“C’era una volta a…Hollywood” (Usa 2019) di Quentin Tarantino

(nicola raffaetà) Il nono film di Quentin Tarantino è interamente dedicato ai momenti finali dell’età dell’oro di Hollywood, quei magnifici anni ’60 che, giorno dopo giorno, anno dopo anno, porteranno gli Usa e il mondo alla Rivoluzione culturale del 1968, al pacifismo globale e alle manifestazioni contro la guerra in Vietnam, alla speranza in un mondo migliore, ma che purtroppo, simbolicamente, si chiuderà con la strage di Cielo Drive a Hollywood, il massacro di Sharon Tate e amici, moglie del grande regista polacco Roman Polanski. Ed è proprio questa tragica vicenda a cui Tarantino, molto lentamente, con uno stile impeccabile e attraverso le vicissitudini dei due protagonisti, la star della Tv Rick Dalton (Leonardo Di Caprio) e la sua controfigura di lunga data, nonché amico, Cliff Booth (Brad Pitt), ci conduce, anche se a suo modo, con una nota di speranza.
La storia, come tutti i film del regista italo-americano, è molto semplice: Rick Dalton, ex star della Tv prestata al cinema, scopre di essere in declino: l’interpretare sempre ruoli di cattivo, antagonista, è l’inizio della fine, e questo lo tormenta come non mai. Il suo inseparabile amico e controfigura Cliff Booth invece è uno stuntman in declino da sempre, ma questo non ha una grande importanza per l’uomo che, in tutta tranquillità e semplicità vive in una roulotte assieme al suo cane a due passi da un Drive In. Cliff non si pone problemi, oltre a fare la controfigura di Rick, e ad essere il suo autista, esegue lavori di casa, come ad esempio aggiustare l’antenna della Tv, momento in cui Brad Pitt, nonostante l’età, mostra il suo fisico bestiale restando a petto nudo. Mentre Rick piange su se stesso e si ubriaca disperandosi per la sua discesa artistica, Cliff non si preoccupa del futuro, guarda sempre al presente cercando al limite di imparare dagli errori del passato, come in una divertente scena in cui ricorda il suo litigio con Bruce Lee che purtroppo gli costò il posto di lavoro. I due sembrano le due facce di una stessa medaglia, si compensano a vicenda, l’isterico Rick e il riflessivo Cliff.
Tra i due si inserisce la vicenda di Sharon Tate, interpretata da una bravissima e bellissima Margot Robbie. Sharon è sempre solare, felice di vivere e lavorare a Hollywood, ama il suo lavoro, ama il C'era una
cinema, ama suo marito Roman che a volte ricorda Austin Powers.
Dolce la scena in cui Sharon passeggiando per le strade di Hollywood passa di fronte ad un cinema e vede il cartellone di un film a cui ha partecipato al fianco di Dean Martin, “The Wrecking Crew” (Missione compiuta stop. Bacioni Matt Helm), e come una bambina, giocando e mettendosi al centro dell’attenzione, si fa riconoscere ed entra gratis in sala a vedersi all’azione.
Cast stellare, da Leonardo Di Caprio a un superbo Brad Pitt vincitore dell’Oscar come miglior attore non protagonista, da Margot Robbie a Al Pacino, da Kurt Russel al compianto Luke Perry, Margaret Qualley, Dakota Fanning, Michael Madsen…
Il film scorre lentamente, tra viaggi in auto, set cinematografici, ville, con a volte l’intrusione degli hippie di Manson intenti a organizzare il massacro.
Tarantino lascia scorrere il tempo non facendo accadere niente, e per quanto mi riguarda è proprio questo che mi è piaciuto, l’abbandono dell’azione e finalmente delle scene violente e a volte (in alcuni suoi film spesso) gratuite (solo nel finale si hanno tali scene, ma per niente gratuite, visto dove il film, molto lentamente ci porta). Un film dove per due ore sembra non accadere niente, ma invece si costruisce tutto, per poi esplodere nel finale. Molto bella la scena in cui Cliff si reca al ranch della famiglia Manson, in cui Tarantino con niente, dimostra la sua capacità nel creare e far crescere la tensione, ovviamente con un grande rimando al cinema horror e al cinema di Leone.
Infatti il film, come tutti quelli di Tarantino, è costellato di citazioni e autocitazioni, ma non sto qui ad elencarle, basta una piccola ricerca in rete per trovarle, ed è molto più divertente cercare di scoprirle guardando il film, pellicola da vedere e rivedere.