“Casino” (Usa 1995) di Martin Scorsese

Appunti su un grande film

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(marino demata) Non si distacca dalla modalità para-documentaristica  il terzo gangster movie scorsesiano, Casino. È un film parimenti bellissimo rispetto ai due precedenti; e, in più, l’ambientazione presso le gigantesche sale da gioco di Las Vegas offre l’occasione al regista di entrare, senza inutili ridondanze, nell’ambito del faraonico, del gigantesco, in una parola del volutamente esagerato. Anche per questo film Scorsese scriverà la sceneggiatura assieme a Pileggi, come aveva fatto per Quei bravi ragazzi, ma in questo caso il romanzo, Casino, non era ancora finito e questa fu considerata una evenienza non negativa. Il romanzo cresceva di pari passo col film, e quest’ultimo si giovava dell’improvvisazione e della presenza di situazioni che avevano la necessità di essere verificate e approfondite. E poiché anche questo film si basava su avvenimenti e personaggi reali, molti dei quali ancora in vita (il film è ambientato negli anni ’70), non fu difficile a Scorsese e Pileggi parlare direttamente con alcuni gangster. Dal canto suo, Robert De Niro riuscì ad avere degli incontri col personaggio reale dal quale era ispirato il suo ruolo, Sam “Asso” Rothsein, vale a dire – nella vita reale – l’imprenditore e proprietario di casinò Frank Rosenthal, che, inizialmente riluttante, accettò poi di buon grado di incontrare più volte l’attore.
Insomma, in un modo o nell’altro, si confermava la volontà di Scorsese di fare, anche di Casinò, unoCASINO4 spaccato il più possibile veritiero e reale del mondo gangsteristico ambientato a Las Vegas, ma con agganci in molte altre realtà americane.
Viene fuori un film brillante, calato nella realtà sfavillante di Las Vegas e le sue case da gioco: una realtà descritta il più possibile proprio come esistita negli anni ’70. Non solo Rosanthal, ma anche altri personaggi dell’epoca, e dello stesso mondo del crimine, alla fine collaborarono col regista e con gli attori per rendere il più possibile veritiere le interpretazioni e le situazioni, secondo le intenzioni e le direttive di Scorsese.
Alla fine Casino fu un film che non si discostava dai due precedenti gangster movie di Scorsese quanto alla cura con la quale vennero costruiti personaggi e, come si diceva, allo stile talvolta documentaristico amato dal regista. Ma nello stesso tempo il film risultò arricchito dalla brillantezzaCasino 1
offerta dalla tormentata vicenda del rapporto amoroso tra Sam e Ginger (Sharon Stone) e dall’incredibile colpo di scena finale.
Sullo sfondo resta la città, Las Vegas, vero e propri “mostro” nel deserto, con lo sfavillio delle sue luci e il suo inevitabile kitsch, che accompagna ogni sua manifestazione.
Il film inizia con la voce fuori campo di Rothstein/De Niro, che racconta la sua storia dopo l’esplosione dell’auto nella quale era entrato. Ma come già in altri film, non è l’unica voce fuori campo che lo spettatore può ascoltare. Ci sarà anche quella che esprime le considerazioni personali di Nicky Santoro (Joe Pesci, in un’altra recitazione straordinaria dopo quella di Godfellas.