“Nightwalk” (Pol. 2020) di Malgorzata Szumowska

Pur nella dimensione di film corto, emerge tutta la complessità del rapporti umani

(marino demata) Abbiamo conosciuto solo qualche settimana fa la regista polacca del nostro film del giorno dal titolo Nightwalk: Malgorzata Szumowska e siamo rimasti molto favorevolmente impressionati dal suo film de 2015 Cialo/Corpi, col quale  si è presentata al 42° Festival Internazionale di Cinema e Donne, riscuotendo convinti consensi. La Polonia ha una grande tradizione cinematografica, che include anche significative presenze al femminile: basta ricordare un nome per tutte, Agnieszka Holland. Malgorzata Szumowska fa parte della generazione più recente, che presenta aspetti veramente interessanti: basta ricordar il nome di Jan Komasa, il cui talento è emerso nel film presentato da Netflix, The Hater.
In Corpi
la Szumowska era stata capace di presentarci qualcosa di  molto intrigante: la dialettica che si instaura tra i tre personaggi principali, che vanno a formare uno strano e per molti versi problematico triangolo. Tre individui estremamente dissimili l’una dall’altro e le cui vite sembrano reciprocamente collegate da un legame strano, alimentato sostanzialmente dalla mancanza di fiducia di ciascuno rispetto all’altro. Lo +sviluppo di quella storia presenta tra l’altro, molti inaspettati colpi di scena.
Nightwalk, sceneggiato dalla stessa regista e da Michal Englert, fa parte della serie di film creata dal marcho di moda Miu Miu, per i quale le registe sono completamete libere nelle loro creazioni, con l’unica condizione di utilizzare abiti del marchio.  Siamo  di fronte ad un film corto, che però, pur nella su brevità, lascia ugualmente intuire una complessità di rapport umani, come in Corpi. Il che fa supporre che sia questo uno dei temi portanti della sua filmografia, tutta ancora da scoprire. Il film ci proietta in una notte a Varsavia in due differenti ambienti domestici. Nel primo, un padre, sdraiato sul divano, si aspetta che il figlio diventi come lui. Non sarà mai così, perché questi ha un carattere ribelle . Nel secondo una madre discute a tavola animatamente con la propria figlia. I due ragazzi Filip Rutkowski e Raffey Cassidy, del tutto autonomamente, decidono di uscire di casa. È tarda sera e le strade vuote di Varsavia creano uno scenario irreale per un incontro per entrambi inaspettato e sorprendente.
Nightwalk, sceneggiato dalla stessa regista e da Michal Englert, fa parte della serie di film creata dal marcho di moda Miu Miu, per i quale le registe sono comletamete libere nelle loro creazioni, con l’unica condizione di utilizzare abiti del marchio.  Siamo  di fronte ad un film corto, che però, pur nella su brevità, lascia ugualmente intuire una complessità di rapport umani, come in Corpi. Il che fa supporre che sia questo uno dei temi portanti della sua filmografia, tutta ancora da scoprire. Il film ci proietta in una notte a Varsavia in due differenti ambienti domestici.
Il film è senza dialoghi ed è accompagnato però dalla musica sublime di Hania Rani, che ben traduce l’ambiente e la situazione che si vogliono mostrare nel breve film. L’incontro dei due ragazzi manifesta situazioni e atmosfere che non sono per nulla conformi alle aspettative delle due rispettive famiglie.
Ma il tutto è da intuire e decifrare, nel silenzio che caratterizza la notte di Varsavia e il film. Dove questo improvviso rapporto, e, come background, il rapporto con le rispettive famiglie lascia supporre scenari inaspettati, impliciti in una visione stilistica veramente di notevole fattura. Forse questo è uno dei casi nei quali la dimensione del film corto non premia una situazione che probabilmente avrebbe meritato ben altro  e più complesso sviluppo. Per questo la conclusione ti lascia un po’ con l’amaro in bocca. E, nel contempo, ti spinge a ricercare e a scoprire  altre opere di questa interessantissima regista.

Film di Malgorzata Szumowska recensiti su Rive Gauche – Film e critica:

Corpi (2015): https://wp.me/p3zdK0-4MC
Nightwalk (2020): https://wp.me/p3zdK0-4TD