“The hunter” (Aus.lia 2011) di D. Nettheim – DOMENICA 24 SETTEMBRE AL MUSEO NOVECENTO FI

Una delle migliori interpretazioni di Willem Dafoe

(marino demata) Uno straordinario Willem Dafoe, rivisto dopo un po’ di tempo in un ruolo di protagonista assoluto, impreziosisce il film The hunter (il cacciatore), che ha dalla sua una ambientazione meravigliosa, l’isola Australiana della Tasmania e una storia intricata nella quale i vari personaggi  e gruppi, in lotta fra loro, di volta in volta sembrano passare dalla ragione al torto e diventare da “cattivi” a “buoni” o viceversa.
Basato su un romanzo di Julia Leigh, The hunter è diretto dal regista australiano Daniel Nettheim, alla sua seconda prova di regia di un film/lungometraggio dopo una lunga esperienza di serie TV, che lo hanno reso un esperto nel campo.the hunter1.jpg
Martin David (Dafoe) è un cacciatore che viene incaricato da una società bio-tecnologica di andare in Tasmania per catturare quelle potrebbe essere l’ultimo esemplare della famosa tigre della Tasmania (che nel mondo reale sembra un specie animale del tutto estinta).  Martin viene pagato profumatamente per questa pericolosa missione in una delle zone più impervie e inesplorate del pianeta. Per questo motivo non va tanto per il sottile e, almeno inizialmente, non si pone molte domande sulle ragioni che spingono i propri committenti a volere l’eliminazione dell’ultimo esemplare dell’animale, salvo la versione ufficiale, che cioè bisogna impedire che la tigre vada in mani senza scrupoli che non si sa cosa potrebbero fare con le preziose informazioni provenienti dal suo DNA.
Martin trova un ambiente molto chiuso per l’ostilità degli ecologisti, molto agguerriti e intenzionati a non tollerare cacciatori che possano alterare l’equilibrio faunistico dell’isola. Martin deve mentire e cerca di convincerli di non essere sull’isola per uccidere animali, ma per portare avanti degli studi scientifici.the hunter_nettheim_dafoe_neill-620x401
La seconda sorpresa che Martin trova è costituita dalla famiglia destinata ad ospitarlo per il periodo di permanenza, in una casa proprio ai margini della foresta ove sarebbe stato avvistato l’animale. Jack Mindy (Sam Neill),  a sua volta incaricato dalla società biotecnologica di dargli assistenza,  ma in realtà personaggio molto ambiguo,  lo porta in quella casa ove Martin trova una situazione molto singolare. Il proprietario non c’è più: non ha fatto mai più ritorno dopo essere partito per la foresta probabilmente proprio per trovare l’esemplare della tigre. Martin può conoscere soltanto i due bambini, ma non la madre (Frances O’Connor), che, dopo la scomparsa del marito, vive in uno stato semi-vegetativo  riempiendosi  di medicinali antidepressivi. Solo successivamente, al rientro da una delle sue esplorazioni nella foresta, Martin conoscerà la donna e riuscirà a convincerla a ritornare alla vita.
Dunque molti sono i fronti nei qual Martin si ritrova impegnato ed invischiato. Uno dei più immediati è l’ostilità del personaggio interpretato da Sam Neill, col quale entrerà presto in rotta di collisione. Per inciso l’australiano Sam Neill ci riappare in questo film con i segni degli anni: un po’ invecchiato e ingrassato. Chi non ricorda la sua diabolica interpretazione nel film sempre australiano Ore dieci, Calma piatta di Philippe Noyce del 1989? Ma citeremmo soprattutto l’interpretazione del delirante protagonista di POSSESSION  di Zulawski, che rappresenta sicuramente il punto più alto della sua carriera.The hunter 02
Per ritornare alla storia di The hunter, possiamo limitarci ad affermare che l’esemplare della tigre della Tasmania verrà ritrovato da Martin, il quale sembrerà andare diritto al compimento della sua missione. Tuttavia nella seconda parte del film non mancheranno colpi di scena, sia per ciò che riguarda la permanenza di Martin nella foresta, sia per quanto concerne la famiglia e la casa che lo ospita.
Un discorso a parte merita sicuramente l’ambientazione del film e cioè la grande isola della Tasmania con i suo scenari veramente favolosi e lussureggianti e in parte incontaminati. Recentemente abbiamo visto un altro bel film girato in Tasmania, LION dell’esordiente regista australiano Garth Davis, ed anche in quell’occasione abbiamo apprezzato gli splendidi paesaggi questa volta anche in realtà urbane di veramente grande interesse.
Ma in The hunter la bellezza della natura sembra inconciliabile con gli esseri umani. Martin David, il cacciatore, sembra volersi immedesimare in essa restando da solo e in silenzio per intere giornate e nottate.  Ma il tutto resta enigmatico come del resto il film in se stesso, che disorienta lo spettatore per la sua positiva ambiguità e per gli enigmi che sembra nascondere.  Un film abbastanza unico nel suo genere…
The hunter ha partecipato con successo al Festival Internazionale di Torornto.

 

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