“I viaggiatori della sera” (IT 1979) di Ugo Tognazzi

Ugo Tognazzi, regista dimenticato

(photos curtesy of imdb.com)
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(nicola raffaetà) Non sapevo assolutamente niente dell’esistenza di questo piccolo capolavoro firmato da Ugo Tognazzi nel 1979, fino a quando, un paio di settimane fa, ne ho sentito parlare in “Carpeoro racconta”, trasmissione streaming su Youtube prodotta dalla trasmissione radiofonica Border Night’s.

Diretto e interpretato dal grande Ugo Tognazzi, tratto dall’omonimo romanzo di Umberto Simonetta (che mia moglie ha subito ordinato), con una splendida e brava Ornella Vanoni al fianco di Tognazzi, è un film distopico, tra il drammatico e la fantascienza.

Per fronteggiare il sovrappopolamento, una recente legge emanata dal governo in carica, ha stabilito che ogni cittadino, raggiunto il suo cinquantesimo anno di età, deve trasferirsi in un villaggio turistico per trascorrervi quella che è una vacanza definitiva, fino alla morte, il tutto sotto la sorveglianza dell’Esercito di Salute Pubblica (ESP). Orso e Nicki (Tognazzi-Vanoni), ormai raggiunta l’età, si trasferiscono di mala voglia nel villaggio, accompagnati da freddi figli che ritengono ottima e necessaria la legge del governo e da un nipotino totalmente influenzato dalla propaganda che non ha niente a che fare con i normali bambini, un piccolo uomo pronto sempre a rimproverare i nonni, quella vecchia generazione in cui libertà e democrazia erano all’ordine del giorno. Arrivati al villaggio la coppia, anche se continua a convivere nello stesso appartamento, si sfalda, in quanto all’interno dell’istituto tutti tradiscono tutti, c’è come una malattia del sesso che ha preso il sopravvento, dove vecchi e vecchie allupati/e contrattano una notte di sesso con inservienti freddi come macchine, che si accontentano, in cambio, di un pettine o di una collana.

Inoltre c’è un misterioso gioco a carte e una lotteria a cui si è obbligati a giocare, che ha per premio la partenza per una crociera da cui nessuno fa più ritorno.

Un film profondo che non si lascia sfuggire minimamente problematiche che sono ancora attuali e che si pone perfettamente tra “Il mondo nuovo” di Aldous Huxley, in primis per la follia sessuale, e “1984” di George Orwell, per il tipo di regime politico che si respira per tutto il film.

Infine, come la nave da crociera in “Film Socialisme” di Godard mi ricorda un grande lager dei divertimenti galleggiante, il villaggio turistico, luogo di eterna vacanza per gli over cinquanta de “I viaggiatori della sera”, è una prigione a cielo aperto con svaghi e divertimenti, dove al posto delle famose docce naziste c’è il premio della lotteria, la crociera, una lunga vacanza che nessuno sogna.

Un film dimenticato da rispolverare e rivedere più volte, con una buona sceneggiatura di ferro firmata da Tognazzi e Sandro Parenzo, una lucida fotografia di Ennio Guarnieri per la produzione di Franco Committeri.