“Paura e desiderio” (Usa 1953) di Stanley Kubrick

Primo film di Kubrick riscoperto nel 2008

(marino demata) “C’è una guerra in questa foresta, non una guerra che è stata combattuta o una che lo sarà, semplicemente una guerra. E i nemici da combattere qui non esistono, a meno che non li inventiamo noi. Questa foresta e tutto ciò che sta avvenendo sono fuori dalla storia. Sono le forme monotone della paura, del dubbio e della morte, ad essere del nostro mondo. Questi soldati che vedete parlano la nostra lingua e usano il nostro tempo, ma non hanno una patria se non nella loro mente.”
Queste parole fuori campo aprono la carriera cinematografica di Stanley Kubrick. Siamo nel 1953 e il giovane venticinquenne vede proiettare il suo primo lungometraggio, Fear and desire / Paura e desiderio, realizzato con un budget bassissimo, al Guild Theatre, grazie alla distribuzione di Joseph Burstyn. Le recensioni, a partire dall’autorevolissimo New York Times, sono buone e questo consente al debuttante regista di ottenere nuovi finanziamenti. Ma prima ancora della premiere, come sappiamo dai documentatissimi Kubrick Archives, il regista è stato intervistato, sempre per il NYT, da Irene Thirer, che gli chiede come sia iniziata la sua carriera. Kubrick le risponde riandando alla sua passione per la fotografia:
“Sono sempre stato un maniaco della fotografia fin da piccolo. Al liceo Taft, nel Bronx, ho venduto cinque servizi fotografici a Look. Ho frequentato il City College per un anno, continuando a lavorare come free-lance per Look…” Insomma, è la storia di un giovanotto con tante idee e con la macchina fotografica di cui aveva parlato Thomas M. Pryor in un articolo molto lusinghiero sempre sul New York Times, nel 1951.
Poi Kubrick lascia la rivista per tentare la strada del cinema, “col mio buon amico Dick de Rochemont che ha messo insieme un po’ di soldi per sostenere il mio primo cortometraggio, The Day of the Fight, distribuito dalla RKO. Un affare che mi ha fruttato esattamente 50 dollari.” Tuttavia, le cose sono andate molto meglio col secondo cortometraggio, che gli ha fornito una parte delle risorse per Fear and desire.
La voce fuori campo, che apre il film, ci consente di comprendere che si tratta di un film di guerra, il primo dei tre film di guerra girati da Kubrick, assieme a Orizzonti di gloria e Full metal jacket. Ma ci consente anche di capire che Kubrick non ha voluto girare un film su una guerra in particolate, come avverrà invece per gli altri due film che abbiamo citato, ma sulla guerra tout cour.  Non a caso, infatti i   protagonisti, i soldati perduti nella foresta dopo essere usciti illesi dall’incidente aereo e precipitati all’interno delle line nemiche, parlano la stessa lingua dei loro nemici. Con questi stratagemmi Kubrick ha voluto estraniare completamene lo spettatore da ogni possibile riferimento ad una qualsiasi guerra combattuta nella storia.
Ad accomunare i quattro soldati sono la paura su quello che accadrà e soprattutto il desiderio di riuscire a conservare la propria vita. Il primo problema è l’elaborazione di un piano che li porti ad uscire dalle linee nemiche, entro le quali si sentono intrappolati e ad unirsi con i propri compagni.
Il tenente e i tre soldati studiano un piano che prevede la via fluviale per superare l’area nemica nella quale si trovano. Ma l’esecuzione del pano non è semplice e gli imprevisti sono all’ordine del giorno. Tra questi spicca l’incontro con una donna, che  non parla la medesima lingua e che il tenente ritiene opportuno tenere legata ad un albero, per evitare che possa svelare ad altri la loro presenza. Viene lasciato a sorvegliare la donna il più giovane della compagnia, che presto riesce a fraternizzare, al punto da acconsentire a slegarla. Ma al tentativo di fuga della donna, il soldato, preso dalla paura, non esita a spararla.

Malgrado le buone e incoraggianti recensioni alla sua uscita, il film, rispetto alle opere successive, non convinceva Kubrick, che lo riteneva a tal punto imbarazzante da toglierlo completamente dalla circolazione. Solo dal 2008 è stato possibile per noi riaccostarci a questo film, che, oltre ad essere importate come documento della nascita del cinema nel grande Maestro, presenta in sé alcuni spunti veramente notevoli, rivelatori di quella sorta di repulsione verso la guerra, che diverrà manifesta in Orizzonti di gloria e in Full metal jacket.
Abbiamo già citato il primo esempio, allorché il giovane soldato, preso dal panico, non esita ad ammazzare una ragazza che con la guerra non c’entra assolutamente nulla. Ma sono presento altri episodi significativi: i quattro soldati individuano un casolare dove alcuni soldati nemici consumavano il loro pasto. Anche in questo caso assistiamo alla brutale uccisione dei nemici, finalizzata semplicemente ad impadronirsi dei fucili e del cibo, che viene consumato davanti ai corpi appena uccisi dei nemici. La scena è girata da Kubrick in modo tale che appare evidente tutta la riprovazione del regista di fronte alla guerra e alle cose terribili che ti costringe a fare. E, a questo punto, Kubrick ritiene di dover intervenire in prima persona di nuovo con la voce fuori campo, che esprime le sue considerazioni: “Nessun uomo è un’isola. Forse questo era vero molto tempo fa, prima dell’era glaciale. I ghiacciai si sono scioli e da allora parti del mondo sono fatte solo di isole.” Si tratta di considerazioni piene di amarezza, che ci fanno capire ancora una volta la assoluta riprovazione del giovane Kubrick per la guerra. E non ci sembra un caso che questo film di esordio del giovane regista coincida proprio col periodo della più aspra recrudescenza della guerra in Corea.
Sulla negatività assoluta della guerra Kubrick non ha mai cambiato idea. Nei film successivi le guerre avranno nome e cognome, per così dire, e si chiameranno Prima guerra mondiale e Guerra del Vietnam.
Ma è facile vedere in Paura e desiderio molti atteggiamenti simili ai due capolavori successivi. In quest’ambito, forse, il  momento del film più illuminante è rappresentato dall’autoironia dei quattro soldati che, dopo aver ucciso brutalmente alcuni soldati nemici per impossessarsi dei fucili e di qualcosa da mangiare, ripetono più volte: “dobbiamo continuare ad essere civili”.

Rive Gauche – Film e critica su Stanley Kubrick:
Paura e desiderio (1953): https://wp.me/p3zdK0-4k4
Orizzonti di gloria (1957): https://wp.me/p3zdK0-Rp
Paths of glory (1957): https://wp.me/p3zdK0-Rp
Burning secret, Napoleon e A.I.: https://wp.me/p3zdK0-3No
Stanley Kubrick & 2001: https://wp.me/p3zdK0-1J3
Lipsia, Napoleone e Kubrick (2013): https://wp.me/p3zdK0-4i
The shining (1980): https://wp.me/p3zdK0-4i
Kubrick. Sai cosa sono i K.A.? (2020): https://wp.me/p3zdK0-4jz