“Ha edut/La testimonianza” (Israele – Austria 2017) di Amichai Greenberg

Nei cinema per la Giornata della Memoria

(luigi noera)  Anche quest’anno nella selezione Orizzonti della Mostra di Venezia non poteva mancare un’opera che ci riporta alla Memoria della Shoa. Dopo il film thriller Remember dell’anno scorso, quest’anno viene proposta una storia corale ed intima allo stesso tempo. Corale perché mette lo spettatore davanti al dilemma di cosa avrebbe fatto se fosse stato  al posto del protagonista di questa inconsueta storia sul negazionismo. Ma anche intima perché mette il protagonista davanti ad un bivio. Che si tratti di un thriller lo si capisce dalle prime battute con il protagonista, un ricercatore dell’olocausto che tra i libri di una biblioteca si imbatte in un efferato episodio svoltosi in un ridente paesino austriaco durante la seconda guerra mondiale dove adesso una società ha-edut-300x200immobiliare vuole realizzare nuovi insediamenti comprendo definitivamente con una colata di cemento quello che allora accadde. Si tratta di una battaglia legale in stile americano con il sapore acre dei film israeliani stilizzato e minimalizzato nei dialoghi stretti del protagonista che da quel terribile episodio scoprendo le sue origini è costretto ha fare una scelta di campo. Un altro tassello per mantenere alta l’attenzione su quello che è stato il Male assoluto nel Vecchio Continente affinché invece di negarlo non si ripeta più.
Al riguardo riportiamo il Commento del regista nella presentazione alla Mostra di Venezia:
Sono stato cresciuto con la consapevolezza che essere un ebreo osservante, nonché il figlio e nipote di sopravvissuti all’Olocausto, rappresentasse le radici della mia esistenza, la vera essenza della mia identità: qualcosa di più grande di me e della vita stessa. Da bambino ero incantato dalle storie dei miei nonni sull’Olocausto. Sono cresciuto tra storie eroiche, incredibili, in cui la vita e la morte erano separate da una linea sottile.
Per me erano le migliori storie d’avventura che ci fossero. Ma la mia vita di tutti i giorni contrastava con questo dramma. Figlio di sopravvissuti dell’Olocausto, sono cresciuto in una famiglia priva di emozioni, dove sentivo che mancava sempre qualcosa. Qualcosa di sfuggente, che rimaneva innominato. Questo enorme abisso mi ha lasciato senza parole. Il copione del film rappresenta il mio sforzo per penetrare attraverso i muri trasparenti del silenzio.
Al termine della proiezione ufficiale alla Mostra di Venezia c’è stato l’incontro con il cast ed il regista nel Q&A condotto da Alessandra De Luca che riportiamo:
https://youtu.be/wVP5pQaNG8Q
https://youtu.be/uNNG-hU3ITI
https://youtu.be/LtN-2caDXDk
https://youtu.be/VrfkZ7epzZY
https://youtu.be/Y_XbqOrazFU
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