“The wilds” (Usa 2020) serie TV ideata da Sarah Streicher

I temi più scottanti della società

(antonia del sambro) Lo scorso mese di dicembre è stato davvero un gran mese per gli appassionati delle serie tv perché le maggiori piattaforme on-demand hanno fatto letteralmente a gara per offrire ai propri spettatori non solo prodotti di grande qualità cinematografica, ma altresì di vera originalità per tema e contenuti. Pertanto, tra le serie di assoluto successo e gradimento da parte del pubblico di genere c’è senza ombra di dubbio, The Wilds, prodotta e distribuita da Amazon Prime Video. Ora, su questa serie ci sono davvero parecchie cose da dire, a partire dal fatto che i più distratti o quelli meno propensi a guardarsela tutta l’hanno subito liquidata semplicemente come serie ispirata a Lost. Niente di più falso. Le dinamiche sono differenti, i personaggi sono tutti femminili, l’esperimento sociale in corso è più realistico e coinvolgente che non premere un pulsante un tot di volte al giorno per scongiurare la fine del mondo. No. Lost ha fatto epoca e scuola, senz’altro, ma non insegnava nulla, non affrontava i veri temi della società contemporanea, soprattutto riduceva alla fine i rapporti interpersonali come semplice conquista tra uomini e donne e lotta per accaparrarsi la più bella o il più bello di quel posto sperduto nel tempo e nello spazio. The Wilds nasce e si sviluppa su altre dinamiche, più profonde, più connaturare alla società attuale. L’esperimento che un gruppo di ricercatori fanno su un insieme di adolescenti narra in realtà di tutto quanto c’è di sbagliato e di ingiusto nel mondo in cui stiamo vivendo: competizione spinta all’estremo, paura di dichiarare il proprio orientamento sessuale, fanatismo religioso, fanatismo di razza, isolamento sociale, perversione, egotismo. Ognuna delle fanciulle che naufragano sull’isola (il naufragio in realtà è finto e ci sono state portare dai ricercatori dell’esperimento dopo essere state narcotizzate sull’aereo dove tutte erano imbarcate per una finta vacanza collettiva) ha a che fare o ha avuto a che fare con una delle problematiche descritte sopra. Ma non basta.

L’esperimento ha un duplice valore sociale. Da una parte le giovani adolescenti devono capire quanto ognuna di loro è capace di sopravvivere in condizioni estreme e fino a che punto può contare sulla sua forza e determinazione personale e dall’altra quanto tutte queste personalità così diverse e fondamentalmente egoiste possono riuscire a fare squadra per la sopravvivenza del gruppo. Si può uccidere un animale indifeso pur essendo vegetariane e convintamente animaliste per il bene dei compagni di avventura? Si può dividere con le altre abiti, oggetti e accessori griffati e costosi che mai si sarebbe diviso con nessuno nella vita di ogni giorno? Si possono confessare paure, amori fallimentari, sconfitte brucianti e segreti fisici vergognosi solo perché si è costretti a vivere insieme ogni giorno fianco a fianco? Quale è il momento esatto in cui le convenzioni sociali, le armature psicologiche, i principi morali, l’egoismo di fondo degli esseri umani cede il passo al senso vero di comunità, di sopravvivenza, di amore reciproco? È per questo, per tutte le implicazioni mentali, spirituali, metafisiche dell’uomo in quanto specie e in quanto tale che The Wilds lascia gli spettatori a bocca aperta, incantanti, partecipi, a tratti amareggiati. Ed è per questo che quasi ci si dimentica dell’interpretazione cinematografica in sé delle protagoniste (tra l’altro tutte bravissime e credibili), ci si scorda della riuscitissima fotografia, aiutata tra l’altro dalla scelta di girare quasi del tutto in esterna, ci si scorda dei dialoghi perfetti e dei flash back costruiti con grande maestria, e ci si scorda anche di andare a vedere da chi è girata, scritta e prodotta la serie. Perché quando il cinema racconta la vita tutto il resto passa in secondo piano. Buona visione, rivegaucherini, alla prossima.