Il cinema di J. L. Godard: “Bande à part” (FR. 1964)

Un omaggio ai noir e ai gangster movie

Band_a_Part_French_poster(Nicola Raffaetà) Siamo negli anni della “decostruzione”, i primi anni ’60, per intenderci quegli anni che vanno dagli esordi del regista “francese” fino al 1968, quando iniziano gli anni dell’ideologia e, in realtà, il film che fa da spartiacque tra questi due mondi, è ” La Chinoise “.

” Band à Part ” è del 1964, subito dopo aver girato il suo film più classico, “Le mépris/Il disprezzo”.

Il film, scritto e diretto da Godard, narra con molta semplicità la storia di due giovani “ladri”, Frantz ( Sami Frey ) e Arthur ( Claude Brasseur ) che, essendo venuti a conoscenza di una grossa somma di denaro nascosta nella casa della zia di una loro amica, Odile ( Anna Karina ), decidono di tentare il colpo della loro vita, rubando il denaro.

I due ragazzi si innamorano della bella Odile e la corteggiano, la ragazza, in mezzo ai due, non sa esattamente chi dei due ami di più ( forse Athur ), e soprattutto non è convinta ed ha paura di effettuare la rapina.

” Bande à Part ” è un piccolo film in bianco e nero a basso budget, sembra quasi una risposta al precedente ” Le mépris “, il quale, con grande stile, celebrava il grande cinema dei padri, dello studio system, dello star system, dove carrelli e dolly ne fanno da padrone.

” Bande à Part ” invece è un omaggio ai noir e ai gangster movie di serie B, girato con camera a spalla, in presa diretta del suono, e con improvvisazione degli attori, in cui troviamo tutti i cliché del genere, la voce over, la rapina, gli omicidi, che si intrecciano con situazioni “quotidiane” e rilassanti, come la danza dei protagonisti in un caffè di Vincennes, o la famosa corsa al Louvre, un intreccio tra film poliziesco e commedia sentimentale, con un triangolo amoroso, lui-lei-lui, che esplicitamente cita e rimanda al ” Jules e Jim ” di Truffaut.

Ma soprattutto, per quanto mi riguarda, ciò che colpisce molto è il titolo del film, ” Bande à Part “, una banda a parte, ma cos’è questa banda a parte?

Si, ovviamente è la banda di ladruncoli che vuole effettuare una rapina, ma anche e soprattutto quella ” banda a parte ” che sta nella pellicola, la banda della colonna sonora, il suono con cui Godard, a buoni tratti nel film, gioca, il minuto di silenzio (interruzione totale della colonna sonora) e la danza dei tre amici ( interruzione a tratti della musica mentre ballano, dove vengono lasciati solo i suoni dei passi degli attori ) al caffè di Vincennes.

Infine, la cosa che mi ha colpito nel rivederlo e a cui non avevo mai fatto caso, è il finale, quando i due amanti sopravvissuti, Odile e Frantz, fuggono in auto verso il sud, la Costa Azzurra, verso il mare, il sole, i colori caldi e accesi che, l’anno successivo, saranno location e protagonisti di uno dei massimi capolavori di Godard, ” Pierrot le fou “, in cui la folle coppia Karina-Belmondo, proseguono il viaggio iniziato da Odile e Frantz, tra amore e ribellione, quasi a volerne essere il sequel.

” Bande à Part ” è un piccolo film che, grazie alla sua semplicità, naturalezza, leggerezza, ma anche sperimentazione, è diventato un classico del cinema moderno, una piccola perla della storia del cinema.

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