IL MONDO DEI COPISTI D’ARTE CINESI NEL FILM «ALLA RICERCA DI VAN GOGH»

Van Gogh fra Olanda e Cina

(riverflash) – In Cina piacciono molto i quadri di Vincent Van Gogh. A Shenzhen, città di 11 milioni di abitanti situata nella zona sud orientale, c’è un quartiere che vive riproducendo copie del famoso pittore olandese. Il quartiere si chiama Dafen e vi si producono 700 quadri al mese, tutti di Van Gogh. Un lavoro che ha trasformato 10.000 contadini in copisti d’arte, specializzati nella tecnica olio su tela. Non sono quadri falsi con lo scopo di truffare sprovveduti (i quadri di Van Gogh sono custoditi nei più importanti musei del mondo) ed è quasi impossibile trovarli in comuni botteghe. I quadri prodotti a Dafen vengono invece commissionati, soprattutto dai proprietari di negozi di souvenir turistici di Amsterdam. In questa realtà, poco conosciuta, Yu Haibo e Kiki Tianqi Yu hanno ambientato il loro film «Alla ricerca di Van Gogh», che uscirà nei cinema italiani il prossimo 15 gennaio, dopo essere stato presentato al Festival di Cannes 2016. Zhao Xiaoyong, il protagonista, è un copista di Dafen che decide di andare in viaggio in Olanda per vedere quale sia la fine delle sue opere. Di fronte ai quadri di Van Gogh, che aveva visto solo in video, Zhao prova una forte emozione, ma resta deluso dalle speculazioni dei mercanti di arte kitch. Vuole capire meglio Van Gogh, toccare il cuore di ciò che non può essere riprodotto: l’anima di un artista e della sua opera. Emergono anche la sproporzione tra i guadagni dei commercianti e i magri guadagni dei copisti cinesi.