Cannes 2017 – La Russia fa il bis e mette una ipoteca sulla Palma d’Oro

Il film di Sergei LOZNITSA

 

(Foto per gentile concessione del Festival de Cannes)
(luigi noera) (raccontar di cinema)  A metà settimana viene applaudito in casa Jacques DOILLON che ha presentato un icona della Francia omaggiando il Museo Parigino. Il controverso regista con una operazione che ha il sapore di propaganda presenta la vita privata dello scultore Auguste Rodin in una opera colossale. Però non si tratta di nuovo linguaggio e stupisce che in un consesso quale è il Festival di Cannes ci sia posto per tali opere.
Dalla sponda americana tre registi indipendenti. La prima Sofia COPPOLA presenta THE BEGUILED. Vincitrice contestata a Venezia con Somewhere nel 2010, dirige un cast variegato dove spiccano star affermate come Nicole Kidman e Colin Farrell ma anche giovani prodigi: Elle Fanning, Kirsten Dunst e Angourie Rice. In questo remake del film omonimo (1971) di Don Siegel, interpretato da Clint Eastwood non ci pare il caso di fare confronti piuttosto sembra un esercizio cinematografico che riesce bene alla giovane Sofia. Purtroppo i due interpreti principali sembrano ingessati in ruoli che non hanno fatto propri. Insomma una delusione. La pellicola è tratta dal romanzo di Thomas P. Cullinan, sulla sfondo della guerra di secessione americana. Gli altri due americani indie i fratelli Benny SAFDEE & Josh SAFDEE presentano un trash dal titolo GOOD TIME che è il secondo lungometraggio dopo Heaven Knows What del 2014 storia d’amore e di droga per le vie di NYC. Ancora una storia di emarginazione nella grande mela di due fratelli, che questa volta ha il sapore di una serie di accadimenti messi in scena per stupire lo spettatore con i due fratelli Connie e Nick verso un finale senza uscita. Insomma i fratelli SAFDEE ripropongono lo stesso tema in versione trash del cinema americano e non riescono nella operazione. Peccato perchè hanno talento per fare buone sceneggiature.Cannes GENTLE_CREATURE
Ma veniamo a quello che sarà uno dei premiati: Sergei LOZNITSA che presenta A GENTLE CREATURE grazie ad una produzione francese. Nato in Bielorussia, documentarista e cittadino del mondo è stato ospite sia di Cannes con Maiden nel 2014 che di Venezia con  The Event e Austerlitz nel 2015 e 2016 rispettivamente, ritorna adesso a Cannes con un lungometraggio poderoso. Partendo dalla narrazione intima di una donna gentile e distinta nei modi di fare, LOZNISTA in realtà racconta la sua Russia dove ancora oggi dilaga la corruzione. Un Pamphelet politico. Alla proiezione con il pubblico è stato pure contestato, ma non abbiamo dubbi sulla buona fattura del soggetto eccezion fatta per il finale che vi lasciamo scoprire in sala.
Invece per Midnight Screenings il terzo film della vetrina sull’Asia con il film di BYUN Sung-Hyun BULHANDANG (THE MERCILESS). La storia di sopraffazione di un detenuto Jae-Ho (Sol Kyung-Gu) sugli altri carcerati. E’ abituato alla violenza sugli altri e vorrebbe diventare il boss. Sulla sua strada incontra un carcerato Hyun-Soo (Siwan), che non intende seguire le sue regole né sottomettersi a nessuno. Il solito film con tanta violenza spettacolare senza però una trama su cui riflettere.Cannes Beguiled
Nella SELEZIONE UN CERTAIN REGARD altre due opere prime e due opere dall’America Latina. Dalla Russia Kantemir BALAGOV presenta TESNOTA (CLOSENESS). Il regista è stato studente del corso di cinema di Aleksandr Sokurov, e questo primo lungometraggio è un mistero a prima vista. In realtà racconta una storia caucasica di una famiglia ebaraica alle prese con le tradizioni. L’altra opera prima viene dall’Argentina dda due registe Cecilia ATAN & Valeria PIVATO che presentano LA NOVIA DEL DESIERTO (THE DESERT BRIDE) Storia di una donna matura da sempre a servizio di una famiglia , improvvisamente è costretta a ritornare al paese natio di San Juan. Ma un imprevisto le fa conoscere un lato della vita. Sempre dall’America latina Santiago Mitre presenta LA CORDILLERA (THE SUMMIT). Una storia pubblica e privata con dialoghi infiniti, quanto la lunga strada verso il resort dove si svolge il summit tra i capi di stato dell’America Latina per scrollarsi dal gioco delle compagnie petrolifere americane. Due attori di grande talento, il primo caratterista, il secondo di impegno sociale sprecati in un set senza capo ne coda.
Finalmente siamo riusciti a scegliere qualcosa dalle QUINZANES DES REALISATEURS dove sono tre gli italiani in concorso. Quello che ci ha entusiasmato è NOTHINGWOOD Opera Prima di Sonia Kronlund che ci fa scoprire ad un centinaio di chilometri da Kabul, Salim Shaheen, il più popolare e prolifico attore-regista-produttore dell’Afghanistan. Finora questo paese dell’Asia Minore lo ricordiamo sempre per questioni legate alla guerra prenne, al fondamentalismo religioso. Adesso sappiamo che c’è anche un volto positivo che ama il cinema. Il secondo film viene dall’Indonesia e ci dal racconto in quattro atti di una vedova ci mostra l’Indonesia tale e quale come è oggi. Si tratta di MARLINA SI PEMBUNUH DALAM EMPAT BABAK di Mouly Surya Nel cuore delle colline sperdute di un’isola indonesiana, Marlina, una giovane vedova, vive da sola. I soprusi di una società maschilista la porteranno a lottare per l’emancipazione.
Infine questa sera si è svolta la cerimonia di premiazione della56ma SEMAINE DE LA CRITIQUE che ha incoronato vincitore il film MAKALA di Emmanuel Gras La storia si svolge in Congo, e parla di un giovane abitante di un villaggio che spera di fornire un futuro migliore per la sua famiglia.
Mercoledì si è svolta l’attesissima Master Class con Alfonso Cuaron che ha fatto il tutto esaurito, mentre per Cannes Classics due proiezioni imperdibili:
Dalla storica edizione del 1946: La Bataille du Rail (Battle of the Rails) di René Clément che ricevette il Grand Prix International de la mise en scène and Prix du Jury International. Mentre dall’edizione del 1967: Blow-up di Michelangelo Antonioni.
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