6° Firenze FilmCorti Fest: “Cantiere 2 agosto. Cronaca di una strage”.

Intervista a Simonetta Saliera Presidente dell’Ass. Legislativa Emilia Romagna

 

Simonetta Saliera è stata eletta Presidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia Romagna il 29 dicembre 2014.  dopo una lunga, proficua e brillante partecipazione alla vita pubblica, ricoprendo vari impegnativi ruoli negli Enti Locali. Nella Giunta regionale è stata impegnata come vice-Presidente fin dal 2010, con la responsabilità relativa a diversi settori nevralgici.
Alla Presidente Simonetta Saliera abbiamo rivolto alcune domande:

D .    Quale è stata la genesi del film “Cantiere 2 agosto. Cronaca di una strage”?  E’ singolare e un po’ sorprendente che sia stata l’Assemblea Legislativa, dietro suo impulso, a organizzare, costruire e oggi a promuovere questo progetto.  E’ soddisfatta del lavoro e del team che è riuscita a mettere insieme? Ci sono state difficoltà?
2agosto_sR. “Il progetto è nato dalla collaborazione che lega da anni l’Assemblea legislativa e l’Associazione parenti delle vittime. A dire il vero, l’ìdea di dare voce a chi nella strage aveva perso la vita, era già nata l’anno precedente, quando, in occasione dell’anniversario, erano state diffuse in città delle cartoline con le biografie delle 85 vittime. La cosa aveva suscitato molti consensi fra i cittadini ed anche risonanza nei media nazionali (RaiNews24) . Per questo si è deciso di proseguire ed ampliare nel 2017 l’opera di valorizzazione delle storie di vita delle vittime della strage: il 2 agosto 2017 10.000 persone hanno riempito le piazze, le strade, i cortili di Bologna per assistere a “Cantiere 2 agosto”, una grande narrazione popolare coordinata di Matteo Belli e Cinzia Venturoli su proposta e con il sostegno dell’Assemblea legislativa regionale, durante la quale 85 narratori volontari, reclutati fra i cittadini, hanno ridato vita alle storie delle altrettante vittime della strage di Bologna. Con i video raccolti il 2 agosto 2017 è stato realizzato il docufilm che proietterete in occasione del vostro festival. Abbiamo voluto tenere testimonianza di questa grande esperienza, della passione che Istituzioni e cittadini hanno profuso per realizzare “Cantiere 2 agosto”. È stato un modo anche per ringraziarli del loro tempo e del loro lavoro. La passione e la soddisfazione per il lavoro fatto ci ha ampiamente ripagati della fatica e delle difficoltà di un progetto del genere. Il successo è stato tale che anche negli anni successivi – e a tutt’oggi – in più occasioni e in luoghi diversi (scuole, associazioni, Comuni), è stata ripetuta questa esperienza”.

D. Il 2 agosto del 2018 un giornale romano online ha intitolato: “Troppo poco, finora, il cinema ha fatto per tenere viva la memoria”. Pensa che sia giusta questa affermazione? Con la realizzazione di questo suo progetto così innovati vo e originale pensa o spera che la lacuna sia stata colmata?
R. Non spetta a me dare giudizi. Per quello che riguarda l’Assemblea legislativa parlano i fatti, l’impegno e la passione che hanno portato alla realizzazione di “Cantiere 2 agosto” e del relativo docufilm. Spero che i tanti che hanno visto dal vivo il Cantiere e ne hanno rivissuto le emozioni nel film, lo giudichino positivamente e pensino che questo nostro lavoro abbia un ruolo positivo per la diffusione della cultura della memoria.

D. Nel 2012 Matteo Pasi dirige il film “Un solo errore-Bologna 2 agosto 1980”. Il “solo errore” di cu parla il titolo è l’aver scelto Bologna come teatro della strage, cioè la città che più di qualunque altra non avrebbe mai potuto dimenticare. Abbiamo invece letto un paio di anni fa una inchiesta/intervista a studenti liceali e universitari bolognesi e ne esce un quadro che contraddice la tesi di Pase. Una percentuale di studenti non sa esattamente cosa sia stata strage e una percentuale ancora più alta, pur sapendo che c’è stata la strage, ignora che i responsabili sono stati individuati e che si tratta di una strage fascista. Secondo lei chi ha ragione? Pasi o l’inchiesta?
R.  Dobbiamo combattere l’oblio. Non si può vivere in un eterno presente dove tutto scorre e ci si scorda degli avvenimenti. Ogni generazione ha il diritto a conoscere ciò che è successo e ha il dovere di imparare, di custodire e tramandare la memoria. Ogni generazione, così, rinnova quel patto che si chiama Costituzione della Repubblica italiana. Noi, per quanto riguarda la conoscenza della strage, diamo il nostro contributo organizzando, sempre in collaborazione con l’Associazione dei parenti delle vittime, laboratori per i giovani studenti emiliano-romagnoli, che comprendono visita alla stazione, nel luogo dove l’ordigno scoppiò, ed un incontro con un testimone. Il tutto con la contestualizzazione di uno storico, nel caso specifico della prof Venturoli.”

 

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