La Kermesse Berlinese si inaugura con il SOL LEVANTE, sarà una coincidenza?

(da Berlino luigi noera con la collaborazione di marina pavido – Le foto sono pubblicate per gentile concessione della Berlinale)
Inizia la maratona cinefila più popolare del vecchio continente con oltre 300 pellicole in programmazione. Si inizia con la serata inaugurale atipica per la scelta di un film di animazione del regista statunitense Wes Anderson che presenta Isle of Dogs,  ovvero le avventure di un ragazzino giapponese alla ricerca del suo fidato cane “deportato” appunto dal nuovo ordine mondiale in isola a suo tempo adibita a discarica e adesso popolata da cani randagi affetti da una malattia trasmissibile agli “umani”. Ma saranno proprio loro ad aiutare il giovane “umano” a ritrovare il suo prediletto. Anderson ritorna per la seconda volta ad un genere per lui familiare che gli ha portato successo. Infatti la sua destrezza e la squadra che con lui ha collaborato ha confezionato un buon prodotto. Dove sta il segreto di tutto ciò Lo potremo scoprire il giorno 18 pv nel talk di inaugurazione deli Talents insieme al Presidente di giuria Tom Tykwer che appunto svelerà i secrets.
Rivesr2Ma anche la sezione Panorama è inaugurata da un film sul Giappone scritto e diretto dal maestro giapponese Isao Yukisada che si cimenta nel genere Mango con una storia post moderna dopo il disastro nucleare. In realtà è il tema del film di Anderson. Ecco svelato uno dei temi di questa Berlinale: il rispetto dell’ambiente. I giovani coinvolti nello script di Yukisada sono sottoposti ad uno stress della società giapponese alle prese con il suo invecchiamento, come succede in Italia. La sceneggiatura tiene incollati alla poltrona anche i più forti di stomaco. Dove sono finiti i cosiddetti valori della società post seconda guerra mondiale? Il disfacimento di ideologie consolidate si sente a pelle in River’s Edge e diciamo pure che il sol levante mette una ipoteca sull’Orso di Berlino.
Nella seconda giornata nel Concorso i registi americani David e Nathan Zellner hanno proposto un deludente racconto del WEST dei coloni in America che distruggono la reputazione degli interpreti del calibro di Robert Pattinson (Samuel), Mia Wasikowska (Penelope) e Robert Forster (Old Preacher) con una storia che vorrebbe essere comica ma è invece vuota. Questi sono gli incidenti di percorso dei festival e purtroppo anche la Berlinale subisce. Di tutt’altra fattura invece Las herederas (The Heiresses) Paraguay / Germania / Uruguay / Norway / Brazil / che in una storia semplice di due donne da anni legate da un affetto reciproco vanno incontro alle sorprese che riserva la vita quando ci si accorge che il tempo è passato. Storia delicata al femminile ambientata Black 47nell’America latina dove l’amore non ha generi. La Berlinale guarda sempre con rispetto questo aspetto della società umana. Mentre Fuori concorso una bellissima storia di riscatto sociale irlandese con Black 47 di Lance Daly dove tra gli interpreti riconosciamo il valore di Stephen Rea (Conneely) e il giovanissimo Barry Keoghan (Hobson). Lo script in versione western mostra le sofferenze del popolo irlandese causate dai vicini Inglesi in quel periodo.
Per la sezione Panorama DOC è stata la volta dell’inconsueto volto della Slovacchia dove una Organizzazione paramilitare sta prendendo piede senza che le Autorità facciano qualcosa. Anzi con Až přijde válka (When the War Comes) di Jan Gebert viene messo in evidenza come una parte della politica e del clero anzi lo sdoganino a scapito della gtenuta della democrazia. Nella stessa sezione dal Libano la giovane Reem Saleh ci racconta con Al Gami’ya (What Comes Around) una comunità di arabi che vivono nella parte povera del Cairo e che fanno comunità anche da un punto di vista dell’aiuto materiale tra loro consentendo agli abitanti una forma di di raccolta di denaro da utilizzare per bisogni come può essere anche un matrimonio. E’ terrificante come però la cultura dell’infabulazione sia radicata anche tra le giovanissime della comunità.

 

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