SPECIALE #CANNES70 (DAY – 3) – NEL SEGNO DELLA CONTINUITA’

 La Direzione artistica ha scelto  LE GIURIE.

(foto per gentile concessione del Festival de Cannes)
(luigi noera) (Raccontar di Cinema)  A dicembre 2016, il Consiglio di Amministrazione dell’Associazione Française du Festival Internazionale del Film ha rinnovato la sua fiducia a Pierre Lescure e lo ha eletto Presidente del Festival – posto che occupa fin da Luglio 2014. In questo nuovo triennio coprirà il periodo dal 2018 al 2020  assicurare la continuità nella governance del Festival e i progetti associati. Accanto a Pierre Lescure è stato confermato anche Thierry Frémaux come delegato generale per gestire la Manifestazione. In particolare la supervisione della selezione ufficiale. I titoli della 70ma edizione che inizia fra 3 giorni sono stati presentati a metà aprile fra mille polemiche soprattutto per la questione legata a Netfix. Della selezione parleremo nel prossimo articolo di presentazione. Qui ricordiamo la composizione della varie Giurie che oggi sono state completate con i nomi, oltre dei Presidenti, anche dei giurati.
Ma iniziamo dal Poster per il 70mo anniversario per il quale è stata scelta l’icona del Cinema Italiano Claudia Cardinale in una danza frenetica! “Sono onorata e orgogliosa di essere la bandiera per il 70 ° Festival de Cannes”, ha aggiunto Claudia Cardinale, e sono felice della scelta di questa foto. È l’immagine che io stessa ho del Festival, di un evento che illumina tutto intorno. Di quella danza sui tetti di Roma nel 1959, nessuno ricorda il nome del fotografo … anche io lo ho dimenticato. Ma la foto mi ricorda le mie origini, e del tempo in cui non immaginavo che avrei  salitoi gradini della sala cinematografica più famosa al mondo. Felice anniversario!’ Non sono mancate le polemiche per il ritocco effettuato alla foto originale, alle quali ha risposto la diretta interessata: È un manifesto che, oltre a rappresentarmi, rappresenta una danza, un volo. Questa immagine è stata ritoccata per accentuare l’effetto della grazia e per trasformarmi in un sogno. La preoccupazione per il realismo non è in una immagine, e come convinta femminista, non vedo alcuna mancanza di rispetto ai corpi femminili. Ci sono molte cose più importanti da discutere nel nostro mondo. Questo è solo cinema, non dimentichiamolo.Cannes2
Per quanto riguarda la Madrina del Festival, l’invito del Festival de Cannes, è stato accettato dall’attrice italiana MONICA BELLUCCI. Il legame dell’attrice con il Festival de Cannes risale al 2000, interprete nel film  Under Suspicion di Stephen Hopkins. Tornò a Cannesa due anni dopo con il vaporoso Irréversible di Gaspar Noé che ha affascinato la Croisette con la sua indimenticabile polemica. Ma è stata anche membro della Giuria nel 2006 sotto la presidenza di Wong Karwai. Negli anni successivi, è tornata a Cannes per la Selezione Ufficiale con il Sangue Sangue di Marco Tullio Giordana e Non Guardare Indietro di Marina de Van. Nel 2014, è tornata sulla Croisette per presentare Le meraviglie della regista italiana Alice Rohrwacher, che ha vinto il Gran Premio della Giuria. Interprete  per registi prestigiosi tra i quali Bertrand Blier, Danièle Thompson, Francis Ford Coppola, Terry Gilliam, Mel Gibson, Sam Mendes e Spike Lee. Recentemente ha preso parte alla terza stagione di Twin Peaks di David Lynch, Bellucci compare anche nell’ultimo film di Emir Kusturica La via Lattea  dove ha superato se stessa. Prima di lei il ruolo di Maestro delle Cerimonie era stato ricoperto dall’ attore e comico francese Laurent Lafitte, per il 69 ° Festival, preceduto da Lambert Wilson e da Audrey Tautou.
Come sappiamo La Giuria della Selezione ufficiale della 70ma edizione è presieduta dall’ICONA FIAMMEGGIANTE DEL CINEMA SPAGNOLO REGISTA E SCENEGGIATORE DI FAMA MONDIALE PEDRO ALMODÓVAR. Questi, rispondendo all’invito di Pierre Lescure e Thierry Frémaux, ha detto: ‘Sono molto felice di celebrare il 70 ° anniversario del Festival di Cannes da una posizione privilegiata. Sono grato, onorato e un po’ sopraffatto. Sono consapevole della responsabilità di essere il presidente della giuria e spero di essere all’altezza del lavoro. Posso solo dirvi che mi dedicherò anima e corpo, a questo compito, che è sia un privilegio che un piacere.’ Nei suoi film pieni di fisicità e con un grande cuore, una troupe di attori segue fedelmente il regista e dà vita a suoi personaggi meravigliosamente umani, tra cui Penélope Cruz, Marisa Paredes, Antonio Banderas, Rossy de Palma, Javier Bardem, Javier Cámara, Carmen Maura e Victoria Abril. Sotto la presidenza del regista spagnolo Pedro Almodóvar, LA GIURIA PER I 70 FESTIVAL DE CANNES sarà composta da otto figure chiave dell’industria cinematografica provenienti da tutto il mondo. Quattro donne e quattro uomini che lo coadiuveranno nella scelta dei vincitori. La regista, sceneggiatrice e produttrice tedesca Maren ADE, l’attrice e produttrice statunitense Jessica CHASTAIN, la cinese FAN Bingbing, l’attrice, sceneggiatrice e cantante francese Agnès JAOUI, Il regista, sceneggiatore e produttore-coreano PARK Chan-wook, l’attore, produttore e musicista americano Will SMITH, il nostro grande regista e sceneggiatore Paolo SORRENTINO, ed infine il compositore francese Gabriel YARED. Vogliamo soffermarci su Paolo Sorrentino ricordando che tutti i suoi film ad eccezione di Youth è stato ospite del Festival di Cannes al quale è molto legato.Cannes3.jpg
A presiedere la Giuria di THE CINÉFONDATION e SHORT FILMS  è stato chiamato CRISTIAN MUNGIU, già membro della giuria presieduta da di Steven Spielberg nel 2013. Il regista, sceneggiatore e produttore segue le orme di Naomi Kawase, Abderrahmane Sissako, Abbas Kiarostami e Jane Campion. Come rappresentante eminente della nuova ondata rumena, Cristian Mungiu gode di una lunga e brillante storia con il Festival. Dopo aver vinto la Palma con il suo secondo lungometraggio, 4 mesi, 3 settimane e 2 giorni, ha continuato a ottenere premi per la sceneggiatura e la migliore attrice per Beyond the Hills e il premio Best Director per Baclaureat. La filmografia di questo regista socialmente impegnato è stata ampiamente acclamata da varie giurie perché offre una visione così comprensibile e precisa della società rumena, che si mischia in un messaggio universale. Le sue opere ambiziose usano il bisturi per descrivere la natura umana e lo trattano con rara intelligenza: una dolce satira sui sogni dei giovani rumeni nel periodo postcomunista. “Cristian Mungiu è un membro glorioso di quella scuola rumena proposta da Thierry Frémaux già nel 2000”, afferma Gilles Jacob, presidente della Cinéfondation. Da parte sua, la prima reazione di Cristian Mungiu è stata: Il valore e l’originalità non hanno mai raggiunto un facile riconoscimento nel cinema. Ed è ancora più difficile riconoscere il valore e l’originalità dei registi molto giovani. Ma la Cinéfondation è conosciuta per essere riuscita a fare proprio questo compito. La Cinéfondation ha sempre dato ai giovani direttori l’aiuto e il riconoscimento necessari all’inizio della loro carriera, affinché possano esprimersi con coraggio e trovare la propria via. È un impegno nel quale sono orgoglioso di farne parte. La  giuria SHORT FILMS & CINÉFONDATION assegnerà I premi a tre dei sedici film realizzati da altrettanti studenti di scuole di cinema selezionati nella Cinéfondation selection. Inoltre assegnerà la Palma d’Oro tra i 9 corti in concorso. Oltre al Presidente Cristian MUNGIU fanno parte della giuria l’attrice francese Clotilde HESME, il regista e sceneggiatore statunitense Barry JENKINS Director, l’altro regista e sceneggiatore, nonché produttore di Singapore Eric KHOO e la rergista, sceneggiatrice e produttrice greca Athina Rachel TSANGARI. Sempre in abito di Cinefondation segnaliamo L’ATELIER 2017 che ospita quest’anno per la sua tredicesima edizione e inviterà 15 registi i cui progetti sono stati considerati particolarmente promettenti. Insieme ai loro produttori, potranno incontrare potenziali partner, un passo necessario per completare il loro progetto e iniziare la produzione del loro film. L’Atelier offre ai suoi partecipanti l’accesso a coproduzioni internazionali, accelerando così il completamento del film. L’Atelier è stato ideato nel 2005 per stimolare la produzione cinematografica creativa e incoraggiare una nuova generazione di registi emergenti. Finora, su 186 progetti sostenuti, 145 sono stati completati e 14 sono attualmente in pre-produzione.Cannes4.jpg
Invece SANDRINA KIBERLAIN presiede la giuria del Premio Camera d’Oro rivolta ad opere prime presentate nella Selezione Ufficiale, nella Quinzaine dei Realisateur e nella Semaine de la Critique. Attrice con alle spalle una carriera di 25 anni e con circa 40 film diretti da registi come Éric Rochant, Laetitia Masson ha lavorato anche con grandi protagonisti come Benoît Jacquot, Claude Miller, Nicole Garcia e André Téchiné. E’ stata pure membro nella giuria di Cannes nel 2001. Il primo film. “La prima volta. Questo è stato vero per Woody Allen, Jacques Demy, Truffaut, Scorsese e tutti i filmmaker che hanno cambiato la nostra vita, ci ha ispirato, ha spinto le nostre emozioni e talvolta ha offerto un senso di direzione. E oggi sono onorata e entusiasta di scoprire nuovi registi. Posso già immaginare il mio senso di orgoglio e delizia quando nei prossimi anni un film visto da me e dalla mia “giuria” riceverà lodi e potrò dire: “Ero lì … li ho visti arrivare. A Cannes. Alla Caméra d’or … nel 2017 ” La Kiberlain è stata preceduta da registi come di Wim Wenders, Tim Roth, Abbas Kiarostami e più recentemente Agnès Varda e Sabine Azéma. Ricordiamo pure che dall 1978 il premio è andato a Stranger than Paradise di Jim Jarmusch (1984), Suzaku di Naomi Kawase (1997), Il pallone bianco di Jafar Panahi (1995), Hunger di Steve McQueen (2008) e Beasts of the Southern Wild di Benh Zeitlin (2012). Lo scorso anno, Houda Benyamina ha vinto la Caméra d’or per il suo film Divines selezionato  , nella Quinzaine dei Realisateur. I membri che coadiuvano la Kiberlain sono i francesi Elodie BOUCHEZ, attrice, Guillaume BRAC, regista e produttore, Thibault CARTEROT, Fabien GAFFEZ (SFCC), scrittore e critico e il produttore svizzero Michel MERKT.
Un’altra donna l’attrice americana Uma THURMAN presiede la giuria di UN CERTAIN REGARD. Debuttante ad appena 17 anni in Dangerous Liaison” di Stephen Frears e nelle “The Adventures of Baron Munchausen” di Terry Gilliam. È diventata la musa di Quentin Tarantino, in Pulp Fiction (Palme d’or vincitore, 1994) e in Kill Bill (volumi 1 e 2), entrambi presentati al Festival de Cannes. Da allora, Uma Thurman ha lavorato con molti registi, tra cui Andrew Niccol; Woody Allen; Roland Joffé e Ethan Hawke. E’ stata membro della giuria diretta da Robert De Niro nel 2011. La Giuria di UN Certain Regard è composta, oltre che dall Thurman, dal regista egiziano Mohamed DIAB, dall’attore francese Reda KATEB, dal regista belga Joachim LAFOSSE, e dal direttore artistico del Karlovy Vary International Film Festival Karel OCHCannes5.jpg
Passiamo infine alle sezioni collaterali indipendenti., iniziando dalla 56 ° edizione de la Settimana della Critica la quale onora il cinema brasiliano affidando la presidenza del suo giuria ad uno dei registi di maggior talento della sua generazione, Kleber Mendonça Filho. Dopo il suo magnifico esordio con Le bruits de Recife, ha trionfato all’ultimo Festival di Cannes con Acquario film presentato nella competizione ufficiale. E’ stato proclamato il miglior film straniero dell’Unione Francese of Film Critics. La giuria è costituita, oltre che da Kleber Mendonça Filho, da Diana Bustamante Escobar (produttore e direttore artistico del Festival di Cartagena, Colombia), Eric Kohn (direttore di Indiewire, Stati Uniti d’America), Hania Mroué (Direttore del Cinema Metropolis, Libano) e Niels Schneider (attore, vincitore del César come miglior promessa, Francia). In passato, dalla Settimana della Critica sono stati scoperti registi come Rebecca Zlotowski, Jeff Nichols, Myroslav Slaboshpytskiy, David Robert Mitchell, e i più recenti Santiago Mitre (Paulina) Oliver Laxe (Mimosas) e Julia Ducournau (Grave). Ricordiamo che La Semaine de la Critique dal 2014, ha sostenuto 10 filmmaker selezionati come parte del concorso di shorts nella loro transizione ai lungometraggi. Questi 10 registi sono selezionati tra più di 1.500, da un comitato composto da critici cinematografici. Questa selezione si basa sull’idea che attraverso ciascuno di questi film possiamo vedere la personalità di un regista con l’ambizione di esprimersi in un formato di lungometraggio. I 10 direttori sono innanzitutto invitati a Cannes a presentare i loro cortometraggi a La Semaine de la Critique e poi a Parigi a dicembre a partecipare al programma Next Step, durante il quale vengono consultati e sostenuti nello sviluppo dei loro lungometraggi. Quest’anno si prepara la 3ª CLASSE di Next Step. Organizzato in collaborazione con il TorinoFilmLab, Next Step è un workshop di formazione della durata settimanale che offre ai filmmakers francesi e internazionali l’opportunità di approfittare dei consigli di consulenti (sceneggiatori, registi e produttori) sulle loro sceneggiature o idee cinematografiche e l’esperienza di Rappresentanti del settore (agenti di vendita, distributori) al fine di definire una strategia di sviluppo adeguata. Include anche un seminario di mezza giornata dedicato alle colonne sonore originali, organizzate con la Società degli Autori, i Compositori e gli Editori della Musica (SACEM). Permette ai registi di partecipare ad una masterclass per incontrare sei giovani compositori francesi di talento selezionati allo scopo. Alla fine del workshop i 10 registi avranno l’opportunità di incontrare i produttori francesi alla ricerca di coproduzioni. Tra i 19 filmmakers sostenuti nelle ultime due edizioni di Next Step, otto hanno effettivamente sono passati ai lungometraggi e sono attualmente in pre-produzione o in fase di ripresa del loro primo lungometraggio.Cannes6.jpg
Al riguardo ricordiamo la collaborazione fra Cannes e la Berlinale che con quattro film supportati dal World Cinema Fund (WCF) di Berlino sono stati invitati a partecipare al programma del Festival di Cannes: I Am Not a Witch by Rungano Nyoni (Berlinale Talents alumnus) – Zambia / France / United Kingdom / Germany presentato da La Quinzaine des Réalisateurs; Los perros by Marcela Said – Chile / France / Argentina presentato dalla  Semaine de la Critique; Aala kaf ifrit (Beauty and the Dogs) by Kaouther Ben Hania – Tunisia / France / Germany e En attendant les hirondelles von Karim Moussaoui – Algeria / France / Germany selezionati per  Un Certain Regard
Sempre in abito della Semaine de la Critique siamo orgogliosi che Il film Sicilian Ghost Story, opera seconda dei palermitani Fabio Grassadonia e Antonio Piazza, sostenuta dalla Sicilia Film Commission, sia il film d’apertura della 56esima edizione della al Festival di Cannes.
 “Siamo particolarmente contenti di un riconoscimento così importante, inaugurare la Semaine de la Critique è un onore solitamente destinato a film francesi” – dichiara Anthony Emanuele Barbagallo, Assessore al Turismo, Sport e Spettacolo della Regione Siciliana che ha cofinanziato il film attraverso la Sicilia Film Commission, nell’ambito del programma Sensi Contemporanei.  Charles Tesson: «Antonio Piazza e Fabio Grassadonia aprono la Semaine de la Critique del Festival di Cannes con un incredibile film, incrocio di generi diversi, che combina sguardo politico, fantasia e storia d’amore, con potente maestria. Come diceva Leonardo Sciascia, “La Sicilia è tutta una fantastica dimensione e non ci si può star dentro senza fantasia”.  La collisione fra un piano di realtà e un piano fantastico ci ha fatto riconoscere gli elementi che da tempo avevamo davanti agli occhi: un fantasma e la colpa di un mondo che sopprime bambini, raccontano i registi.  Elementi per una ghost story. Una ghost story siciliana e, in quanto tale, sul piano di realtà, favola nera. Una ghost story siciliana e, in quanto tale, sul piano fantastico, favola d’amore».Cannes7.png
Per La Quinzaine des Réalisateurs ci soffermiamo sul POSTER 2017 che il direttore artistico Édouard Waintrop così definisce e ci esorta: Per essere trasportati da un sogno  che è una delle cose che il cinema fa meglio, il cinema ci porta fuori dal nostro contesto anche se si fermi ad una realtà più dura, quando la narrazione è drammatica e tragica, proprio come questo poster, costruito intorno ad una superba immagine del grande fotografa messicana Graciela Iturbide, Ritratto del mondo, che da decenni ci ha trasportato dal paradiso al purgatorio e ritorno e ha trasformato il nostro mondo con l’occhio.   In Italia, ha catturato questo segno, Sogno, il sogno, che vale un programma, quello che speriamo per La Quinzaine des Réalisateurs. Venite a sognare con noi … “
Nell’ambito della manifestazione, come ogni anno verrà assegnata La carrozza d’oro che quest’anno va a Werner Herzog in una giornata interamente dedicata al regista tedesco.Dal 2002 i registi della SRF hanno infatti  deciso di onorare uno dei loro durante la notte del Quinzaine des réalisateurs di apertura. Questo premio distingue un regista per le qualità innovative dei suoi film, per la sua audacia e l’intransigenza nella gestione e nella produzione. Nelle edizioni precedenti sono stati premiati rispettivamente: 2016 Aki KAURISMAKI, 2015 JIA ZHANGKE, 2014 Alain RESNAIS, 2013 Jane CAMPION, 2012 Nuri Bilge CEYLAN, 2011 Jafar PANAHI, 2010 Agnes VARDA, 2009 Naomi KAWASE, 2008 Jim JARMUSCH, 2007 Alain CAVALIER, 2006 David CRONENBERG, 2005 Ousmane SEMBENE, 2004 Nanni MORETTI, 2003 Clint EASTWOOD e nel 2002 Jacques ROZIER.
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