Masterclass con l’attore Ha Jung-Woo al Florence Korea Film Festival

(matteo bresci) In occasione della sedicesima edizione del Florence Korea Film Festival, nella giornata di sabato 24, si è svolta la masterclass con l’eclettico Ha Jung-Woo. Nell’edizione di quest’anno la manifestazione rende omaggio all’attore simbolo del cinema coreano contemporaneo con una ricca retrospettiva comprendente ben sette film interpretati dall’attore classe ’78. L’incontro, svolto con la partecipazione del professor Luigi Nepi, ha visto rispondere Ha Jung-Woo alle numerose domande degli organizzatori e del pubblico.
Figlio dell’attore Kim Yong-gun ha spiegato che, per smarcarsi dall’ombra del padre, ha deciso di usare un nome d’arte nel corso della sua carriera: in questo modo ha potuto trovare la sua strada senza che venisse riconosciuto come figlio d’arte. Egli ha raccontato che nel suo percorso di formazione ha sì studiato recitazione, ma soprattutto ha studiato gli attori sul campo vedendo centinaia di film. Il padre comunque è stata una figura importante per lui, in quanto egli lo ha sempre sostenuto e aiutato, diventando una guida per le sue scelte.
Master 2Egli si è sempre chiesto come poteva diventare un attore migliore e la parte più importante del suo lavoro è sicuramente quella di immedesimarsi nei personaggi che interpreta, capendo quindi il loro modo di pensare e le loro emozioni: nel film “The Chaser” interpreta un serial killer e, nel diventare quel personaggio, si è dovuto chiedere cosa avesse passato per arrivare a compiere azioni del genere e quali avvenimenti lo avessero segnato.
Ha poi confessato che i numerosi registi importanti con i quali ha collaborato lo hanno creato artisticamente e lo hanno ispirato nel corso della sua carriera: Kim Ki-duk, Park Chan-wook, Na Hong-jin sono infatti solo alcuni nomi di maestri del cinema asiatico che lo hanno diretto. Del primo di questi ha preferito non parlare, a causa di uno scandalo che lo ha coinvolto recentemente, sulla scia degli avvenimenti di Hollywood riguardanti il caso Weinstein: egli è infatti accusato di aver alzato le mani su di una attrice sul set e di comportamenti inopportuni durante le riprese.
Ha Jung-Woo non è però solo attore: egli ha infatti diretto due lungometraggi spostandosi dall’altra parte della macchina da presa. “Fasten your Seatbelt” è il primo film che lo ha visto come regista e che egli voleva fortemente girare, scritto in due mesi dallo stesso Ha Jung-Woo: senza riflessioni su budget o risultati del botteghino ha deciso di buttarsi in questa nuova esperienza che gli ha permesso di arricchire il proprio bagaglio di esperienze. Il secondo lungometraggio, dal titoloMaster3 “Chronicle of a Blood Merchant” (in programmazione nel corso del festival), è stato pensato più come film commerciale e lo ha visto anche come attore dello stesso: Ha Jung-Woo racconta di essere rimasto colpito dal racconto cinese dal quale il film è tratto ma che poi la resa cinematografica non ha reso al meglio, non rivelandosi un successo al botteghino. Analizzando lucidamente la situazione ha ammesso che forse quel film non era adatto a lui in quel momento della sua carriera, ma che queste esperienze sono state necessarie per permettergli di potersi esprimersi al meglio nel suo prossimo progetto.
Simpatico e degno di nota il movimento che ha coinvolto Ha Jung-Woo nella rete: egli è infatti considerato un attore che riesce a mostrare nelle sue interpretazioni il gusto e il piacere di mangiare e le foto che lo ritraggono intento a cibarsi sono diventate virali sul web. L’attore ha raccontato che questa situazione lo ha particolarmente messo in difficoltà quando si trova nei ristoranti: le persone infatti lo guardano con gioia e ammirazioni quasi come a dire “come mangia bene!”. Questa situazione lo ha poi (in)seguito nei suoi lavori, durante i quali i registi hanno cominciato a inserire volutamente molte scene nelle loro pellicole e nelle quali egli è impegnato a gustarsi cibi di ogni tipo. Ha Jung-Woo ha quindi concluso: “citando un detto coreano, penso che mangiare mi aiuti nelle mie interpretazioni, in quanto se mangi bene, l’ispirazione viene.”
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