“Ready Player One” e “Nirvana”, mondi simili e contrari

(photo courtesy of imdb.com)

(nicola raffaetà) Dopo molto tempo dalla sua uscita, qualche sera fa finalmente mi sono proiettato Ready Player One, l’ultimo film di fantascienza di Steven Spielberg.
La storia è semplice, in un mondo alla deriva, dove la povertà è padrona del mondo, gli esseri umani si rifugiano in un mondo virtuale di nome Oasis, per fuggire dal grigiore di quel mondo reale dove i più ricchi hanno schiacciato la classe media ormai ridotta a vivere in catapecchie, in cui le multinazionali sono padrone supreme.
Il film è molto bello, Spielberg è un maestro del cinema, non c’è ombra di dubbio, e i fantamiliardi di Hollywood hanno dato la possibilità di realizzare un film in cui la grafica computer e gli effetti speciali digitali ne fanno da padroni, dando l’ennesima possibilità di sfondare ogni immaginario, cosa a cui Spielberg ci ha abituati negli ultimi 50 anni, partendo da Lo Squalo, passando per Incontri ravvicinati del terzo tipo, ET l’extraterrestre, Indiana Jones, e il rivoluzionario Jurassik park, ovviamente ho citato alcuni capitoli della sua filmografia fantascientifica o di avventura strettamente legata agli effetti speciali.
Insomma un buon film, bellissimo a vedersi, divertente, ma con una forte pecca, il messaggio finale e globale del film. Alla fine dei conti, dopo che i protagonisti vincono la gara con un lieto fine tipicamente spielberghiano, il messaggio che ci comunica è molto pessimista, quasi a volerci abituare a quello che è e sempre più sarà il mondo in cui viviamo, ed è il seguente: cara umanità , il mondo va sempre peggio, siete poveri, disoccupati, ormai senza più sogni “reali” da seguire, senza ambizioni personali e sociali, arresi a questa realtà di povertà e schiavitù, ma noi, uomini superiori, vi doniamo questa grande fanta realtà, Oasis, il mondo virtuale dove tutto potrete realizzare, divertirvi, sperare, vi lasciamo liberi di assaggiare la vera e povera realtà due volte alla settimana, tenendo Oasis chiuso, perché è saggio che viviate anche un pò di vita reale, anche se grigia e brutta, per voi, perché per noi, che comandiamo, non è così. Amate la vostra prigione, amate le vostre catene!
Insomma, il finale mette l’umanità in prigione, l’unico lieto fine è per chi si è arricchito o è ricco, e che può decidere cosa fare della povera gente, tenendola incatenata in questa moderna caverna di Platone dal nome Oasis.

Prima di concludere voglio fare un paragone con un altro film in cui al centro della storia si trova ancora una volta il mondo virtuale di un videogame, l’italiano Nirvana, un bellissimo film di fantascienza diretto dal grande regista Gabriele Salvatores. In questo film, il protagonista del videogame, interpretato da Diego Abatantuono, prende coscienza e si rende conto di vivere una vita fasulla all’interno di un videogame, fatta di ripetizioni su ripetizioni, di morti e rinascite, su illusioni visive e sonore, ancora una volta il videogame è una caverna di Platone, dove tutto è illusione, alla quale il protagonista si ribella e insieme al suo ideatore/Dio, interpretato dal bravissimo Christopher Lambert, riesce a spezzare le sue catene, liberandosi attraverso la sua morte strettamente legata a doppio filo con la distruzione del software Nirvana, lottando nel mondo reale ancora una volta contro potentati finanziari e multinazionali che pensano solo al profitto e alla schiavitù dell’umanità.
Il messaggio di Nirvana è l’opposto di Ready Player One, umanità svegliati, questo non è il mondo reale, la speranza è nei nostri cuori, non nella ripetività meccanica di gesti e pensieri, non nell’illusione di un mondo artificiale, ed è proprio un personaggio artificiale protagonista di un videogame a dircelo, a insegnarcelo e a farci da esempio, convincendo il suo stesso Creatore ad aiutarlo a liberarsi dalle proprie catene.
Un film unico e imperdibile.