Mostra del Cinema Venezia 2017 – I primi giorni: una delusione e due capolavori.

Dopo la delusione dell’apertura di A. Payne la Mostra ci stupisce con due capolavori: il fantasioso THE SHAPE OF WATER di Guillermo Del Toro e il più realistico DOC HUMAN FLOW da Mal di Pancia di Ai Weiwei

 

(dal Lido di Venezia Luigi Noera e la gentile collaborazione di Marina Pavido – Foto per gentile concessione della Biennale).
Appena arrivati siamo stati folgorati dalla interpretazione di Sally Hawkins e Michael Shannon nell’ultimo film del poliedrico artista Del Toro che è molto amico di due dei più promettenti e apprezzati cineasti messicani, quali Alfonso Cuarón e Alejandro González Iñárritu. THE SHAPE OF WATER Il regista passa con grande facilità dalla narrazione di una favola al cinema politico della contrapposizione dei due blocchi nati dalle ceneri della seconda guerra mondiale per raggiungere l’apice con una storia di amore tra una umana ed un Essere quasi Dio che la porta con se negli Abissi. Si tratta della nostra anima umana soggetta ai desideri terreni che però possono elevare l’Essere Umano a Dio. Veramente questa 74ma edizione targata Barbera ci stupice e consola delle tante delusioni dei Festival 2017. E’ vero Venezia vive di luce propria ed inaugura la nuova stagione cinematografica attirando grandi nomi del Cinema Mondiale. Certo potrete leggere nella recensione  di Marina Pavido la delusione per il film di apertura di A. Payne che volendo migrare dal contesto familiare ed intimistico di Nebraska non riesce a convincere con un più universale soggetto a sfondo pseudoambientalistico. Invece il grande cineasta cinese Ai Weiwei costretto a rifugiarsi a Berlino ha descritto in 140 minuti le sofferenze dell’Umanità che l’Europa tende a relegare ad un semplice accordo economico con la Turchia di Erdogan. Ven12
Abbiamo detto film da mal di pancia. Si è così perché ci mette davanti alla realtà che gli occidentali con la pancia piena rifiutano di riconoscere. Ci piace ricordare a proposito quanto un altro grande regista Gianfranco Rosi ebbe a dichiarare alla conferenza stampa berlinese dove poi venne onorificato dell’Orso d’Oro circa le attuali migrazioni di massa che vanno paragonate all’Olocausto e non possono essere ignorate perché sotto gli occhi di tutti i popoli e i governanti. Ma Venezia è anche oggetto di storie di giovani senza guida degli adulti. Mi riferisco a due film selezionati da Orizzonti, il primo Espèces Menacées del francese Gilles Bourdous che grazie alla giovane attrice ci presenta tre storie di rapporti malati tra genitori e figli e il secondo del sud americano Giorgetti ci presenta in Invisible la incomunicabilità tra le generazioni dalle conseguenze disastrose. Il tema giovanile si ritrova anche nella selezione ufficiale con Lean on Pete dell’applaudito Andrew Haig, road movie che come gli altri apre la speranza ad un mondo migliore e sanabile. Nella selezione ufficiale anche storie sconosciute della vicina sponda libanese di ferite ancora non rimarginate.
Ven13.jpgSi tratta dei The Insult che ci racconta la guerra civile libanese degli anni 70 dal punto di vista dei cristiani e dei palestinesi in una causa davanti alla Corte di Appello di Beirut. Stile mutuato dai classici americani ma che ha il pregio di farci scoprire un pezzo di storia. Restando in terra orientale da Israele un noir grottesco presentato dai Venice Days che solo l’humor di quelle terre ci può raccontare. Si tratta di Longing di Savi Gabizon. Dove ci può portare il dolore per la perdita più atroce: quella di un figlio? Speriamo tanto che trovi un distributore in Italia. Dalla America uno spaccato della religiosità con the First Reformed di Schrader che dispiace dirlo ha avuto troppo fantasia nel finale che certo non vi raccontiamo se non nella recensione di Marina Pavido. Sempre da Marina i suggerimenti per il film islandese Under the tree selezionato per Orizzonti che conferma un cinema nordico in grande movimento. Questa sera la premiazione di due icone del Cinema Indipendente Americano: Robert Redforf e Jane Fonda interpreti di Our Solus at Night.

 

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