4° Firenze FilmCorti Festival: Tutti i premi e le motivazioni nella sezione Film in Concorso

Sezione film in concorso
Miglior film: Crash (China-Macau) min. 21′  di Hong Heng Fai
Crash Un film che racchiude, amplifica e pone in contraddizione le moderne tematiche riguardo I social media, e la comunicazione collettiva. Tingendosi di comico fino a toccare il grottesco, e con un sapiente uso di trovate cinematografiche, quest’opera, che potremmo definire di satira sociale, mostra una regia accurata, precisa e quasi spietata nel ritrarre la società della comunicazione social. Laddove il super-io freudiano è stato soppiantato dal io social, tutto viene amplificato nel bene e nel male. Di questi paradossi si nutre il cortometraggio che vanta anche un’impeccabile fotografia e una sceneggiatura ispirata.
Migliore Regia: Recall (Hun.) min. 19′ di Daniel Reich
La giuria ha voluto premiare il regista per la cura dell’inquadratura, la scelta stilistica coraggiosa del raccontare una storia visivamente non facile avvalendosi di dialoghi ridotti al minimo e lasciando parlare le immagini. Volutamente fredde, laconiche essenziali. Un corto atipico, un thriller algido e dagli aspetti sci-fi in grado di catturare l’occhio dello spettatore immergendolo in uno stato onirico e atemporale.
Migliore Sceneggiatura: Bellissima (IT) min. 11′ di Alessandro Capitani
Una storia minimale e universale, ambientata nel micromondo del bagno di una discoteca partenopea, dove si consumano drammi, illusioni e disperazioni. La sceneggiatura descrive efficacemente la giovane protagonista presa nella morsa tra accettare sé stessa o fingere di essere qualcun’altra. Pur senza trattarlo direttamente, c’è tutto il dramma di generazioni alle prese con alias e finti profili social pur di guadagnare consensi. Supportato da un cast eccellente, questa storia lascia un segno che va al di là della risata e della commedia degli errori.
Migliore attrice: Se In Park nel film Shadow (Korea) min. 18 
Per una convincente performance nel ruolo di un’attrice il cui unico modo per vivere e per morire è attraverso un pubblico, qualunque esso sia e a qualunque costo. Un dramma esistenziale reso efficacemente dall’attrice senza strafare, recitando quasi in levare più che in battere, e lasciando che dietro di lei si dipani questa matassa di domande irrisolte, misteri e inseguimenti. Un personaggio suggestivo che solo una grande prova attoriale poteva rendere del tutto efficace.
© Elena Fabris_02.07.17_Firenze FilmCorti Festival-52.jpgMigliore attore: Pietro Moss (IT) min. 11′nel film SU ENTU di Stefano Clari
Una prova di grande espressività recitativa. L’abilita nel rendere credibile il personaggio del maestro conferendogli una genuinità e una semplicità senza scadere nella facile macchietta, permette di conferire alla storia una vena ambiguamente realista e mistica che serve egregiamente l’atmosfera del cortometraggio.
Migliore Colonna sonora: The Border (UK) min. 24′ di Norma Tamkivi
Il film è impreziosito da una ottima musica, che accompagnale vicende narrate  in modo non invadente, ma teso a sottolineare le parti più significative della storia. La musica è stata scritta da Simone Clio, un giovane e talentuoso compositore italiano di 23 anni nato in provincia di Caltanissetta.  Clio, che secondo la Giuria, merita pienamente questo riconoscimento, è già stato premiato in moltissimi Festival, che ne hanno riconosciuto il talento.
Premio della critica: Driven (CH) min. 09′ di Johannes Bachmann
Per la libertà e la congruenza nel fare riferimento alle fonti e al “genere”, pure distaccandosene in modo del tutto personale; e per l’implicita e affascinante riflessione sul mezzo, sul cinema in quanto congegno di infinita ri-elaborazione dell’esperienza.

Premio per la Produttività: The transfer (Israele) min. 22′ di Michael Grudsky
Menzioni Speciali:
Il sogno d’oro (IT) 14′ di Simone Rabassini
La Giuria ritiene di dover conferire al film IL SOGNO D’ORO  del giovane regista Simone Rabassini, la Menzione Speciale perché esso rappresenta in certo senso una scommessa vincente non solo dal punto di vista artistico, ma anche da quello terapeutico. Il film infatti è interpretato da 30 pazienti provenienti da centri di recupero della provincia di Lucca, che, grazie alla pazienza e alla notevole capacità del regista e di altri professionisti, si sono cimentati col mestiere di attori. Tutto questo è stato capace di costruire per i pazienti un percorso terapeutico di grandissimo valore esemplare. Il regista inoltre è stato capace di innestare le giuste atmosfere perché nulla fosse perso del messaggio pucciniano.

La Misericordia di Firenze (IT) 17′ di Riccardo Valesi
La Giuria ritiene di dover attribuire al film diretto da Riccardo Valesi una Menzione speciale per l’impianto storico sul quale esso si basa, fondato su fonti documentali valide, e per il quadro offerto del presente dell’Istituzione, che rappresenta ormai una realtà insostituibile non solo per Firenze. Il percorso della Misericordia è illustrato nel film con la giusta passione, ma senza enfasi e senza alcun intento meramente celebrativo. Proprio per questo il film rappresenta un’opera unica nel suo genere.

 

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