“Ocean’s eleven” (Usa 2001) di Steven Soderbergh -Trailer e recensione

La precisione scientifica di un grande colpo

(marino demata) Anno 2001. Sei anni dopo il film di Martin Scorsese, Casino, il cinema, a torna a Las Vegas, la città più incredibile e kitsch che io abbia mai visto. E vi ritorna con un regista veramente in gamba, quel Steven Sodebergh che nel 2001 aveva già dato alla luce una serie di film molto belli, a partire dal Palma d’Oro Sesso, bugie e videotape – un esordio col botto! – a Out of sight, inizio del sodalizio con George Clooney, passando per l’Oscar come miglior regista per Traffic, per citare solo qualcuna delle sue perle, alle quali seguiranno molte altre.
E per segnalare al pubblico lo stile di film al quale assisterà, bastano le battute della prima scena, nella quale vediamo un ingrigito e malmesso Mr. Denny  Ocean (George Clooney) con la sua casacca da incarcerato, nell spoglia sala di una prigione, alle prese con una intervista di routine da parte di una coppia di impiegati dell’istituto, di cui ascoltiamo solo le voci fuori campo. Gli chiedono se per caso abbia intenzione di violare di nuovo la legge, visto che “lei è stato implicato in ben 12 casi, anche se è stato giudicato e condannato solo per uno di questi. C’è un motivo particolare per il quale ciò è accaduto?”. La risposta è pronta e spiritosa: “Mia moglie mi aveva lasciato, ero sconvolto…” E se sarà rilasciato, sarà possibile che ricada in una spirale simile?” “Mia moglie mi ha già lasciato, non penso che lo farebbe ancora”.
Ma  lo spettatore, che assiste a questo serafico colloquio teso ad ottenere la libertà condizionale dopo quattro anni di galera, si chiede immediatamente. “Quale è il colpo che avrà studiato negli ultimi anni?” Perché sa benissimo che un ladro, quando esce di prigione, tenta di mettere in esecuzione il colpo al quale ha pensato quando era lì.
E questa volta Mr. Ocean ha pensato in grande: svaligiare non uno ma ben tre casinò di Las Vegas, i cui soldi finiscono tutti nello stesso caveau. I tre casinò esistono realmente e sono il Bellagio, Mirage e Mgm Grand. Il caveau comune e quello del Bellagio, una sorta di roccaforte elettronica inespugnabile, una sfida senza precedenti.
 Veramente, cinematograficamente parlando, un precedente c’è. ed è il film Colpo grosso del 1960 (tiolo originale appunto Ocean 11) di cui Ocean’s eleven è il remake: un film con Frank Sinatra, Dean Martin e Sammy Davis Jr. Non male come cast e come film, ma, ovviamente nulla a che vedere con i mezzi e col cast che riesce a mettere su Soderbergh, grazie anche agli ottimi rapporti personali che riesce a stringere con gli attori dei suoi film, che si lasciano da lui facilmente convincere a girare ancora. Solo facendole va su queste doti personali si riescono a mettere insieme in un solo film un cast composto da George Clooney, Brad Pitt, Matt Damon, Julia Roberts, Andy Garcia e Casey Affleck,  e molti altri, tra i quali i quasi intramontabili Elliot Gould e Carl Reiner, finito, purtroppo solo pochi giorni fa.
Per un colpo come quello concepito da Denny Ocean c’è bisogno di una squadra affidabile e soprattutto tecnicamente ineccepibile. E questa parte de progetto viene egregiamente  compiuta attraverso una minuziosa ricerca delle persone adatte e soprattutto una serie di prove e contro prove che serviranno ad aggirare un sistema di sorveglianze elettroniche e fisiche sofisticatissimo. A complicare le cose, su precisa scelta dello stesso Ocean, la sua ex moglie (Julia Roberts) è diventata la donna del proprietario dei casinò, Mr. Benedict (Andy Garcia). Il colpo, dunque, sarebbe duplice: prendere i soldi e riprendersi la moglie. Sembra  così che  la scelta del casinò da svaligiare non sia affatto casuale.

Il film ha una sua brillantezza  e scioltezza, frutto dell’ottima sceneggiatura, a cui ha dato il suo contributo anche lo sceneggiatore di Colpo grosso, George Clayton Johnson (Soderbergh non dimentica proprio nulla!). Una sceneggiatura che strizza l’occhio al pubblico, ricca di verve e di battute, tutte sull’onda della prima scena con l’intervista in carcere per Ocean. Il film si mantiene su quei livelli, ma va progressivamente arricchendosi con innumerevoli trovate tecnologiche a supporto del piano degli undici, e con infinite battute che suscitano sorrisi compiaciuti per chi, come lo spettatore, tifa sempre, nei gangster movie, da qualche tempo a questa parte, per il successo dei gangster. Sorrisi che fanno da contrappunto a momenti di azione e di tensione che tengono lo spettatore attaccato, come si suole dire, alla poltrona.
Il colpo più sicuro, comunque, è quello messo a segno da Soderbergh e dai suoi quasi indipendenti produttori. Le cifre parlano chiaro: il film è costato 85 milioni di dollari e ne ha incassati 450 milioni. Un vero e proprio colpo grosso che convincerà poi Soderbergh e i suoi amici attori a fare di questo film solo la prima tappa di una fortunata trilogia.
Esplicitiamo, per i pochissimi che non lo avessero compreso, che il nostro giudizio su questo film è più che positivo, perché ci sono tutti gli ingredienti che lo rendono tale: un grande regista che ci sa fare con gli attori, un cast veramente super, compreso un cinese acrobata, utilissimo per portare avanti il colpo, una sceneggiatura di ferro, e  tutti i particolari ben studiati. Vogliamo fare questa sottolineatura perché il film è stato giudicato, quando è uscito, ma anche successivamente, con molta sufficienza e, come si potrebbe dire, con la puzza al naso, dalla critica americana, o almeno una parte di essa. Evidentemente si tratta di quella parte di critica che giudicava Hitchcock (mai molto amato in patria) un semplice buon regista di “gialli”. Certo fa specie leggere da uno dei maggiori critici americani, il compianto Roger Ebert, il che il film “non mi ha scosso e non ero molto coinvolto. Mi piace considerarlo come un esercizio. Ma è tempo che Soderberg torni al lavoro…

I film di Steven Soderbergh recensiti su Rive Gauche – Film e critica:
Sesso, bugie e videotape (1989): https://wp.me/p3zdK0-22l
Piccolo, grande Aaron (1993) https://wp.me/p3zdK0-4gq
Torbide ossessioni (1995): https://wp.me/p3zdK0-4a7
Ocean’s eleven (2001): https://wp.me/p3zdK0-4iw
Contagion (2011): https://wp.me/p3zdK0-42q
Magic Mike (2012): https://wp.me/p3zdK0-4dy
Effetti collaterali (2013): https://wp.me/p3zdK0-45i
La truffa dei Logan (2017): https://wp.me/p3zdK0-47r
Unsane (2018): https://wp.me/p3zdK0-467
High flying bird (2019): https://wp.me/p3zdK0-4i1
Panama papers (2019): https://wp.me/p3zdK0-41N

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