“Logan lucky”/”La truffa dei Logan” (Usa 2017) di Steven Soderbergh

LOgan2(marino demata) Dopo la volontaria assenza dai set cinematografici seguita all’ultimo film Effetti collaterali del 2013, e dopo la parentesi costituita da due opere per la TV non proprio indimenticabili, Steven Soderbergh nel 2017 riprende il suo posto più congeniale dietro la macchina da presa, e confeziona un bel film con un cast di tutto rispetto. Il titolo americano del film Logan Lucky fa ironico riferimento ad una sorta di maledizione, o sfiga, che dir si voglia, che sembra aleggiare sui membri della famiglia Logan e in particolare sui due fratelli Jimmy (Channing Tatum) e Clye (Adam Driver). Il primo è specializzato, assieme ad altri operai, nei movimenti di terra e negli spostamenti del materiale da un punto all’altro all’interno di una grossa cava situata proprio sotto il Motor Speedway, fantastico autodromo di Charlotte (Carolina). All’inizio del film Jimmy viene licenziato per via del suo leggero zoppicare, che potrebbe procurare delle grane con l’assicurazione. Il secondo lavora indietro il bancone di un bar e, pur essendo molto bravo nel preparare i cocktail, in realtà è privo di una mano, persa durante la guerra in Iraq, e sostituita da una protesi. I due sfortunati fratelli sono anche oggetto di scherno da parte di qualche avventore del bar, che sostiene che dai due Logan menomati se ne può almeno ricavare uno. Per inciso, come è ovvio, battute di questo genere da parte di avventori del bar finiscono in violente scazzottate. A completare la famiglia c’è anche una sorella parrucchiera.
Il maggiore dei Logan, Jimmy, ha anche una figlia, una bambina che lo adora, ma che vive con la madre, dalla quale Jimmy e separato, e che vive con un altro uomo padre di due figli, piuttosto antipatici.
Non è sfuggito a Jimmy che la caverna situata sotto il Motor Speedway è anche il punto terminale di una rete di tubi pneumatici che portano al sicuro nel sottosuolo i contenitori di plastica con il danaro contanti incassato nei vari esercizio situati attorno all’autodromo. Jimmy organizza un piano per sottrare l’intero incasso di una giornata, il giorno dell’anno più ricco di persone e di soldi, corrispondente alla corsa di auto più importante, nel giorno del ringraziamento. Ma per realizzare il piano i due fratelli hanno bisogno di un valido aiuto che trovano in Joe Bang (Danile Craig). C‘è però un piccolo problema: quest’ultimo è al fresco e dovrà restarvi per altri cinque mesi. Ma Jimmy pensa che sia possibile organizzare una…evasione col ritorno in giornata…
E questo è veramente solo l’inizio. Il lettore non può immaginare le sorprese e i veri e propri colpi di scena che riserverà questo film, assolutamente imperdibile, come la maggior parte dei film del regista diSesso, bugie e videotape.
Il film riconferma ancora una volta l’eclettismo e la versatilità di Soderbergh, che ci aveva abituati, nell’ultima parte della filmografia, prima della sosta televisiva, a momenti di dramma con suspense in Contagion e Effetti collaterali. Qui invece ritorna al mondo del crimine di cui è stato maestro anni addietro con la serie dei film Ocean, con rinnovato smalto e soprattutto nuova voglia di divertirsi e divertire. Sotto quest’aspetto il film è ricchissimo di battute, di gags, di situazioni che non è esagerato definire autenticamente spassose. Citiamone almeno una: le dieci regole fondamentali della rapina sono su un foglio appiccicato con un magnete al lato del frigorifero di Jimmy; e a mano a mano che le regole sono state rispettate e attuate, vengono da Jimmy debitamente cancellate. Come a dire: “OK, abbiamo fatto anche questo!”.
Insomma il mancato rispetto da parte di Soderbergh di abbandonar e il cinema va considerato cosa assolutamente benedetta, perché il ritorno dietro la macchina da presa del geniale regista non poteva essere migliore, con un film che non ha nulla da invidiare al meglio dei Coen Brothers.
Tutti bravissimi gli attori, da Tatum, che è un attore che in qualche modo è cresciuto proprio grazie a Soderbergh, che lo chiama per questo ruolo per quarta volta ( e i progressi dal primo al quarto film sono veramente evidenti), al sempre in forma Adam Driver, altro attore eclettico e capace di dare il meglio qualsiasi sia il genere di film. Ma è soprattutto Daniel Craig il perno centrale della storia, capace, come sempre, di rubare la scena e di costruire un personaggio che non può non rimanere impresso nella memoria dello spettatore, per una recitazione carica di spettacolarità ed ironia.

Finirà la maledizione dei Logan?