“Serendipity” (Usa 2001) di Peter Chelsom: vita e amori governati dal destino

Il caso e le scelte in una commedia romantica

(marino demata) Peter Chelsom è generalmente un regista di commedie lievi e romantiche, a volte anche un po’ eccessivamente “mielose. lI film di cui ci stiamo occupando in realtà non si allontana molto a questo cliché. Senonchè, all’interno di tale cornice dolciastra, il film porta alla ribalta – volontariamente o meno – un tema che ha, a nostro giudizio, una rilevanza profonda: il destino –  e soprattutto il suo corrispettivo: il caso – possono  incidere e fino a che punto sul futuro degli uomini?
serendipity film2 - Cerca con Google_filesOltre al tema di fondo così impegnativo, Chelsom ha scelto un titolo estremamente serio, utilizzando una parola dotta e autoriale. Infatti, il termine Serendipity è stato coniato da Horace Walpole nel XVIII secolo. , L’autore di romanzi e racconti dal gusto neo-gotico, di cu il più famoso è Il castello di Otranto, ha coniato il termine Serendipity ulilizzandolo, per la prima volta, in una lettera ad Horace Mann nel 1754. Con questo termine Walpole voleva intendere la casualità di una scoperta non frutto di una specifica ricerca, ma del tutto inattesa. E’ il caso, frequente in campo scientifico, allorchè, nel portare avanti una ricerca, inaspettatamente si scopre qualcosa di nuovo e di importante. Quante volte, nell’effettuare, ad esempio, esami di sangue di routine si scoprono alcuni valori alterati che riconducono ad una patologia della quale né paziente né il medico avevano nessuna cognizione? Nell’esempio specificato, la scoperta di una malattia che non si sapeva di avere, si tratta di una fortuna, perché tale scoperta del tutto casuale mette in condizione il medico di approntare cure e terapie che possono essere molto utili.
L’utilizzo da parte del regista di questo termine come titolo del suo film, riesce a dare alla storia, di per sé abbastanza leggera e frivola, un sottofondo di serietà, al quale tutti gli eventi in qualche modo si riconducono.
Ulteriore ed ultimo vezzo di Chelsom è costituito dal fatto che Serendipity è anche il nome di un grazioso locale di Manhattan dove si possono consumare dei gustosi dessert, come appunto faranno i due protagonisti del film, Jonathan Trager (John Cusack) e Sara Thomas (Kate Beckinsale). Ma prima del dessert i nostri due eroi si conoscono in uno dei reparti dei famosi grandi magazzini di Bloomingdale nel periodo natalizio, a contendersi un paio di guanti da regalare, ultimo rimasto nel reparto. Nasce subito una scintilla di simpatia reciproca, che li porterà a pattinare al Wollman Rink in Central Park e poi appunto a gustare il dessert da Serendipity. Jon chiede a Sara di dargli il suo numero di telefono, “just in case”. E Sara ribatte: “in caso di che?”, spiazzando decisamente John, che non può che rispondere banalmente “nei casi della vita”.
E’ Sara che prende l’iniziativa di affidare al caso l’eventuale proseguimento di quella piacevole conoscenza.
Scrive infatti il suo numero di telefono su una copia de “L’amore al tempo del colera”, di Gabriel Garcia Marquez, che affida ad un venditore di libri usati e spinge Jon a fare altrettanto su una banconota da 5 dollari, che poi spende. Due indizi dunque da affidare al caso: se almeno uno dei due sarà ritrovato, potrebbe essere sufficiente per rintracciarsi reciprocamente.
Entrambi hanno una loro vita ed una propria relazione. Passa il tempo e nessuno dei due dimentica la passata scoperta fatta, la strana serendipity venuta inaspettatamente fuori. Dopo alcuni anni, ritroviamo i nostri due protagonisti in procinto di sposarsi, ma in verità senza troppa convinzione. Lei vive a San Francisco, ma anziché dedicarsi alla preparazione del matrimonio con uno scherzoso musicista New-Age, fantastica sulla possibilità di ritrovare Jon. Si reca con un’amica a New York e, attraverso vari indizi riesce a ritrovarlo, ma proprio nella mattina delle sue nozze. Quest’ultimo, a sua volta, aveva condotto, prima del giorno del matrimonio delle indagini con l’aiuto del suo amico giornalista (ma di annunci mortuari) per ritrovare l’antica residenza a New Your di Sara. E infine riceve, dalle mani della sua quasi-sposa, la copia, col famoso numero di telefono, de L’amore al tempo del colera, acquistata in una bancarella di libri usati, perché pensa sia un regalo gradito, visto che Jon spesso è stato alla ricerca di questo libro. Jon vede nel regalo ricevuto un inequivocabile segno del destino e non pronuncia più il suo “sì”.
Certo qualcuno può obiettare che, col titolo impegnativo che si ritrova e con un’idea madre di un certo spessore, il film, col suo andamento di commedia romantica e scanzonata, dalla scontata happy end, tradisce un po’, nel suo svolgimento, le attese di chi poteva attendersi e pretendere qualcosa di più. Non a caso il film ha avuto un discreto successo proprio dagli amanti del genere romantico o delle commedie d’amore a lieto fine.
In realtà con Serendipity Chelson vuole dimostrare che non è sufficiente affidarsi al destino, e che il destino stesso non può determinare le vite di due persone, se non c’è, nel caso specifico, una loro reale e caparbia iniziativa per ritrovarsi, per scrivere insieme le pagine del loro futuro.

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