Stanley Kubrick. Sai cosa sono i K. A.?

Meglio di una miniera d’oro

(marino demata) Da pochi giorni si è chiusa a New York, al MOMI (Museum of the Moving Images), dopo esattamente sei mesi dalla sua inaugurazione, “Stanley Kubrick. The Exhibition”. Malgrado il pesante fardello del Covid-19, che proprio a New York, soprattutto nella prima fase, ha mietuto migliaia di vittime, e malgrado quindi le preoccupazioni che hanno attanagliato gran parte dei cittadini, l’esibizione sulle opere e sul pensiero di Kubrick non poteva passare inosservato. Rispetto alla versione londinese della mostra, che ho avuto la fortuna di visitare il 31 agosto del 2019 al Design Museum di Holland Park a Kensington, l’esibizione di New York ha dedicato molto più spazio a 2001: Odissea nello spazio, uno dei film di Kubrick che in America ha ottenuto maggiore successo ed interesse di critica e pubblico. Tanto che gli organizzatori dell’Esposizione hanno pensato ad un biglietto combinato che includeva l’intera Exhibition e la proiezione del film (o, in alternativa, anche un altro film del regista su prenotazione).
Allorché ho parlato con i miei lettori della versione Londinese dell’Exhibition, non ho potuto fare a meno di citare quella che, a mio giudizio, è stata l’ossatura della mostra, e cioè i K.A. Dietro questa strana sigla si celano  i Kubrick Archives: “decine di migliaia di scritti foto, reperti, abiti, oggetti più svariati, bauli ricchi di materiale che la moglie del regista, Christiane Harlan, ha affidato all’ Art University of London (AUL).” (1)
Rispetto agli Archives, l’Exhibition, quella di Londra, o quella più recente a New York, o anche le edizioni precedenti tenutesi in varie città del mondo, costituisce una raccolta, certamente ampia e significativa, del materiale più celebre, più appariscente e più capace di appassionare i visitatori. I quali possono riconoscere scene dei film più celebrati, citazioni famose inserite in appositi pannelli, gli oggetti più utilizzati o più amati dal regista.
Ma, per quanto ampi e interessanti siano i saloni dell’Exhibition, essi contengono una minima parte dei celebri K. A. Non potrei azzardare una percentuale, ma un itinerario all’interno dell’Art University of London (AUL), ove è custodito l’intero materiale,  potrebbe dare un’idea della differenza quantitativa rispetto all’Exhibition.
Da qualche tempo però non è più necessario percorrere i depositi dell’Art University of London, perché ci è stata offerta ormai la fortuna di avere una buona parte del materiale a portata di click (a parte naturalmente tutti film sempre disponibili su varie piattaforme streaming o in DVD o Blue Ray). Mi riferisco ai K. A online, o, se preferite, gli A.K., cioè gli Archivi Kubrick in versione italiana per la comodità di chi ha piè debole dimestichezza con la lingua inglese.
Ed allora lì, davanti allo schermo del nostro Computer, può iniziare un nuovo, magico viaggio nella mente del grande regista, seguendolo attraverso le sue parole e quelle dei tanti che hanno parlato di lui e dei suoi film.
Inizia un gioco di scatole cinesi, nel quale puoi partire da un qualsiasi punto, e, attraverso vari rimandi e collegamenti, puoi arrivare dove vuoi, passando attraverso piacevoli sorprese, incontri illuminanti, interviste shock del regista, e tante, tante foto. A partire naturalmente da quelle scattate dal giovane Stan Kubrick (come a volte si faceva chiamare) per la rivista Look presso la quale ha lavorato, a quelle che lo ritraggono al lavoro, sul set dei suoi film, o quelle, meno numerose, che lo ritraggono nella sua vita privata.
La cosa migliore però non è navigare a vista e senza meta, che può essere inizialmente un gioco piacevole, ma è quella di utilizzare il K. A. fissando degli obiettivi. Se ad esempio vuoi trovare la storia di come nasce un determinato film di Kubrick, allora puoi trovare le sue idee in merito al film, il pensiero dei suoi collaboratori, e poi le sue interviste. Per non parlare degli aneddoti e delle curiosità veramente senza fine.

Facciamo soltanto un esempio. Il 10 marzo 1999, cioè tre giorni dopo la morte del Maestro, il Corriere della sera ha pubblicato un bel ricordo del regista scritto di getto da Jack Nicholson, assolutamente non convenzionale. Attraverso le parole dell’attore noi comprendiamo l’humor di Kubrick, che, unito all’affetto che lo legava ai suoi attori preferiti, gli consentiva di scherzare con lui, dicendo però, sotto le sembianze del gioco, cose serie che effettivamente pensava. Kubrick, dice Nicholson, “Era giocoso, anche quando era arrabbiato. È vero, però, che ti costruiva intorno una tela di ragno e che voleva il possesso dei suoi attori durante la lavorazione.” E, a proposito di The Shining, Nicholson ricorda le sue parole testuali: “Rideva e mi bisbigliava: Tu hai avuto una infanzia infelice, ecco perché ti ho scelto. Ma ti ho scritturato perché sei un uomo apparentemente felice.” E poi, sul problema della meticolosa costruzione del personaggio di Torrance Kubrick sapeva essere assillante verso Ncholson. “Mi diverte molto l’idea che, proprio tu, dovrai fingere di essere paranoico.” E mi diede un suggerimento che non ho mai dimenticato: “Dovrai avere sempre gli occhi sbarrati per il tuo Torrance: pensa alla fotografia dell’arresto di Charles Manson dopo la strage di Sharon Tate.” Ogni giorno mi arrivavano le pagine scritte da Kubrick sulle scene da girare e c’era sempre, a margine, il nome di Manson.”
Ma vediamo più da vicino il meccanismo dei K.A. online. Partiamo naturalmente dalla Home page, prendendo la versione in italiano (c’è qualche materiale in meno perché non ancora tradotto, ma va comunque benone). Il tiolo naturalmente è “Archivio Kubrick (AK): “L’ARCHIVIO DEFINITIVO SU STANLEY KUBRICK. DOCUMENTI TESTUALI, AUDIO E VIDEO.” La pagina è suddivisa in sei capitoli, ciascuno dei quali rinvia a decine e decine di sotto-capitoli. I sei capitoli sono:
– Chi era Stanley Kubrick (La vita del regista, gli eventi cinematografici e familiari)
– I cortometraggi e i film (Tutto sui suoi film)
– Le idee sul cinema (oltre 200 interviste rilasciate da Kubrick)
– Il rapporto con i critici (Le recensioni cronologicamente ordinate)
– Cosa dicono di Kubrick (testimonianze dei familiari e di chi ha collaborato con lui)
– Per saperne di più (Libri da leggere su Kubrick).
Su ognuno di questi sei capitoli si potrebbero scrivere trattati. Per me, che amo moltissimo il tema “come si è arrivati a fare quel film? attraverso quali passaggi e traversie?” si tratta di una miniera d’oro. Ogni curiosità può essere soddisfatta, visto che sono convinto che la storia di come nasce un determinato film è spesso più interessante del film stesso, e, a sua volta, potrebbe essere il soggetto di un ottimo film. Gli A. K. ti mettono in grado di dare una risposta a queste curiosità e magari di scrivere una sceneggiatura su come è nato un determinato film. Cinema e/o metacinema?
(1) da Marino Demata: “Stanley Kubrick: The Exhibition: a Londra un viaggio nella mente del regista”. In “Diari di cineclub” n. 76 – Ottobre 2019 – pagg. 16-18

Rive Gauche – Film e critica su Stanley Kubrick:
Orizzonti di gloria (1957): https://wp.me/p3zdK0-Rp
Paths of glory (1957): https://wp.me/p3zdK0-Rp
Burning secret, Napoleon e A.I.: https://wp.me/p3zdK0-3No
Stanley Kubrick & 2001: https://wp.me/p3zdK0-1J3
Lipsia, Napoleone e Kubrick (2013): https://wp.me/p3zdK0-4i
The shining (1980): https://wp.me/p3zdK0-4i
Kubrick. Sai cosa sono i K.A.? (2020): https://wp.me/p3zdK0-4jz

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