“Film Socialisme” (Fr. 2010) di Jean-Luc Godard

 

(nicola raffaetà) Film Socialisme è un film del 2010 scritto e diretto dall’ormai leggendario Jean-Luc Godard, mito vivente e genio oltre ogni confine che dalla fine degli anni ’50 colleziona film sperimentali che spesso parlano di politica e linguaggio.
Quando fu presentato il 17 maggio 2011 al Festival di Cannes nella sezione “Un Cértain Regard”, il regista boicottò la conferenza stampa evento non presentandosi con queste parole: “…al seguito di problemi di tipo greco io non sono obbligato a essere con voi a Cannes. Con amicizia Jean-Luc Godard.” A causa delle rivolte popolari in Grecia contro lo strozzinaggio finanziario a cui i cittadini erano (e sono) sottoposti, Godard non si sentiva di presenziare al festival del cinema più importante, decidendo di boicottarlo come aveva già fatto nel 1968. La coerenza del regista è del tutto fuori moda al giorno d’oggi, tanto di cappello Monsieur Godard.
film_socialisme-dvd_fCome ha dichiarato il regista, Film Socialisme è prima di tutto una “Sinfonia in tre movimenti”.
Sinfonia numero 1: In crociera con la Costa Concordia
Un viaggio emblema, metafora della società contemporanea, cultura unica dell’occidente decadente, nello specifico di un’Europa consumista e vecchia, ormai allo sbando.
La nave da crociera in cui Godard, alla veneranda età di 80 anni, ha ambientato la prima parte del film, è la famosa Costa Concordia, affondata pochi mesi dopo la presentazione del film a Cannes, il 13 gennaio 2012.
Il grande Maestro francese, che ha spesso realizzato opere di difficile comprensione ad una prima visione, stavolta con semplicità e linearità, mostra la vera essenza del mondo di oggi.
In questa prima Sinfonia del film, abbiamo esplicitamente la visione della decadente Europa, rappresentata metaforicamente dalla Costa Concordia (anche l’Europa affonderà?), grande “lager” galleggiante, in cui vecchi turisti si perdono nell’allucinante mondo consumistico, si ubriacano di balli guidati, si drogano di slot machines, prendono messa sotto luci stroboscopiche e musica Disco, Dio è morto, si sa da tempo, lo ha annunciato Leopardi, lo ha gridato Nietzsche, Godard invece ci mostra che Dio è stato prima inglobato e poi sostituito.
In Film Socialisme esiste un solo Dio, il Dio Denaro, e due santi, San Capitale e San Consumo, tutto il resto è puro nichilismo, anzi, proprio per questo tutto è nichilismo.
Su quella nave esiste solo il vuoto, ogni valore superiore è andato perduto, tutto si è dissolto. I personaggi protagonisti provano in maniera frammentaria a riempire questo vuoto, nel bene e nel male, attraverso la storia, la filosofia, l’arte, ultimi salvagenti della memoria, e soprattutto tramite il cinema, testimone oggettivo della modernità e delle sue atrocità.
Gli antichi valori sono ormai un ricordo perduto che vaga nelle menti dei protagonisti e nelle immagini di repertorio che Godard ci mostra, sono perduti come la mitica cantante americana, Patti Smith, simbolo di una passata rivoluzione culturale, che vaga senza meta tra le persone senza essere riconosciuta, oppure sui ponti deserti, sotto la pioggia, della nave da crociera. Forse la cantante sta cercando quei valori e quegli ideali di libertà che cantava al mondo, ma quegli stessi ideali di libertà, sono diventati le catene dell’uomo contemporaneo, il potere, attraverso una sorta di processo alchemico, li ha trasformati in altro, in licenziosa anarchia, in cui tutti si credono liberi, ma dove in realtà sono schiavi e prigionieri; Godard lo mostra benissimo, semplicemente scegliendo come location una nave da crociera.
Emblematica la didascalia finale di questa prima sinfonia: “Quo Vadis Europa?”.
Sinfonia numero 2: La famiglia Martin, liberare e federare
                          MONSIEUR MARTIN
                     C’è solo un atto al mondo di cui oggi
                     potrei tranquillamente dire: “L’ho fatto”?
                     La mia attività, il garage: Catherine
                     vuole venderlo. Il suo amico vuole comprarlo.
                     Lui conosce lei, non me.
                     Conosco la contabilità, si.
                     (pausa)
                     La Francia corre oggi il più grande rischio
                     della sua storia. Bisogna saper dire “Noi”,
                     prima di dire “Io”. Un dramma di cui
                     discutiamo, nella speranza di uscirne.
                     Una tragedia? Niente affatto. Tutto resta
                     pulito. Tutto accade fra noi. Ignorandoci.
                     Guerre ovunque, negli ultimi cinquant’anni.
                     Ci vediamo in guerra come guardarci
                     allo specchio. E guadagniamo tempo.
                     Ci vuole coraggio per pensare. Ama
                     il tuo prossimo? Ridicolo. Dovresti amarti
                     abbastanza per non fare del male al
                     prossimo. Oggi, ciò diventa impossibile.
                     Sia che rispetti la legge, sia che la
                     infrangi…
                          FLORINE
                     Non dire queste cose papà.
                          MONSIEUR MARTIN
                     E io mi domando: “Perché non ci
                     ami?” Le idee ci separano. Forse i sogni
                     ci avvicinano…
                          FLORINE
                     No, gli incubi.
                          MONSIEUR MARTIN
                     Perché c’è dell’amore e dell’orgoglio
                     nel sangue paterno e quindi dell’odio.
                     E allora cos’hai trovato oggi per stupirci?
                          FLORINE
                     Amo prima di tutto mio fratello. Abbiamo
                     appena discusso di fratellanza. E di libertà.
                     Fra poco, di libertà.
                          LUCIEN
                     E quando sarà l’ora dell’uguaglianza,
                     vi parlerò della merda.
                          MONSIEUR MARTIN
                     Ok Flo. Ma perché non ci ami?
Il dialogo iniziale della seconda Sinfonia del film, che ha una durata brevemente inferiore alla prima parte, esattamente 37 minuti, ci lancia come proiettili direttamente al cuore della questione, la crisi economica, politica e sociale che attanaglia la Francia: ” La Francia corre oggi il più grande rischio della sua storia.”, dice di fatto il signor Martin, padre della famiglia che è al centro di questa seconda storia.
Dal macrocosmo, Europa dove vai?, al microcosmo, Francia cosa sei?, i problemi non cambiano e sembrano gli stessi: la perdita di ogni tipo di valore, di dignità, di identità, a causa del turbo capitalismo e del consumismo imperanti che, senza alcun freno ideologico, hanno dato vita e fomentato l’individualismo di massa e l’egoismo; “Bisogna saper dire Noi prima di Io” dice sempre il signor Martin e, con i suoi figli che sono fuori campo ma di cui udiamo le voci, parla dei tre valori fondamentali della Rivoluzione Francese, Fratellanza, Libertà, Uguaglianza, valori andati perduti, in particolare l’uguaglianza, “Quando sarà l’ora dell’uguaglianza, vi parlerò della merda!” dice il piccolo e scettico figlio.
Immediatamente terminata la scena iniziale, si ha una scena emblematica che denuncia la germanizzazione della Francia e di conseguenza dell’Europa. La figlia maggiore, Florine, se ne sta in silenzio a leggere “Illusioni perdute” di Balzac appoggiata a uno dei distributori di benzina della stazione famigliare, accanto a lei, inaspettatamente, un lama. Arrivano due turisti tedeschi e le chiedono informazioni stradali
per andare in Costa Azzurra, la ragazza, senza neanche guardarli in faccia, risponde “Andate a invadere un altro paese!”, e i tedeschi, imprecando, se ne vanno.
Di fatto è quello che sta accadendo da qualche decennio in tutti i paesi del Sud Europa, ridotti dall’austerità tedesca in villaggi turistici per benestanti nord europei, “un’invasione” sistematica del Sud Europa indossando bermuda, sandali e calzini.
Al garage Martin arriva una piccola troupe televisiva composta da due donne, una giornalista con la sua video operatrice, con lo scopo di intervistare il signore e la signora Martin che si sono candidati alle elezioni politiche. I coniugi Martin però continuano a rimandare l’intervista, così le due giornaliste, nell’attesa, passano molto tempo con i due figli. Il piccolo Lucien chiede loro se al posto dei genitori possono candidarsi loro stessi, la giornalista di FR3 ovviamente risponde che questo non è possibile, perché i bambini non possono candidarsi alle elezioni politiche, ma subito interviene Florine dicendo che invece possono candidarsi, in quanto loro, i figli, a causa dell’invecchiamento dei loro genitori, hanno pagato il 30% del debito della Francia.
Politica, economia, ingiustizia sociale, Godard fa una denuncia ben precisa, le nuove generazioni stanno pagando per le vecchie. La famiglia Martin è una famiglia consapevole che, in comune accordo, al compleanno dei figli (sono nati lo stesso giorno), parlano dei principi democratici.
Ma cos’è la Democrazia? Esiste? Può esistere?
Lucien a un tratto, indossando una maglietta rossa con scritto CCCP e stampato falce e martello, sale su un treppiedi dell’officina e come un direttore di orchestra dirige una sinfonia alla fine della quale afferma “Si…sono in grado di spaccare la faccia a tutti.” Il bambino è un ribelle e attaccherebbe anche il sole se questo lo aggredisse. Lui sta a simboleggiare l’alba di un nuovo socialismo? Tuttavia alla fine di questa scena il bambino si addormenta sopra il treppiedi.
Quindi, cosa vuole dirci Godard, che il Socialismo vero esiste ancora, ma sta dormendo come se fosse in letargo? L’Europa, questa Europa, è sotto accusa in questo film; è l’Europa dei capitali, delle banche, delle multinazionali, che ha abbandonato ogni principio di Welfare State.
“Gli stronzi oggi sono sinceri.”
“Credono sinceramente nell’Europa, esatto.”
“L’Europa era il musicista tedesco, lo scrittore francese, il cantante italiano…”
“Ah si. Le nozze di Figaro.”
Questo scambio di battute tra le due giornaliste ci fa capire cosa è l’Europa di oggi, costituita da stronzi sinceri che credono sinceramente nell’egoistico sistema ultra liberale capitalista europeo, e allo stesso tempo, ci ricordano nostalgicamente cos’era l’Europa in passato, con tutte le sue contraddizioni.
La famiglia Martin parla di principi democratici e di Rivoluzione Francese che in un batter d’occhio spazzò via i diritti feudali senza però avere un vero programma politico da sostituire quello precedente. Dopo la Rivoluzione abbiamo il regime del terrore giacobino, l’ala dell’estrema sinistra dei rivoluzionari, poi la dittatura napoleonica, infine l’affermazione dei principi liberali che se da una parte portano alla democrazia, dall’altra portano al liberalismo economico e allo sfruttamento totale dell’uomo, molto peggiore di quello dell’ancien regime per certi versi, che poi sfocerà in crisi economica e corruzione democratica che, a loro volta, portarono all’affermazione dei totalitarismi del ‘900 e alle guerre mondiali.
L’avere le idee chiare, ma non un programma, come i coniugi Martin, è abbastanza rischioso con una situazione politica nazionale già di per se pericolosa.
“Lo spazio è fatto di immagini e colori, ma alla fine lo spazio muore” ci dice Godard, quindi alla fine cosa resta?
Sinfonia numero 3: Le nostre umanità
La terza sinfonia si riallaccia alla prima e torniamo a percorrere il viaggio che la Costa Concordia percorre lungo il Mediterraneo, facendoci incontrare diverse civiltà, diverse umanità, tutte però soggiogate al globalizzante mondo della schiavitù ultra liberista, il tutto tramite riflessioni sulle immagini, il suono, la storia, il cinema che è storia.
Egitto, Palestina, Odessa, Hellas, Napoli, Barcellona.
EGITTO
Da dove tutto è cominciato, da cui tutto a origine, in cui un linguaggio misterioso comunica attraverso immagini.
PALESTINA
“Se c’è qualcuno da vendicare è Gesù”, dice Godard. Qui si ha una forte denuncia nei confronti di Israele, popolo che ha ricavato la propria terra dall’olocausto. Ci sono molti olocausti, ad esempio il genocidio degli indiani d’America, e i palestinesi oggi non subiscono ciò che hanno subito gli ebrei ieri?
ODESSA
Altro luogo di morte e genocidio, filmato da Eisenstein con “La corazzata Potemkin” che Godard alterna con le immagini della Costa Concordia nel momento in cui i turisti scendono a visitare la città, facendo delle due navi armi di guerra e distruzione.
“Ci hanno sparato perché abbiamo manifestato” dice Godard alla fine di questo episodio.

 

 

HELLAS
La Grecia, patria della Democrazia e della Tragedia, soggiogata dai Colonnelli nella guerra civile, piegata oggi dalla dittatura finanziaria europea.
NAPOLI
Per me il caso non esiste, e probabilmente neanche per Godard, in quanto la prima cosa che ci dice in questo episodio, è che il 1 ottobre 1943 scoppia la peste a Napoli, esattamente lo stesso giorno in cui entrano nella sventurata città gli alleati, i quali trovarono una città libera, dove i cittadini avevano cacciato i nazi-fascisti durante le famose 4 giornate di Napoli.
BARCELLONA
Anche in Spagna, in questo caso identificata con Barcellona, non mancano le occasioni per morire, in tutti i sensi.
Immagini Tv, arte, calcio…la dittatura di Franco e la guerra civile.
Godard conclude questo immenso capolavoro con la seguente didascalia:
QUANDO LA LEGGE E’ SBAGLIATA LA GIUSTIZIA VIENE PRIMA DELLA LEGGE.
NO COMMENT

 

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