“Remember” (Can. 2015) di Atom Egoyan

Nei meandri della memoria personale e storica


(marino demata) Atom Egoyan, dopo aver girato alcuni film veramente rimarchevoli come Il dolce domani , Il viaggio di Felicia ed altri titoli sorprendenti, sembrava aver smarrito da qualche tempo la carica critica e la capacità di costruire, come aveva saputo fare, un cinema di introspezione psicologica, tutto volto a portare lo spettatore verso mete a volte sorprendenti e cariche di emozioni. Di mentalità fortemente indipendente, mal si sono sempre adattate in lui le fredde e anonime norme hollywoodiane, che decisamente non ha mai amato e che si è rifiutato nella maggior parte dei casi di tener presenti.
Anche per queste considerazioni risulta positivamente inaspettata la sua ultima fatica, Remember, ove il regista sembra di nuovo capace di attingere alle profondità dell’animo umano, alle sue logiche contorte, alla ricerca di verità e di certezze che possono trasformarsi, di punto in  bianco,  in non-verità e non-certezze.  Insomma lo spettatore si accorge subito di trovarsi di fronte ad un film non semplice e lineare, ma piuttosto ad un puzzle, ove il quadro vero e complessivo sarà ben visibile e accessibile solo quando sarà inserita l’ultima tessera, e cioè nell’ultima scena del film.remember 3.png
D’altra parte già l’incipit del film è allarmante: un signore molto anziano Zev Gutman (Christopher Plummer), si sveglia improvvisamente chiamando più volte ad alta voce la moglie Ruth. Non ricevendo alcuna risposta si porta nella camera accanto sempre urlando e spaventa un’infermiera, Paula, che gli dice un po’ brutalmente: “Sono spiacente Mr. Gutman, ma sua maglie è morta circa una settimana fa. La sua famiglia m ha chiesto di restare qui ad assisterla ancora per una settimana o due.”  Zev appare notevolmente frastornato e non ci vorrà molto a scoprire che è affetto da demenza senile. Ma Etoyan, dopo questo breve preambolo, vuole andare subito al dunque. Un altro ospite della clinica, Max Rosenbaum (Martin Landau),  di salute molto precaria e su una sedia a rotelle, avvicina Zev. Dal colloquio tra i due emerge un comune terribile passato presso il campo di concentramento di Auschwitz, al quale i due sono sopravvissuti, al contrario delle loro rispettive famiglie. Max ha le prove certe che l’autore materiale dello sterminio delle loro famiglie vive ancora in America sotto falso nome e chiede a Zev di scovarlo e ucciderlo. Fornisce a Zev i danaro necessario, i biglietti del treno e una lettera con tutte le dettagliate informazioni per uccidere l’assassino nazista.Remember.jpg
Inizia a questo punto un insolito animalo road movie che vede protagonista un uomo molto anziano alle prese innanzitutto con la sua memoria, messa a dura prova dalla sua demenza senile.  A tal punto che Zev decide di scrivere sulle braccia, per ricordarlo a se stesso, “leggi la lettera”, con un meccanismo simile a quello del protagonista di Memento di Christopher Nolan, che appunto aveva utilizzato il suo corpo come quaderno di appunti, per rimediare ai suoi vuoti di memoria che il più delle volte diventano vere e proprie voragini.
Quattro sono le persone che Zev deve visitare per scoprire quale dei quattro, tutte con o stesso nome e cognome,  sia il nazista in questione. La prima cosa da fare è l’acquisto di una pistola. Naturalmente, poiché siamo in America, non c’è nessun problema: d’ora in poi vedremo Zev da Cleveland al Canada del Sud, fino poi a Boise in Idaho, in una girandola di situazioni nelle quali più volte egli crede di essere arrivato finalmente al suo uomo, salvo poi ricredersi e rimettersi in marcia. Zen attraversa l’America e, insieme ad essa, i ricordi e la storia solo con una borsetta contenente pochi effetti personali e la sua pistola, che intende, con determinazione, adoperare verso la persona giustaremember-2
Si tratta di un film essenziale, che lascia poco o nullo spazio a ciò che non sia strettamente e necessariamente collegato alla ricerca da parte di Zen e alla aspirazione al compimento di una vendetta: un piatto freddo, come si dice, che in questo caso avrà avuto modo di raffreddarsi per alcuni decenni.
E’ uno scavo continuo nella memoria storica e personale , una ricerca che accende improvvisamente nuovi scopi alla propria vita altrimenti letargica. E su questo piano Etoyan riesce ancora una volta a dare il meglio di sé, come ha fatto nel passato, nel 2003, con Ararat, il film sul genocidio del popolo armeno, e cioè della popolazione da cui il regista e sua moglie Arsinee Khanjian, discendono. Quel genocidio, spesso dimenticato e oscurato dal genocidio degli ebrei, è costato un milione e mezzo di vittime da parte dei Turchi ed è stato per lungo tempo posto nel dimenticatoio della storia, come se proprio l’intera storia fisse affetta da demenza senile!.Remember2.png
Si dirà che la storia non è originalissima, perché altri film hanno trattato i tema della vendetta verso aguzzini nazisti scampati in America o in altri Stati sotto falso nome.  Eppure, pur partendo dalla ricerca, cinematograficamente non originalissima,  degli aguzzini nazisti, si possono fare film diversi, ugualmente interessanti e di alto livello Chi non ricorda, ad esempio,  il film di Sorrentino, This must be the place, con un sorprendente Sean Penn, ove il protagonista prende il posto del padre morto nella ricerca dell’assassino nazista che ritroverà in una roulotte nel bel mezzo del nulla?
Qui, nella sua essenzialità, il film riesce a conservare una sua costante tensione e a mantenere lo spettatore ancorato alla sedia fino alla incredibile sequenza finale, con un colpo di scena assolutamente inaspettato.
Il film è dunque un thriller a tutti gli effetti, atipico quanto si vuole, come del resto è atipico tutto il cinema di Egoyan. In esso il tema della vendetta si intreccia al tema di una condizione senile precaria, che la rende più incerta, forse improbabile, malgrado gli sprazzi di determinazione e voglia di giustizia sommaria da parte di Zev. E il tema della memoria storica si intreccia a quello della memoria personale e rende volutamente e giustamente ambiguo e bivalente il titolo del film: Remember.

 

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