JFK(Usa 1991) di Oliver Stone

Il grande film sull’omicidio Kennedy

(nicola raffaetà) JFK, film del 1991 diretto da Oliver Stone, è forse il film più bello del regista americano, nonché probabilmente il mio preferito. Da bambino l’ho visto e rivisto più volte, e lunedì sera, dopo molto tempo, ho visto per la prima volta la versione integrale, che, anche se alla fine dei conti, non è moltissimo materiale in più, permette di capire molto più chiaramente perché il procuratore distrettuale di New Orleans Jim Garrison, interpretato da un grande Kevin Costner in ottima forma, alla fine non riesce a vincere il processo contro Clay Show/Bertrand (Tommy Lee Jones), implicato nel complotto dell’omicidio Kennedy. Tuttavia, Garrison (di cui ho letto anche il libro riguardante le indagini), è l’unico che è riuscito a portare in una sala di tribunale l’omicidio del Presidente americano.
JFK è il miglior film del suo genere, non ha rivali al mondo, un film storico che costruisce, anzi ricostruisce la verità dell’omicidio Kennedy, di cui ancora non sono stati rivelati i veri colpevoli, anche se il film, che ripeto si basa sulle indagini di Garrison e su un processo veramente avvenuto, ci spiattella di fronte una verità più che evidente: il Presidente degli Stati Uniti d’America John Fitzgerald Kennedy è stato vittima di un complotto del Deep State americano, di buona parte del Congresso, Democratici e Repubblicani, di Lobby di potere legate al mondo del petrolio e soprattutto della produzione e vendita delle armi, di parte del Pentagono, in combutta con la Mafia, cubani esiliati e via dicendo. Kennedy era troppo scomodo, aveva rinunciato all’invasione di Cuba per evitare una guerra nucleare, stava rinunciando alla guerra in Vietnam e stava smantellando la Cia, quindi l’hanno fatto fuori.
JFK racconta la storia del primo e forse più grande complotto dal secondo dopo guerra, la storia di un colpo di stato avvenuto in pieno giorno a Dallas, con il futuro Presidente Lyndon Johnson in attesa dietro le quinte di prendere il posto di Kennedy, ripristinare, se non peggiorare, l’ordine costituito e scatenare l’inferno vietnamita.
Forse agli occhi di alcuni risulterà un film complottista, e molto probabilmente oggi non sarebbe possibile produrre un film del genere, visto l’ostracismo di fronte alla verità e al regime del pensiero unico. Infatti, Oliver Stone ha infinite difficoltà a trovare produttori e produzioni per i suoi film, regista da sempre scomodo, in passato le sue opere venivano prodotte, c’era più aria di libertà, oggi è impensabile, infatti negli ultimi anni ha realizzato soprattutto documentari.
“Negli States è sempre più difficile avere finanziamenti: si fanno molti film ma pochi mostrano un punto di vista. Mentre io sono uno spirito critico.”

“Obama mi ha deluso: alla fine ha ingannato un sacco di gente, creando attese che non ha mantenuto.””E’ il sistema che conta e alla fine crea il personaggio: gli uomini vanno e vengono, Obama, Bush, Trump…”Queste sono dichiarazione rilasciate ad Arezzo il 10 luglio 2019 quando il regista era in tour per l’Italia.Insomma, anche per un gigante come Oliver Stone, regista di pietre miliari e film d’autore e di denuncia come KFK, Salvador, Platoon, Nato il 4 Luglio, The Doors… nella società attuale è dura esprimersi liberamente; visti i precedenti, potrebbe essere considerato complottista, cosa in cui non ci trovo niente di male, soprattutto perché non crea complotti, ma li rivela, come in JFK.
Oltre l’aspetto esplicitamente politico del film, ovviamente ci troviamo di fronte ad un’opera eccezionale, in cui fotografia e regia sono impeccabili, la sceneggiatura di ferro non si perde né confonde, ma soprattutto con un montaggio eccezionale, ben ponderato con un ritmo incalzante che tiene incollati alla poltrona senza mai staccarsi per più di tre ore, con un minuzioso lavoro di collage, tra immagini finte e reportage d’epoca reali, che svela ogni piccolo dettaglio che conduce all’enormità del complotto che pose fine alla vita di Kennedy, che sconvolse e cambiò definitivamente il mondo. Grazie a JFK la pellicola di Zapruder, un ignoto signore presente alla parata del Presidente, filma ogni istante compreso il colpo di fucile che fece letteralmente scoppiare la testa di Kennedy; grazie a questo filmato, si capisce definitivamente che ci furono più colpi sparati rispetto ai tre che avrebbe sparato Lee Harvey Oswald, interpretato da un giovane Gary Oldman, oltre ovviamente ad essere confermato anche da più testimoni, molti dei quali faranno una brutta fine.
Infine, ci troviamo di fronte ad un cast stellare, oltre ai già citati Kevin Costner, Tommy Lee Jones, Gary Oldman, abbiamo: Kevin Bacon, Jack Lemmon, Donald Sutherland, Sissy Spacek, Walter Matthau, John Candy, Tomas Milian, Joe Pesci, Vincent D’Onofrio, Michael Rooker, Jay O. Sanders e Wayne Knight.
Il film nel 1992 ha ricevuto 8 nomination agli Oscar vincendone 2, miglior fotografia (Robert Richardson) e miglior montaggio (Joe Hutshing e Pietro Scalia); 4 nomination ai Golden Globe vincendo miglior regia; e moltissimi altri premi in tutto il mondo, oltre ad aver incassato nelle prime 12 settimane di programmazione 68,3 milioni di dollari e 30,9 milioni solo nel primo weekend.

*Film di Oliver Stone già recensiti in questo Blog:
Snowden (2006): https://wp.me/p3zdK0-1Ps