“Silver Linings Playbook” / “Il lato positivo” di David O. Russell

Due anime in lite con la vita

(marino demata) Tratto dal romanzo di Matthew Quick, Silver linings Playbook è la storia di due esseri spigolosi e pieni di problemi nei confronti  della vita e di se stessi. Lui, Pat (Bradley Cooper), ha perso in un solo colpo la casa, il lavoro e la moglie. Certo trovare inaspettatamente la persona che si ama sotto la doccia in compagnia del suo amante è un colpo duro da digerire.  Le sue reazioni vementi gli sono costate il soggiorno di otto mesi in una struttura di accoglienza per malati di mente. Diagnosi: bipolarismo! Terminato il triste periodo, sarebbe costretto dalla legge ad una serie di restrizioni: trascorrere il tempo a casa, col padre e la madre, evitare ogni spostamento, e soprattutto non contattare la moglie, che, con la sua denuncia, è stata la causa della detenzione. La madre Dolotes (Jacki Weaver), che va a prelevarlo dopo gli otto mesi all’insaputa del marito, si rivelerà ben presto l’unico membro della famiglia (e uno dei pochi del film) pienamente in possesso delle proprie facoltà mentali. Il padre, Pat Sr. (Robert De Niro) stupisce a rivedere il figlio, ma immediatamente ne coglie gli aspetti positivi, perché è, come lui, un tifoso dei Philadelphia Eagles e soprattutto potrà partecipare ai suoi rituali propiziatori, senza i quali, a suo dire, la squadra del cuore non vincerebbe mai. Il tifo di Pat Senior è sfegatato e viscerale ricco di superstizioni di ogni genere. Non per questo, però De Niro scivola sul grottesco, come è purtroppo successo in alcune commedie dove il suo talento è stato utilizzato in modi che istigherebbero a consultare il… codice penale per denunziare i registi. Al contrario, la sua interpretazione misurata, e, tra l’altro, premiata con una candidatura all’Oscar, è con ogni probabilità fra le cose migliori che questo film riesca ad offrire.
Quando Pat jr viene invitato a pranzo da una vecchia amica, incontra Tiffany (Jennifer Lawrence), una ragazza a sua volta con molti problemi mentali e di adattamento.  Tiffany, dopo la morte del marito, ha scelto di vivere intensamente, scegliendo il sesso come arma di rivincita verso la vita. I due, dopo una serie di discussioni, manifestano reciprocamente la diversità dei loro obiettivi. Tiffany vorrebbe subito fare sesso con Pat, ma questi ha il desiderio di fare pace con la moglie e riprendersi la sua vita precedente. Finché non si crea un legame fra i due con una sorta di patto: Tiffany aiuterà Pat jr. a riappacificarsi con la moglie, ma chiederà in cambio qualcosa di molto importante, di averlo come partner per la gara di ballo.

Voglio sinceramente affermare che, avendo letto molte recensioni di critici americani di primo piano, ed essendo stato convinto dalle loro entusiastiche affermazioni a veder il film, sono rimasto molto deluso e incredulo per il numero delle nomination agli Oscar.  Certo devo ammettere che la commedia romantica non è propriamente un gemere capace di farmi impazzire. E però va anche detto che ci sono commedie romantiche, nel cinema americano, di ben diverso spessore.  Francamente a me sembra un film inspiegabilmente sopravvalutato, rispetto ad altri film che, certamente, avrebbero meritato maggiore considerazione. C’è un elemento su tutti che non mi fa amare questo film: dopo un quarto d’ora uno spettatore medio ha la possibilità di capire dove il tutto andrà a parare e come si concluderà la storia narrata: con una prevedibilissima happy end alla vecchia maniera hollywoodiana. Nello svolgimento dei restanti novanta minuti, a parte alcuni aspetti positivi o rimarchevoli, di cui parleremo subito, non usciamo purtroppo da un clima da commediola. C’è, tra l’altro, una sorta di cesura tra la prima parte del film e la seconda, dove il regista, David O. Russell, sembra essersi all’improvviso dimenticato del bipolarismo del suo protagonista, che, miracolo dell’amore (??), sembra improvvisamente guarito al 100%, e il film assume un andamento decisamente convenzionale, quando si avvia verso l’approdo al quale tutti si aspettano che arrivi: come nelle gite organizzate, nelle quali non puoi aspettarti di arrivare ad altra meta che a quella programmata.
La parte migliore del film è decisamente la prima, allorché Pat jr mette in mostra il suo bipolarismo, grazie alla recitazione scattante e frenetica di Chris Cooper, e Pat sr sfoggia il suo simpatico campionario di superstizioni per garantire la vittoria dei Philadelphia Eagles. Ci sono in questa parte del film sprazzi di buon umorismo, tra i quali spicca su tutti la scena fuori dello stadio prima della partita, dove Pat jr. incontra il suo dottore, che lo ha tenuto in cura per otto mesi. Il medico di malattie mentali ha il volto completamente dipinto dei colori dei Philadelphia Eagles. Pat jr. vorrebbe scusarsi per aver lasciato la casa dove la legge lo obbligherebbe a soggiornare, ma il dottore lo abbraccia ridendo. Ovvero: il tifo unisce oltre ogni legge!
Un discorso a parte merita Jennifer Lawrence, che qui si consacra attrice di grande talento, capace di utilizzare più che la sua innegabile bellezza, la sua simpatia e la sua verve: tutte doti che hanno portato all’unico meritato Oscar per questa commedia.

Il parere di Donatella Gottardi:
8 Nominations a questo ironico, drammatico e commovente film. Un incontro non di sesso, ma di sentimento tra due anime disorientate. Pat, bipolare, e Tiffany, sensuale, depressa,  ma che si getta via con uomini anonimi. Al ritmo della coinvolgente musica della gara di ballo a cui partecipano, tra alberi di Natale ed applausi, nasce un sentimento. La vittoria della gara di ballo…e quella delle loro vite.