“La mia notte con Maud” (FR 1969) di Éric Rohmer

 

(nicola raffaetà) << In francese c’è una parola, moraliste, che non credo abbia un equivalente in inglese. In realtà non ha una grande connessione con la parola “morale”: un moraliste è qualcuno che è interessato alla descrizione di ciò che accade dentro l’essere umano. Si occupa di stati mentali e di sentimenti.
Così nei “Racconti morali” non significa che c’è una morale, anche se comunque dovrebbe essercene una e tutti i personaggi in questi film agiscono in accordo con alcune idee morali che vengono enucleate piuttosto chiaramente. >> (Éric Rohmer, Film Quarterly 24 n.4, 1971)
 La mia notte con Maud è il terzo film dei sei racconti morali realizzati da Rohmer tra il 1962 e il 1972.
Il film, prodotto nel 1969 e presentato in concorso al 22° Festival di Cannes, fu nominato all’Oscar al miglior film straniero.
La trama è semplice: Jean Louis, un ingegnere quarantenne, rientra in Francia, precisamente a Clermont-Ferrand, come impiegato alla Michelin, dopo aver trascorso un lungo periodo della sua vita in America.
Cattolico, una mattina a messa, vede FranÇoise, giovane studentesse, se ne innamora, la segue, e decide che un giorno la ragazza sarà sua moglie.
Una sera a un bar incontra un suo vecchio compagno di scuola, Vidal, professore di filosofia, che lo invita a casa di un’amica, una pediatra divorziata di nome Maud.
MaudI tre, in una sorta di triangolo amoroso, dopo aver cenato, trascorrono la serata parlando di Pascal e del cattolicesimo e finendo per parlare dell’amore. Vidal e Maud criticano il modo di pensare l’amore di Jean Louis, molto influenzato dal pensiero cattolico.
Fuori comincia a nevicare e Vidal, provocatoriamente, se ne va invitando l’amico a restare con Maud, la quale lo invita a sua volta a passare la notte da lei, visto il brutto tempo.
Nonostante l’indecisione alla fine Jean Louis resta e Maud gli racconti del suo divorzio col marito: lui amava una studentessa e lei, Maud, a sua volta aveva un amante, che in una giornata nevosa era morto in un incidente stradale.
Jean Louis è molto combattuto, è attratto dalla donna, è consapevole della sua disponibilità, ma è frenato dai suoi scrupoli morali. Al mattino la donna lo abbraccia e lo bacia, inizialmente lui ci sta, ma poi rifugge da lei e se ne va dalla casa. Quella stessa mattina incontra di nuovo FranÇoise, fanno conoscenza e lui l’accompagna a casa dove rimane la notte a dormire. Jean Louis confessa l’amore alla ragazza dicendole che vuole sposarla e la ragazza gli confessa che aveva avuto un amante.
Nonostante tutto l’attrazione per Maud è molto forte e Jean Louis va in montagna con la donna e finalmente fanno anche l’amore.
Tuttavia Maud se ne va e Jean Louis continua la sua relazione con FranÇoise.
Cinque anni dopo i due sono sposati e hanno una figlia e, imprevedibilmente, incontrano Maud, anche lei risposata, durante una vacanza al mare.
Film che rispecchia esattamente i suoi tempi, quella fine degli anni ’60 caratterizzata da forti cambiamenti, lotte, manifestazioni e soprattutto emancipazione femminile, dico soprattutto perché la protagonista da cui il film prende il nome, Maud, è una donna ” libera “, che non ha alcun timore a manifestare la sua sensualità e sessualità, che non ha problemi a invitare il maschio, in questo caso Jean Louis, a passare la notte con lei, a insinuare, attraverso parole, gesti, allusioni, il sesso, la voglia di fare l’amore con l’uomo che si trova di fronte, insomma, è una donna di oggi giorno, più ” mascolina ” nel senso che è lei a ” predare “, mettendo addirittura in crisi l’uomo, almeno inizialmente. Maud però è anche divisa, nonostante tutto manifesti una certa sicurezza, vorrebbe l’amore, ma in fondo ha paura dell’amore.
Jean Louis è il tipico esempio di uomo moderno, lacerato, indeciso, esistenzialmente insicuro, nonostante anche lui manifesti una certa sicurezza riguardo ai valori cattolici che tanto pavoneggia.
Vorrebbe una vita sicura, regolare, scandita dal tempo cristiano, suddiviso in precisi ruoli, tempi, lavoro, casa, chiesa, famiglia, ma allo stesso tempo vorrebbe la passione, l’avventura, l’imprevedibilità e l’insicurezza che una donna come Maud può dargli. Insomma, è chiaramente diviso tra amore sacro, FranÇoise, e amor profano, Maud, e alla fine, è proprio quest’ultima a fargli prendere la decisione finale, sposare FranÇoise. Si, perché Maud se ne va, scompare e lui è ” libero ” di scegliere.
La grandezza di Rohmer sta nel raccontare queste storie profonde e complicate, con una leggerezza incredibile, nonostante i dialoghi siano pieni di riferimenti filosofici, Pascal in testa.
Egli piazza la macchina da presa risaltando la naturalezza dell’ambiente, degli attori, senza imporre un vero e proprio punto di vista autoriale, e comunque sia la presenza dell’autore permea tutta l’opera.
Un film del passato più che mai presente, pronto a farci riflettere e ricordare allo stesso tempo.
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