“Magic Mike” (Usa 2012) di Steven Soderbergh

(photos courtesy of imdb.com)

(marino demata)   Steven Soderbergh realizza Magic Mike nel 2012, alcuni mesi prima di Effetti Collaterali e quindi della decisione di interrompere la carriera di resista di film. Decisione, per sua e nostra fortuna rivista dopo meno di quattro anni, occupati con lavori televisivi non proprio all’altezza, con il ritorno al suo cinema col brillante Logan Lucky del 2017.
Soderbergh ama utilizzare spesso, ciclicamente, i medesimi attori nei suoi film. E’ successo in passato con George Clooney, Matt Damon, Brad Pitt ed altri. Più recentemente ha impiegato spesso Jude Law e Channing Tatum. Con quest’ultimo sembro aver instaurato uno speciale sodalizio, visto la biografia dell’attore, e in particolare le sue esperienze giovanili di spogliarellista, lo hanno ispirato per il film Magic Mike, nel quale l’attore oltre che essere il protagonista, è anche uno dei produttori.
Il film si svolge a Tampa, una cittadina sulla costa ovest della Florida, col suo sole e le sue spiagge e con i suoi locali da divertimenti serali e notturni. Mike insegue il suo “sogno americano”: ha la passione per i mobili raffinati e di un certo livello e sogna di aprire un’impresa capace di affrontare il mercato e nella quale poter imprimere la propria impronta creativa. Per realizzare tale sogno ha bisogno di capitali e quindi si presta a qualsiasi lavoro che gli faccia guadagnare qualcosa. Anche fare il muratore va bene, anche se la paga, a nero, è abbastanza risicata. Mike ha la vita davanti a sé e pensa a conservare i suoi guadagni, ricchi o poveri che siano per raggiungere una cifra da poter offrire come garanzia ad una banca per avere il finanziamento decisivo.
Mentre lavora alla edificazione dei tetti di una palazzina, conosce il più giovane Adam (Alex Pettyfer) e nasce subito una buona intesa. I due si rivedono la sera in un locale, Mike invita a Alex a seguirlo in un altro locale dove lui svolge il suo lavoro notturno. Si tratta di un locale di spogliarello maschile con un pubblico essenzialmente di ragazze e donne entusiaste e urlanti. Lo spettacolo è diretto e presentato da Dallas (Matthew McConaughey), entusiasta e innamorato del suo lavoro, che, prima dell’inizio ricorda al pubblico femminile le regole: quando chi si spoglia resta in perizoma e i contatti entusiasti delle donne saranno più ravvicinati, non sarà possibile toccare alcune parti del corpo degli spogliarellisti. Lo spettacolo ha inizio ed è fatto anche di balli molto ben orchestrati. Il pubblico del film apprezzare sicuramente la notevole professionalità dei ballerini/spogliarellisti, che fa capire che ci troviamo di fronte ad uno spettacolo e ad u locale di buon livello e non a robaccia di infimo ordine,  come succede in questo tipo di locali. D’altra parte, non a caso le coreografie sono curate da Alison Faulk, che solitamente cura anche le esibizioni nei tour di Madonna.

Come spesso succede, la vita è fatta di occasioni, e il caso vuole che uno dei punti di forza dello spettacolo quella sera abbia un malore che gli impedisce di esibirsi. Non sapendo come risolvere il problema, Dallas si rivolge a Mike (che nello spettacolo è Magic Mike) per trovare una soluzione. Presto fatto: buttare nella mischia il nuovo amico conosciuto solo poche ore prima sul cantiere, Adam, che, riluttante e senza costumi adeguati no riesce a spogliarsi della sua timidezza, che viene scambiata dal pubblico come un gradevole finzione. La cosa funziona e Adam viene così scritturato e instradato, con sessioni di prova defaticanti, all’arte dello spogliarello maschile, che lo entusiasma perché gli porta donne e soldi facili.
Il film, pur riservandoci successivamente risvolti drammatici, non perde mai la sua carica umoristica tipica di Soderbergh, sempre attento a non uscire fuori dai binari che vuole in gemere imprimere alle sue opere. E, al fine di attutire tali risvolti, innesta, nella trama principale, una sottotrama costituita da una love story, travagliata e di complicato decollo tra Magic Mike e la sorella di Adam (Cody Horn), che non gradisce il tipo di lavoro nel quale ha portato suo fratello e le connesse implicazioni.
Il film dimostra ancora una volta la versatilità di Soderbegh, capace di passare con disinvoltura da un genere a l’altro , da un tipo di film all’altro. E continua anche a dilettarsi con le sue passioni personali, in questo caso la fotografia. E’ proprio lui il responsabile della fotografia di questo film, col pseudonimo di Peter Andrews: questo gli dà l’occasione per qualche toco di classe, come a lui sono sempre piaciuti fin dagli esordi, come alcune inquadrature arditamente sbilenche o l’uso di filtri, per dare intonazione sul giallo ad alcune situazioni particolari specialmente nelle scene girate nel locale (chi non ricorda i famosi filtri verdi utilizzati fino all’eccesso in Underneath / Torbide ossessioni (Usa 1995?)
Altra particolarità del film è che offre allo spettatore due storie parallele dei due personaggi principali, quella di Mike, che ha il suo progetto da realizzare e per i quale tutti i suoi sforzi sono tesi a questo obiettivo, e quella di Adam, giovane scapestrato, a caccia di avventure, donne e denaro facile. Mike gli farà, per un periodo, da attento tutore, per impedire che si metta troppo nei guai, anche per gli impegni preso con la preoccupata sorella Brooke.
Ma, al di là dei due brillanti protagonisti, forse la migliore di tutti è la prova di Matthew McConaughey, il direttore e l’anima dello spettacolo di spogliarello. E’ una prova di grande brillantezza e professionalità che viene dopo un periodo di non felici esibizioni dell’attore, che qui invece mostra di nuovo la sua stoffa e la sua capacità di costruire un personaggio non facile, che potrebbe prestarsi a momenti anche grotteschi. Questi sono tenuti lontano attraverso una prova veramente maiuscola.

Il parere di Donatella Gottardi:
Divertente film con alcuni momenti anche drammatici, un film che nel 2012 fu anche innovativo causa il tema trattato senza scadere nel volgare. Ottima critica cinematografica con occhio da direttore della fotografia.