giustizia ed equità soprattutto se si tratta dei diseredati, ma pronta a venire in soccorso dei ricchi, a loro volta eccitati dalla voglia di farsi giustizia da sé, di vendicarsi con le proprie mani. Noi riteniamo che questa sia la lettura più corretta di un’opera così violenta come Mr. Vendetta, ove, da parte del regista non c’è mai compiacimento per gli orrori e il sangue a cui sono costretti in molti: quello scenario di cupa violenza in realtà è un grido di allarme verso la società e il suo consolidato sistema di potere.
In una recente intervista Park ha confermato queste impressioni: spesso i personaggi, ci ha detto, partono con tutte le migliori intenzioni e la bontà potrebbe prevalere. Ma purtroppo i mali che affliggono la società sono dietro l’angolo e non c’è nessuno alla fine che ne sia del tutto immune.  Chi subisce il male non ha nessuna altra carta da giocare che la vendetta, spesso covata per anni, come vedremo nel secondo film della triogia, quell’ Old boy, sicuramente il migliore dei tre, per intensità drammatica e per una raggiunta purezza stilistica. Mrvendetta5
Tra l’altro, a parte la componente della vendetta, già in partenza tutti i protagonisti della storia devono fare i conti con i loro mali: abbiamo già detto che Ryu soffre di una grave menomazione, è sordomuto, il  che rende complicata ogni comunicazione; abbiamo anche già detto della sorella in dialisi, vedremo che lo stesso padrone della fabbrica è vittima di una grave tragedia famigliare, e conosceremo un ispettore di polizia che ha la figlia gravemente malata. E la lista potrebbe continuare. Insomma non c’è, nel mondo e nella società descritta da Park, nessuno spiraglio di luce, nessun accenno ottimistico. Perché, se tutti si trascinano dietro alcuni mali più o meno gravi, ad essere ammalata ancora più gravemente è proprio la società, colpevole in prima persona, secondo Park, di produrre e ri-produrre il male senza sapere né volere porvi rimedio.

 

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