Rivedere “Parasite” (Korea 2019) di Bong Joon-ho

Appunti e riflessioni

(Main photo courtesy of filmschoolrejects)
(marino demata) La diffusione di Parasite in questi giorni attraverso Sky  offre l’occasione di rivedere il film e di sottolinearne alcuni aspetti, affermazioni significative dei personaggi e riflessioni, che, probabilmente, anche chi ha già visto il film può ritenere particolarmente significativi. Ecco dunque i punti sui quali conviene fare una riflessione dopo aver rivisto il film:
Parasite21 – La prima parte del film è dedicata alla descrizione della poverissima famiglia Kim, che vive in un semiinterrato, le cui vicende  e traversie aprono il film offrendo una serie di spunti interessanti di tipo tragicomico. Il primo spunto è questo: la povertà è tale che non c’è la possibilità di avere una propria connessione internet, che invece è necessaria per trovare lavoro. Occorre utilizzare la connessione di qualche vicino, facendo col cellulare prove nei vari punti del poverissimo appartamento. Alla fine, il giovane Kim Ki-woo riesce a trovare il punto nel qual è possibile sfruttare la connessione di un vicino. È esattamente all’altezza del soffitto proprio sopra la tazza del gabinetto. La scelta di Bong, in questo caso, conferisce più comicità alla conclusione della scena. Ma c’è anche un malizioso accostamento tra Internet e il gabinetto?
2 – Il padre di famiglia del Kim, Kim Ki-taek, parlando con la moglie  a proposito della famiglia Park afferma:
“Sono ricchi ma comunque carini”.  E la moglie risponde:
“Sono carini proprio perché sono ricchi.”
Nell’affermazione “pur essendo ricchi”  traspare l’odio (e invidia) di classe. La moglie, più pratica, va netta all’obiettivo e, senza fronzoli, mette in luce il fatto che la ricchezza consente, tra le altre tante cose, anche di essere carini.
3 – I ricchi “sopravvivono” grazie all’aiuto dei poveri. Il film è una critica feroce alle disuguaglianze sociali, come tutti i film di Bong. Ricordiamo che le disuguaglianze in Corea del Sud ancora più marcate che nel mondo occidentale. Il film è stato anche definito una lotta di classe tra chi ha e chi non ha. Bong riprende questo tema che è molto presente nel suo Snowpiercer, ma con una profonda differenza. In Snowpiercer, all’interno del treno che ospita i superstiti della società dopo la catastrofe che ha distrutto gran parte della terra, gli ultimi vagoni sono riservati poveri i quali organizzano rivolte, spesso stroncate nel sangue. La lotta di classe è esplicita e anche organizzata. In Parasite più che di lotta di casse si può parlare di astuzia di classe, da parte di una famiglia povera nei confronti di una benestante. I contrasti sociali tra i due gruppi alimentano l’umorismo e la brillantezza del film, che si avvale di una sceneggiatura (in parte curata dallo stesso Bong), veramente straordinaria.
4 – Kim Ki-woo falsifica i suoi documenti di studio, facendo apparire di essere laureato, e dice:
“Ho stampato il documento di laurea in anticipo” . Emergono qui le utopie e il  desiderio di ascesa sociale, più che di lotta. Potrebbe stupire semmai che un giovane così brillante e furbo non sia riuscito a completare gli studi. Ma anche in questo caso, conoscere meglio la società sud-coreana serve per capire le discriminazioni e gli ostacoli che un non abbiente può trovare nei suoi studi.
5 –  “Il denaro è un ferro da stiro. Tutte le pieghe si appianano”. È la frase detta dalla signora Kim per rimarcare ancora una volta la potenza che conferisce la ricchezza ed anche la propria invidia.
6 – Il classismo attraverso il senso dell’olfatto. I coniugi Park sono concordi nell’affermare che i nuovi quattro arrivati a casa loro hanno in comune uno strano odore, come se fosse qualcosa di andato a male. Questo è l’unico difetto che riscontrano nei quattro nuovi dipendenti, che rimarcano in più di una occasione.
7 – Kim Ki-taek dice a suo figlio: “Tu sai quale è il tipo di piano che non fallisce mai? Non avere nessun piano. E sai perché? Perché la vita non può essere pianificata…Tu non hai bisogno di un piano. Così non potrai sbagliare. Non abbiamo bisogno di fare un piano per ogni cosa. Non importa di ciò che accade dopo.”
È una filosofia pratica che, in qualche modo, si ritorce anche contro, nella parte finale del film.
8 – Qualcuno ha definito Parasite un film horror. È horror o thriller? Come horror non va in profondità pur avendo ricchezza di materiale per farlo. È più un thriller poliziesco. Ma è allo stesso tempo un dramma satirico sociale. La verità che i cosiddetti “generi” sono schemi che mal si adattano ad un grande film come Parasite  che comunque trascende ogni classificazione.