“The kite” (L’aquilone) (Lib. 2003) di Randa Chahal Sabbag – Domenica 9 luglio ore 20.45 al Chiostro del Museo Novecento a FI

(marino demata) Dopo il successo del IV Firenze FilmCorti Festival di Rive Gauche – ArteCinema, il Chiostro del Museo Novecento ospiterà la rassegna cinematografica intitolata “Inediti d’Autore”. Aprirà la rassegna il bellissimo film della regista libanese Randa Chahal Sabbag, The kite/L’aquilone.  E’ un film che non ha avuto circolazione in Italia, pur essendo molto bello e interessante.the-kite
La cosa strana è che la consacrazione di questo film in realtà è avvenuta proprio in Italia, ove nel 2003 The kite/L’aquilone ha partecipato al Festival di Venezia ed è stato insignito del Leone d’Argento e del Gran Premio Speciale della Giuria. Poi, sempre in Italia, come si diceva, è stato dimenticato. Ingiustamente. Per la bella storia che racconta e per il bel modo di fare cinema attorno a tale bella storia!
Una ragazza di appena 15 anni vive in un villaggio del Libano meridionale proprio al confine con Israele. La ragazza viene data in moglie a suo cugino che vive dall’altro lato del confine e cioè in territorio israeliano. E quando la ragazza, Lamia, passerà il confine, è come se passasse anche il confine tra la propria innocenza legata alla giovane età e la condizione di adulta, a cui la sospinge l’insieme delle condizioni di brutalità che gli eventi gli presentano davanti.the kite 2La regista libanese, Randa Chahal Sabag, purtroppo scomparsa pochi anni fa, a Parigi, nel 2008, ci offre con The kite, la sua opera più matura e certamente più vicina alla sua sensibilità e alle sue problematiche. Partita come regista di documentari, passa ben presto alla fiction con una serie di pellicole di ottima fattura. Come ricordava spesso,  i suoi film hanno tutti un comune denominatore, e cioè che la macchina da presa si muove sempre da destra verso sinistra, esattamente come fa la scrittura araba.
Con queste singolari modalità dirige con bravura film come Les Infidèles, un dramma del  1997 circa la relazione tra un diplomatico francese ed un’islamica decisa a confessare i nomi dei suoi colleghi, se il governo francese rilascerà un proprio amico imprigionato. Oppure, successivamente, Civilisées, una commedia nera sulla guerra civile libanese, che portò alla morte di almeno 100.000 persone. Il film fu molto discusso e addirittura 40 minuti del film furono censurati per oscenità per la sgradita immagine offerta del Libano in uno dei momenti topici della sua storia. Fu possibile vedere il film nella versione integrale solo al Beirut International Film Festival.
The kite è una storia di uomini e donne cui la guerra e la politica hanno fatto e continuano a fare del male, fino alle conseguenze più assurde e disumane. In particolare l’assurdità della occupazione israeliana, che ha tracciato il confine col Libano passando attraverso un villaggio, spaccandolo in due, separando le famiglie da una parta e dall’altra, simboleggia la disumanità dell’intera operazione portata avanti dalle truppe e dalla politica israeliana nei territori occupati. Insomma The kite è dunque la metafora dell’amore e della vita, così come possa cambiare e trasformarsi in un inferno in conseguenza di una occupazione assurda in  un martoriato territorio di confine.
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