“Red dragon” (Usa 2002) di Brett Ratner

Il prequel de “Il silenzio degli innocenti”

Red dragion(marino demata) Red Dragon è il prequel del silenzio degli innocenti, del quale meraviglioso film di Jonathan Demme è la brillante versino cinematografica dell’omonimo romanzo. Per la verità si tratta di un prequel bis, perché esso era già stato girato anni prima, nel 1986, Manhunter da Michael Mann, che aveva affidato a Brian Cox la parte di Hannibal Lecter. Indubbiamente il film di Mann aveva un fascino superiore, anche se tale virtù si accompagnava ad un difetto: lo scarso spazio concesso al personaggio di Lecter.
Qui, invece, il regista Brent Ratner, fa ritornare Anthony Hopkins nei panni di Lecter e l’attore non è certo il tipo da farsi mettere nell’angolo con una particina. Certo Ratner dispone, oltre ad Hopkins, di uno stuolo di attori da fare invidia a qualsiasi regista: innanzitutto Edward Norton, nel ruolo di Will Graham, un ex investigatore FBI, andato in pensione anzitempo a godersi la famiglia e il mare in una bella villa sulla spiaggia di Marathon (Florida). La causa del precoce pensionamento è proprio lui, Lecter. Lo vediamo all’inizio del film nel ruolo di collaboratore dell’FBI a colloquio nella sua sfarzosa casa proprio con Graham. Il colloquio finisce in lite, nella quale entrambi finiscono quasi reciprocamente massacrati. Qualche anno dopo Lecter è in una cella del carcere di massima sorveglianza, mentre Graham, in costine da bagno a prendere il sole mostra ancora le cicatrici della tremenda colluttazione.
Sarà il vecchio capo, Harvey Keitel, a richiamare Graham per una prestazione temporanea e straordinaria presso il suo vecchio ufficio. Due famiglie in due città diverse sono state trucidate in due successivi pleniluni, da quello che potrebbe divenire un nuovo serial killer.
È necessaria l’esperienza e soprattutto l’intuito del pur giovane Graham per trovare il bandolo della matassa e assicurare il criminale alla giustizia. Graham è titubante se accettare o meno. Sua moglie è decisamente favorevole al rifiuto.Red dragonMa, naturalmente, come nella logica del racconto cinematografico, Graham accetta e si precipita sul luogo del primo delitto di notte (perché mai di notte? Non lo sapremo mai. Forse solo per cominciare a creare un po’ di tensione gratuita).
Gradatamente, ma quasi subito, lo spettatore avrà l piacere di conoscere l‘efferato assassino, interpretato da un sempre attento e scrupoloso Ralph Fiennes. Dunque, come tutti comprenderanno bene, la suspence non è determinata dalla individuazione dell’assassino, che viene offerta al pubblico senza problemi, ma dalla difficoltà, da parte di Graham di mettere insieme le tessere del mosaico per arrivare alla sua identificazione, indizio dopo indizio, e alla sua cattura.In questo compito Graham, su indicazione del suo capo, si avvale dei consigli e dei concreti aiuti di Lecter, che però saranno inizialmente ambigui e sicuramente non disinteressati. Stare in una cella angusta si può anche stare, ma trascorrere il proprio tempo in maniera più piacevole con buoni libri e qualche confort culinario è molto meglio E si sa che Lecter non disdegna questo genere di piaceri.
Il cast veramente stellare non finisce qui. C’è anche un cronista ficcanaso che cerca di carpire le notizie di prima mano a Graham. Si tratta di Philip Seymour Hoffman, in stato veramente di grazie, in una delle sue interpretazioni che lasciano veramente il segno. E, parimenti, c’è anche la Emily Watson, in un’altra ottima performance: interpreta una ragazza cieca! Beh, una ragazza cieca in un thriller non si vedeva da un po’ di tempo, ed è sempre un ingrediente che ogni sceneggiatore vorrebbe inserire nel proprio screenplay, come uno dei personaggi chiave del giallo.
reddragon 2Dunque teoricamente non mancherebbe niente per la creazione di un nuovo capolavoro: attori eccellenti e una storia importante. Eppure, si rimane perplessi perché è come se mancasse qualcosa. Intanto la regia non sembra proprio impeccabile e capace di cogliere tutte le scintille che il testo offre e trasformarle in scene memorabili. In realtà manca un tocco personale capace di trasformare un buon thriller in un capolavoro. Non mancano nel film momenti avvincenti quanto a suspense, ma questi non possono compensare un andamento tutto sommato scontato, entro il quale non sono stati inseriti momenti avvincenti, quelli che lasciano lo spettatore incollato alla poltrona.
Per ciò che riguarda gli attori, sono quasi tutti al meglio e si vede che ce la mettono tutti. I migliori, a mio giudizio sono proprio i due che rivestono un ruolo non primario; Philip Seymour Hoffman e Emily Watson.
Qualche riserva ho per la scelta del ruolo di protagonista affidato a Edward Norton. Biondo, giovanile, abbastanza sicuro di sé: come investigatore in pensionamento, sia pure anticipato, in pochi ci crederebbero. Insomma, pur apprezzando moltissimo Norton, come uno dei miei attori preferiti, penso che non sia proprio il suo ruolo.Per fortuna a giganteggiare ci sono, da un lato, Anthony Hopkins, e dall’altro il tormentato Ralph Fiennes, grande professionista dello schermo.Un buon film, che lascia però l’amaro in bocca come di fronte ad un’occasione perduta.

2 risposte a "“Red dragon” (Usa 2002) di Brett Ratner"

  1. Questo film non può competere con la bellezza di Manhunter e Il Silenzio degli innocenti. E’ incredibile come siano riusciti a mancare il bersaglio nonostante avessero una base molto solida. Comunque sia abbiamo avuto quelle du eottime trasposizioni che ancora oggi riescono a incantare e a tenere in tensione.

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