IV Firenze FilmCorti Festival: Intervista al regista Enrico Le Pera, Presidente della Giuria

Rive Gauche:  Lo scorso anno è stato lei ad aggiudicarsi il Premio “Film in Concorso” con il corto “Lulù and the right words” mentre  quest’anno si ritrova ad essere Presidente della Giuria. Che effetto fa stare dall’altra parte  e come si è trovato  in questo nuovo ruolo?

Enrico Le Pera:  E’ certamente stato un onore poter presiedere la giuria di questa edizione del festival.  Un’esperienza nuova che ho accettato con entusiasmo.Mi sono reso subito conto della responsabilità nel giudicare dei lavori cinematografici, perché conosco l’enorme sforzo economico e organizzativo che comporta creare delle opere  seppure di breve durata da parte di realtà produttive indipendenti.
Inoltre, data la qualità delle opere pervenute, e’ stato complesso dover operare la selezione finale, dovendo tralasciare opere che avrebbero comunque meritato perlomeno la visibilità. Ma ci si deve sempre scontare con qualche tipo di limite, in questo caso il tempo e la programmazione.

R.G. : Tra i film che sono stati selezionati per la finale quali sono le tematiche emergenti e quali le differenze tra le diverse cinematografie nel mondo?

E.L.P. : E’ un po’ difficile tracciare dei denominatori comuni considerando la varia provenienza delle opere, dal Brasile alla Corea fino al Senegal.
Certamente pero’ posso dire che ci sono dei temi che ricorrono. In particolare l’alienazione dovuta alla massiccia influenza dei social media nelle comunità di tutto il mondo, e il tema dello straniero, che sia extracomunitario venuto da lontano o il vicino di casa. Cioè il tema dell’altro come motivo di scontro o di arricchimento.
Trovo, personalmente, tra le opere che abbiamo visionato che quelle dell’Europa del Nord sono molto curate nella fattura (fotografia, messa in scena, inquadrature), quelle italiane hanno un forte accento sulla sceneggiatura a volte a discapito di altri aspetti tecnici, e forse le opere più equilibrate nel loro complesso sono quelle asiatiche che riescono a curare bene tutti gli aspetti.

R.G.: Quest’anno la giuria si è arricchita di nomi famosi nel campo della critica cinematografica come Rinaldo Celsi e Luigi Abiusi, un festival che punta sempre di più alla qualità, altri suggerimenti per il futuro e per le prossime edizioni?

E.L.P.: Vorrei anche ricordare il nome di Paolo Spina, produttore e distributore faro del cinema indipendente italiano, che conferirà’ il premio al valore produttivo.
Per quanto riguarda Rinaldo Censi che Luigi Abiusi sono delle punte di diamante della nuova critica italiana ed e’ stato un grande piacere quando hanno scelto di valutare le opere del nostro festival.
Io credo che la strada giusta sia coinvolgere sempre più addetti ai lavori e cinefili in questo festival che ha tutti i margini per crescere e diventare un punto di riferimento per un certo tipo di cinematografia, coraggiosa, ispirata e un po’ al di fuori degli standard nazionali.
Inoltre penso che il festival debba mantenere una propria specificità per potersi distinguere dai numerosi già esistenti.
Il contesto di Firenze offre un palcoscenico incredibilmente suggestivo e internazionale, e poi l’entusiasmo di Marino Demata e della storica giuria del festival garantiscono serietà, competenza e passione. Con queste basi si può solo crescere.
Buon spettacolo a tutti!
RiveGauche_FilmCorti_FilippoRomanelli-33

 

 

 

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