“Cold meridian” (UK 2020) di Peter Strickland (con trailer)

Strickland fautore dell’ASMR

(marino demata) Abbiamo “scoperto” Peter Strickland alcuni anni fa e abbiamo portato qui in Italia alcuni film che non erano mai stati proiettati prima nel nostro Paese. In tal modo Strickland è stato protagonista di  alcune nostre serate nell’ambito delle rassegne cinematografiche organizzate nel Chiostro del Museo Novecento di Firenze. Il suo primo film, Katalin Varga, girato in una zona tra Ungheria e Romania, è stata una rivelazione in molti Festival, compreso quello di Berlino. Molti consensi e curiosità hanno suscitato gli altri due film, che abbiamo presentato a Firenze: The Duke of Birgundy e il giallo Berberian Sound Studio e , storia dai risvolti torbidi dell’amore tra una studiosa di farfalle e la sua domestica.
A questo punto si sono fermate le nostre conoscenze dirette su Strickland. Nondimeno incuriosisce molto, dopo aver letto alcune affidabili recensioni di critici americani ed europei, il suo thriller. In fabric, un discreto successo nei programmi notturni americani di Midnight Madness, che non abbiamo avuto il piacere di vedere ancora. Sappiamo però che, con In fabrick, è iniziato per Strickland la curiosità, trasformatasi poi in amore, per l’ASMR, sul quale fenomeno un ragionamento ci porterebbe parecchio lontani dal film del quale vorremmo brevemente parlare. In ogni caso l’ASMR (Autonomous sensory meridian response) è un fenomeno diffuso soprattutto su YouTube a partire dal 2010, che ha coinvolto psicologhi e scienziati in studi approfonditi. Come dice lo stesso acronimo, ASMR è la risposta sensoriale (o del meridiano sensoriale) autonoma a stimoli esterni. Una risposta che si concretizza in una sensazione di rilassamento e in un formicolio soprattutto nella testa e in varie altre parti del corpo, che parte spesso dai capelli.

Diventa il tema fondamentale del film corto di Strickland intitolato, non a caso, Cold Meridian, con chiaro riferimento al Meridiano sensoriale di cui all’acronimo ASMR. Le scene iniziali del filmato fanno riferimento ad uno spettacolo di danza che viene provato nell’Accademia di danza di Budapest il 10 dicembre del 2019. Ha qualcosa di misterioso il fatto che le foto delle prove siano state archiviate dagli artisti e che lo spettacolo non sia poi mai stato programmato. Ma Strickland ci lascia con un bel punto interrogativo su tale spettacolo, sul quale ritornerà alla fine con alcune scene filmate delle prove stesse e ci porta invece al tema centrale: un lavaggio di capelli di una donna, il cui rumore di shampoo e di massaggio viene dilatato e si alterna poi con oggetti rumorosamente inseriti e tolti da un involucro di cellophane e da matite che lasciano segni e suoni sulla carta. L’esperimento di Strickland vuole stimolare quelle reazioni sulle quali si basa l’ASMR. La novità è che il regista chiede l’intervento degli spettatori di questo immaginario spettacolo al PC, ritenendo particolarmente importante una partecipazione ampia del pubblico. La donna che si è piacevolmente sottoposta al lavaggio dei capelli interloquisce con una ragazza collegata al PC e le dice “Sei il visitatore n° 14. 732”. Mi hai visualizzata alle 22.32. Questo a dice lunga sull’importanza che il regista assegna all’ASMR.
Il film corto si conclude con il ritorno alla danza, con due danzatori nudi, un uomo e una donna impegnati in una sorta di wrestling.
Il film ha fatto parte del programma Nightmares dei Vienna Shorts assieme al corto The fall, dell’altro regista inglese Glazer, già recensito su Rive gauche – Film e critica.
La considerazione che viene di fare è relativa all’importanza del cinema corto, vera e propria essenziale nicchia per i film sperimentali, anche per testare l’accoglienza del pubblico verso le tematiche avanzate e la autentica innovazione.

Film di Peter Strickland recensiti su Rive Gauche – Film e critica:

Katalin Varga: https://wp.me/p3zdK0-1DM
The Duke of Burgundy: https://wp.me/p3zdK0-1R1
Cold Meridian: https://wp.me/p3zdK0-4Tq