Aperto a Napoli il 12° Festival dei diritti umani

Il programma di giovedì 19 novembre

Dopo l’India, l’Europa dell’Est, l’America latina e il Vicino Oriente, il Festival torna in Italia. Una nutrita comunità di studenti napoletani, collegati alla Didattica a Distanza, seguirà la mattinata dedicata ai problemi del disagio mentale in Italia e degli effetti del lockdown sulle persone affette da questi disturbi, oltre che sulle loro famiglie, per svelare il tabù della “follia”. 
“Non lasceremo indietro nessuno” è stato lo slogan del nostro Governo in questi mesi passati in isolamento, ma è davvero stato così? Anche per i più deboli? Proviamo a scoprirlo in un confronto con alcuni esperti di diritti civili.  La giornata proseguirà, nel pomeriggio, con una raccolta di testimonianze dalla società italiana, da Napoli alla Calabria e fino al Piemonte, seguendo storie emblematiche della situazione creatasi nel mondo del lavoro e nella società civile per effetto di questo isolamento che ha consentito la nascita di gesti di solidarietà, ma anche incoraggiato azioni autoritarie e colpi di mano.  
📌Ore 10.00 – Salute mentale e diritti Con Gisella Trincas, esperta di salute mentale e presidente dell’UNASAM, l’associazione dei familiari delle persone affette da #disagiomentale, e Antonio Esposito, ricercatore indipendente e scrittore, ripercorreremo le contraddizioni emerse tra le solitudini domestiche nascoste, interrogando Mauro Palma, Garante Nazionale delle persone detenute o private della libertà, sulla lezione di questa pandemia e sui diritti negati alle categorie sociali più deboli. Un breve contributo filmato prodotto dall’UNASAM (la storia di Gonare) stimolerà il dialogo con gli studenti in linea. Antonio Esposito chiuderà la mattinata con una lettura, rilanciando l’appello per dedicare una strada ad Antonia Bernardini, morta nel 1974 nell’allora manicomio di Pozzuoli (Napoli).
📌 Ore 18.00 – L’Italia che resiste Questo è lo slogan degli operai della #Whirlpool, l’azienda napoletana chiusa da pochi giorni per volontà della proprietà multinazionale, che ha lasciato 450 operai per strada, ed è la frase che abbiamo scelto per ricordare il coraggio di operai e gente comune che sta lottando per difendere il proprio lavoro e il territorio in cui abita, minacciato da uno sviluppo fuori di ogni logica. Dopo i lavoratori napoletani, a parlare degli effetti del lockdown sarà Maria de Biase, dirigente scolastico di un istituto comprensivo salernitano, nota per la sua caparbia volontà di innovazione, sottoposta alle decisioni di un Sindaco che ha deciso, senza consultare nessuno, di ristrutturare l’istituto da lei diretto, per garantire la sicurezza dei suoi giovani cittadini, sfrattando di fatto preside e amministrazione. La vicenda è emblematica dello sconfinare di funzioni istituzionali per effetto dell’emergenza. A seguire sentiremo la voce di Ermelinda Varrese, attivista dei NO TAV della Val di Susa che ci dirà delle condizioni di Dana Lauriola, in carcere, e Nicoletta Dosio, appena uscita di carcere, entrambe per avere manifestato un anno fa contro il cantiere del Treno ad alta velocità, due donne alla guida di questo movimento tenace e orgoglioso. Chiuderemo la serata con la voce di Enzo Infantino, attivista e cooperante calabrese, oggetto di un’intimidazione mafiosa pochi giorni fa nella sua casa di Palmi (RC), per avere ricordato l’assassinio di una giovane donna calabrese uccisa dalla ndrangheta, a cui il Festival ha espresso solidarietà ed amicizia. 
[Alla seduta con le scuole parteciperanno le classi la IV B dell’ITES “Ferdinando Galiani” e la V E dell’IISS  “Leonardo da Vinci”. Un grazie alle Dirigenti scolastiche prof.ssa Giulia Urciuolo del “Da Vinci” e prof.ssa Antonella Barreca del “Galiani”]
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